Sarà perché un po’ l’ho praticato, sarà perché l’acqua è la mia seconda casa, sarà perché a Prato abbiamo eccellenze di livello assoluto, ma la pallanuoto è per me, insieme al calcio, lo sport che preferisco.
E’ dal 2004 che non mi perdo quasi mai una partita delle nazionali.
Parlando della pallanuoto maschile, a livello di società, non posso non tifare per la Pro Recco, che è un po’ la Juventus di questo sport, ed è la squadra dove milita il mio mito numero uno Stefano Tempesti, pratese, leggenda vivente. Ma stimo molto anche Matteo Aicardi.
A livello di nazionale, tantissima stima per Campagna. La nazionale è da anni a livelli assoluti e Tempesti ne è, almeno fino a Rio 2016, il capitano.
Passando alla pallanuoto femminile l’eccellenza ho avuto la fortuna di averla in casa. La Mediostar Waterpolo Prato, purtroppo fallita nel Luglio 2016 era l’unica squadra della Toscana in A1, con giocatrici di livello.
Ma parlo prima di nazionale in questo caso: Da anni la nazionale è a livelli assoluti, se pur con qualche delusione.
Ho iniziato a vedere le partite nel 2004, anno in cui ad Atene – mentre io finite le medie ero al mare a Lido Di Savio (RA) a fare il tifo davanti ad un televisorino in bianco e nero – una ragazza appena maggiorenne vinceva il suo oro olimpico: Si trattava di Elena Gigli, ed è diventata subito la mia numero uno.
In tutti gli anni successivi ho continuato a seguire le prodezze di Elena in nazionale…e pur sapendo che era di Empoli e che giocava a Firenze, mi sembrava così lontana…
Nell’estate 2013, post mondiali di Barcellona, la cerco su facebook, la aggiungo e lei fa lo stesso. Poi però parte per l’Australia.
Nel frattempo scoprò dell’esistenza della Prato Waterpolo, ma complici i media, non ho molte informazioni.
L’anno dopo, Elena torna in Italia e viene a giocare proprio nella Prato Waterpolo. Allora inizio a seguire un po’ di più, ma dato che il media locale che più seguo non diceva niente, non sapevo né quando giocavano nè altro.
Nel corso del 2015 scopro che il capitano della Prato Waterpolo, Chiara Tabani, è stata convocata ai mondiali di Kazan, e che non solo è di Prato, ma di San Paolo, a 200 m da casa mia tipo.
Poi scopro che rischiano di fallire perché gli mancavano 30 mila euro per iscriversi al campionato dell’anno successivo e decido di provare a dare una mano.
Ma la cosa che più mi sarebbe dispiaciuta, sarebbe stata non conoscere Elena…quindi provo a mandarle un messaggio, ed incredibilmente mi risponde. Ci vediamo e ci scambiamo i contatti.
Riescono a trovare uno sponsor importante, la Mediostar Next e quindi la situazione si risolve, ma giustamente Elena dice che non si sa mai cosa potrà succedere in futuro e che avranno sempre bisogno di aiuto.
Da allora ho cercato di aiutarle in ogni modo, ricerca di sponsor, cene di finanziamento, eventi, consigli, ecc.
Poco a poco ho imparato anche a conoscere tutte le ragazze.
Senza ruoli, non soltanto per passione e perché lo ritenevo un dovere civico, e nemmeno come semplice tifoso (anche perché se volevo fare il semplice tifoso, mi limitavo ad andare a vedere le partite), ma perché volevo e voglio loro bene non solo come atlete, ma anche come persone.
Inoltre andando a vedere giocare la Mediostar Waterpolo Prato, ho avuto anche l’occasione di conoscere altri grandi campionesse come Elisa Queirolo, Giulia Gorlero ed un’altra leggenda come Tania Di Mario.
Mi sono battuto affinché venisse messo a norma l’impianto di via Roma e per far conoscere l’esistenza della squadra. E anche se purtroppo non c’è più la società, mi batterò affinché i lavori per l’impianto partano per il 2017 come previsto e che non ci siano rinvii.
La pallanuoto ha in generale un semplice problema: A differenza di calcio, basket e pallavolo, non è uno sport professionistico di fatto, oltre al fatto che mancano soldi, talvolta impianti e copertura mediatica.
