Parto così, non me ne vogliate: Ad un italiano non può non piacere il calcio. Può preferirgli altri sport, ma un pochino deve piacergli, è nel nostro DNA.
Sono juventino. (e giù infamate)
Mi si potrebbe dire: “Ma come hai la Fiorentina vicino, perché non tifi per loro?”
A parte che un pratese tifare per una squadra di Firenze (o peggio ancora di Pistoia!) ce ne vuole, se proprio devo fare il tifo per una squadra vicina allora forza Empoli, Siena e Livorno. Ma il discorso è un altro: Se ci fosse l’AC Prato in serie A, tiferei per loro. Purtroppo non ci sono e non c’è un progetto che vada dritto in quella direzione. Quindi tifo semplicemente la squadra con cui sono cresciuto: La Juventus del primo Lippi.
Attenzione: Io sono uno juventino sportivo e corretto. Sempre stato contro Moggi e Giraudo e i 2 scudetti andavano revocati. Però non avrei riassegnato quello del 2006 all’Inter. Sono orgoglioso della dirigenza attuale, della lungimiranza fatta costruendo uno stadio di società coinvolgendo i tifosi nel progetto e degli investimenti sul mercato, oculati, investendo su giovani e su italiani, come nessun’altra tra le grandi società attualmente. L’unico errore fatto è stato quello di non far concludere la carriera a Del Piero nella Juventus. Le bandiere non si fanno andare via, si tengono strette, soprattutto se grandi anche fuori dal campo come Alex.
Parliamo adesso di Italia: Tifo più per la squadra del mio paese che per quella di società, ovviamente, perché così ci si unisce tutti. Le delusioni nel tempo ci sono state, ma è stata una grandissima emozione vedere vincere il Mondiale 2006.
Prima di passare al calcio femminile, vediamo quali sono i problemi al maschile e cosa fare:
1 E’ inaccettabile che ci sia violenza negli stadi. E le società non possono esserne schiave. C’è anche qualcuno che non fa il suo dovere, perché se io voglio portare dentro una bottiglia d’acqua non posso, ma c’è chi porta dentro bombe carta. Allora, innanzitutto sì alle carceri negli stadi. Secondo, daspo a vita. Terzo, chiudere fan club chiacchierati. Ci devono andare famiglie negli stadi, non ultras.
2 Dare più poteri e autonomia alla nazionale e al suo commissario tecnico. Non possono essere le società a dettare legge.
3 Lo stato deve vendere gli stadi, almeno alle grosse società. Le società devono investire su stadi privati coinvolgendo tifosi.
4 In generale i costi per l’acquisto di un calciatore sono lievitati a livelli inaccettabili. Così come gli stipendi. Bisogna mettere un tetto.
5 Bisogna mettere un tetto all’acquisto di stranieri o comunque incentivare chi investe su italiani, su giovani, sui vivai.
Passiamo al calcio femminile: Se qualcuno pensa che il calcio sia uno sport solo maschile, sbaglia di grosso. Qua il problema vero è che tutti i soldi vanno al calcio maschile e qui le briciole e non è giusto. Bisognerebbe fare di più, perché in passato abbiamo avuto soddisfazioni anche da qui. Dobbiamo ricordarcelo.
