1 Equiparazione tra aziende pubbliche e private: Spesso ai dipendenti pubblici vengono garantiti diritti e privilegi che i privati non hanno. Non è equo, bisogna che siano equiparati.
2 Stop ai concorsi. Sì ai colloqui: I concorsi hanno grossi limiti nell’individuare chi merita davvero, spesso i requisiti sono fatti apposta per far sì che possano partecipare alcune persone e non altre, e l’esperienza ci dimostra che sovente passa chi è raccomandato. Allora cambiamo i metodi di selezione. Obbligatorio un colloquio orale.
3 Stato smart, digitale: Le regole sono importanti e vanno rispettate. Ma devono essere chiare e semplici. Meno burocrazia, ma fatta bene. Lo stato non deve essere pesante, ma leggero. Digitalizzare tutto quello che può essere digitalizzato. Qualcuno perderà il posto di lavoro? Sì. Andrà a fare qualcos’altro. Bisogna fare le cose bene, non avere sentimentalismi.
4 Dirigenti licenziabili: Tutti importanti, nessuno indispensabile. Chi sbaglia deve essere licenziato. A seconda dell’errore, dare una seconda chance.
5 Nessuna buonuscita per chi sbaglia.
6 Stop al predominio dei tecnici sui politici: Troppo spesso buone idee di politici competenti vengono abbattute o frenate dai tecnici, dai capi di gabinetto. Che magari sono lì da anni e anni. Basta. I tecnici devono dare suggerimenti, la decisione finale deve essere del politico competente.
7 Limite di mandati e di durata di mandato per dirigenti e per capi di gabinetto: Ci deve essere un ricambio.
