Basket

Dirò la verità, mi piace come sport, ma a livello italiano lo seguo poco. A livello NBA sono un tifoso dei Los Angeles Lakers e di Kobe Bryant, ma il mio mito è Michael Jordan.

A livello personale, non essendo alto, non ho mai brillato, ma guardando l’anime “Slam Dunk”, ho capito che per fare il ruolo di playmaker non è necessario essere alti, ma piuttosto veloci, cosa che sono. Quindi a scuola, sfuttavo le mie caratteristiche per sfilare la palla agli avversari e passarla a chi di dovere. Qualche canestro l’ho fatto anch’io…ma essendo più abile con i piedi, ricordo che un paio di volte ho fatto canestro con un calcio al pallone.

A livello italiano seguo poco. Seguivo con interesse il Siena, adesso c’è Pistoia…ma non chiedetemi di fare il tifo, come pratese non ce la faccio.

Ecco, questa è forse la dimensione giusta che dovrebbero avere tutti gli sport: palazzetti pieni, sponsor, niente violenze, soldi giusti.

Questo non vuol dire che non ci siano problemi, anzi, ma sono più che altro legati alla nazionale.

Tanta stima per Basile e per Belinelli, nessuna per Bargnani. Ho apprezzato il ciclo di Recalcati, ma non quello di Pianigiani, che ha puntato parecchio sulle individualità provenienti dal NBA, crendo un gruppo di figurine, non una vera squadra. Spero che si inverta la rotta.

A Prato abbiamo una realtà di livello, in serie B, i Dragons della Sibe Prato. Il problema però è che, come spesso accade nella mia città, non abbiamo impiantistica di livello. Gli tocca giocare al palazzetto della scuola Toscanini, a San Paolo, e più della B non possono fare, perché è piccolo. Perciò partono ogni anno col freno a mano tirato.

Passando a livello femminile, ho poche informazioni, perché i media non ne parlano. A livello pratese vale lo stesso discorso, abbiano una realtà che è andata anche in A1 e adesso è in B. Sempre nella B nella squadra pistoiese di Massa e Cozzile gioca Valentina Vignali e quando è venuta a giocare a Prato sono andato a vederla. Bisognerebbe investirci di più.