Ho una visione pre-periclea della politica. La politica non è un lavoro e come tale non ci dovrebbero essere stipendi né formazione specifica. Si dovrebbe fare per passione, come servizio per un periodo limitato di tempo alla comunità, similmente al volontariato per croce rossa o simili.
All’interno dei partiti nessuno dovrebbe prendere uno stipendio e toglierei giornali e radio di partito. I rappresentanti delle istituzioni dovrebbero avere un limite di mandati, avere dei rimborsi spese e solo i disoccupati dovrebbero avere uno stipendio pagato con i soldi pubblici, gli altri dovrebbero essere pagati con un fondo ad hoc creato da imprese, sindacati, autonomi, ecc.
Capisco però che questa visione sia minoritaria, perciò mi limito a questo:
1 Abolire le auto blu (Ottenuta riduzione progressiva)
2 Abolire i portaborse
3 Vietare i doppi incarichi, a ogni livello
4 Dare la scorta solo a chi ne ha davvero bisogno e gestire meglio la quantità di persone assegnate al servizio.
5 Abolire i finanziamenti pubblici all’editoria.
6 Abolizione della buonuscita per il “reinserimento nella società”.
7 Stop a magistrati-politici: I magistrati che vogliono fare politica, devono prima dimettersi, e poi aspettare almeno 1 anno prima di potersi candidare. Basta con quei magistrati che vanno in aspettativa ed entrano in politica.
Riforme istituzionali: 1 Via le province in modo definitivo dalla costituzione
2 Abolizione delle regioni: Le regioni si sono dimostrate in questi anni inefficienti e fonti di spreco e corruzione.
3 Incentivi ad Unioni e Fusioni di comuni
4 Sì alle città metropolitane
5 Abolizione del senato o trasformazione in camera delle autonomie in cui sindaci vadano ogni tot per alcune leggi. Per le altre via il bicameralismo perfetto.
6 No all’elezione diretta del presidente della repubblica: A mio avviso deve essere una garanzia, non può essere di parte.
7 Sì all’elezione diretta del presidente del consiglio (premierato): C’è solo in alcuni paesi, ma ritengo che sarebbe la forma migliore. Pur mantenendo in capo al presidente della repubblica la possibilità di incaricare qualcun altro a formare un governo in caso di una crisi, e prima quindi di indire elezioni anticipate.
Dando per scontata l’abolizione del senato o la sua trasformazione in camera delle autonomie e auspicando un’evoluzione bipartitica del paese, la mia idea di legge elettorale si basa su questi punti:
1 Sistema maggioritario basato su liste
2 Se una lista non prende almeno il 50% si va al ballottaggio tra le prime due
3 Sbarramento per l’accesso in parlamento al 5%
4 Premio o meno chi vince non potrà avere più del 57% dei seggi, per evitare che possa riformare la costituzione da solo
5 Preferenza doppia di genere in collegi piccoli in modo che l’eletto sia riconoscibile in un territorio ristretto
6 No alle multicandidature
