La mossa del disperato
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La mossa del disperato

Buongiorno a tutti e bentornati, oggi non possiamo far altro che parla della mossa del disperato Matteo Renzi che ieri ha fatto cadere il governo Conte 2.

La mossa del disperato

Infatti, la notizia di ieri è che siamo entrati ufficialmente in crisi di governo.

Già un annetto fa a dire il vero, tra Febbraio e Marzo, si vedeva che Renzi voleva fare qualcosa. Ma poi è arrivato il covid19 che gli ha “rotto le uova nel paniere”.

In quel momento ha prevalso il senso di responsabilità e Italia Viva ha tenuto vivo il governo durante la prima ondata.

Poi dopo qualcosa è cambiato e finalmente, dopo che Conte si è “rotto le scatole”, Renzi ha deciso di fare chiarezza.

Scenari possibili causati dal disperato

Innanzitutto esaminiamo gli scenari che si possono presentare.

  1. Il Governo Conte 2 va avanti con dei “responsabili”: checché ne voglia dire qualcuno, conti alla mano, è lo scenario più probabile. In quel caso non ci sarebbero nemmeno le dimissioni, ma solo una verifica in parlamento;
  2. Governo Conte 3 con la stessa maggioranza: eventualità che esiste perché Renzi non ha chiuso del tutto, ma mi pare difficilmente percorribile;
  3. Governo Conte 3 con modifiche di maggioranza: scenario probabile. Potrebbero essere dei responsabili oppure l’entrata di altri gruppi, come pezzi di FI e della stessa Italia Viva;
  4. Governo di centrodestra: Improbabile. A meno che M5S o una parte ampia dello stesso non faccia il ribaltone;
  5. Governo politico con altro premier ma stessa maggioranza: Difficile. Perché i grillini hanno il dente avvelenato e difficilmente accetteranno un’altra figura;
  6. Governo politico con altro premier e maggioranza diversa: Più facile; 
  7. Governo tecnico: E’ fattibile ma è una strada stretta;
  8. Governo di unità nazionale: Molto complicato;
  9. Governo di salute pubblica o di scopo: Fattibile. In quel caso la maggioranza si potrebbe allargare enormemente, verrebbero fatte alcune cose e poi al voto. Il problema è il quando perché teoricamente dovremmo andare avanti fino al 2022;
  10. Elezioni: scenario molto probabile. Più di quello che si pensi.

Nel caso di ricorso alle elezioni, ci andremmo in piena pandemia, con Mattarella in scadenza, una riforma costituzionale approvata senza gli opportuni correttivi ed il rischio concreto di un trionfo della destra di Salvini e Meloni che potrebbe poi anche scegliersi il proprio Presidente della Repubblica. Sarebbe quindi lo scenario peggiore.

Le motivazioni del disperato

Passiamo a parlare delle motivazioni che hanno portato il senatore di Rignano a togliere il suo sostegno all’esecutivo.

Le ragioni date ieri in conferenza stampa, sono sinceramente pastrocchiate e non comprensibili ad un’attenta analisi dei fatti.

Ha accusato Conte di aver accentrato troppo il potere, quando lui chiedeva la fiducia sempre ed utilizzava qualsiasi cavillo parlamentare per accelerare l’approvazione delle leggi, come il canguro. 

Ha detto che son state fatte troppe dirette facebook, ma il maestro è lui che ancora da premier usava il #matteorisponde.

Passando poi alle questioni di merito invece, ci sono dei punti veri, concreti. La questione della delega ai servizi segreti, la questione del MES su cui non è stata fatta chiarezza fino in fondo, il perché di alcuni ritardi.

Però, si tratta di temi che potevano tranquillamente essere affrontati senza fare questo casino.

Allora perché fare tutto questo?

Le motivazioni le scopriremo col tempo.

Impressioni ed opinioni sulla mossa del disperato

L’impressione sempre più diffusa è che si tratti di una mossa disperata alla ricerca di un’insperata sopravvivenza politica.

Al di là di alcune persone come Marcucci che fanno tenerezza perché ci sperano ancora, credo che ieri Italia Viva abbia scavato un solco difficilmente ricolmabile nei confronti del centrosinistra.

Personalmente sono molto deluso.

Nonostante tutta una serie di errori dopo il 2016 e nonostante l’errore della scissione, fino a ieri ho sempre pensato che Renzi potesse tornare ad essere presidente del consiglio vincendo le elezioni come leader di una coalizione di centrosinistra. 

Adesso ritengo questa strada impraticabile.

Gli sono rimaste due possibilità per tentare una sopravvivenza.

La prima è quella di virare a destra, passando ancora di più al lato oscuro, per provare a diventare il nuovo Berlusconi.

La seconda, ed è l’opinione di tanti amici, è che voglia fare un’operazione centrista.

Dietro questo scenario ci sarebbe la strategia di Casini, da sempre alla ricerca del “grande centro”.

Ovvero tentare di costruire un Polo liberale, con Più Europa, Azione, FI e forse Cambiamo ed UDC, con l’obbiettivo di presentarsi alle prossime elezioni e diventare un ago della bilancia arrivando almeno al 10%.

Operazione non priva di rischi. Rutelli e Fini son spariti a suo tempo con una mossa simile.

Lo scopriremo.

Una cosa è sicura: Renzi voleva rottamare D’Alema ed è diventato D’Alema.

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