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L’Italia resta ingovernabile, complimenti!

Ciao a tutti e bentornati, oggi commentiamo il risultato del referendum costituzionale del 4 Dicembre, con le sue conseguenze politiche, alcune delle quali ben visibili. Con il risultato ottenuto, l’Italia resta un paese ingovernabile, complimenti a tutti quelli che hanno votato no, soprattutto a quelli che ora si stanno lamentando delle conseguenze.

Come ben saprete, ha vinto il No. E come di certo sapete, io ero per il Sì. Nel mio seggio il Sì ha vinto col 57%, a Prato sia a livello comunale che provinciale abbiamo vinto col 55%, in Toscana idem. Ma a livello nazionale è finita con la vittoria del No a circa il 60%.

Ci sono altri tre dati da sottolineare. Il dato dei giovani, under 25, che o non sono andati a votare o, in gran parte hanno votato per il No, e purtroppo senza neanche sapere per cosa votavano, e questo è preoccupante. Il dato degli italiani all’estero, che hanno votato sì per il 68.9%, il che vuol dire che loro vivendo in stati con sistemi monocamerali o bicameralismo differenziato, hanno capito meglio la riforma…Ma d’altronde si parla di “cervelli in fuga”. Infine, le percentuali bulgare per il No in alcune regioni del sud, 70%, 80%, 90%…e poco importa se in alcuni casi come a Crotone l’affluenza sia stata inferiore alla media nazionale e di parecchio. Nessuno del fronte del No ve lo dirà mai, ma questo vuol dire che le mafie hanno votato per il No, contro il cambiamento. E come mai? Ovvio, in uno stato ingovernabile e con rapporto stato-regioni farraginoso, loro hanno molti più benefici! Se invece noi semplifichiamo, gli rendiamo la vita più difficile!

Ormai è andata così. Ero scettico sul referendum, ma, con tutto il rispetto per chi ha votato No con motivi comprensibili, non pensavo che ci fossero così tanti italiani che avrebbero votato per mantenere questo sistema di cui si lamentano ogni giorno. Berlusconi non aveva tutti i torti.

Rimaniamo l’unico paese al mondo col bicameralismo paritario, col parlamento più costoso e numeroso del mondo, con consiglieri regionali che prendono una fracca di soldi, con un sistema di rapporti stato-regioni conflittuale e con organi inutili come CNEL e province che rimangono in vita.

Ovviamente festeggiano le opposizioni e la casta, a partire da Massimo D’Alema.

La prima conseguenza politica sono le dimissioni da Presidente del Consiglio di Matteo Renzi, e con lui quelle di tutto il governo. Adesso si apre una crisi di governo di difficile risoluzione, col rischio di andare alle elezioni con 2 leggi elettorali, una per la camera (l’Italicum) e una per il senato (il consultellum), col rischio concreto, per non dire la certezza, che non vincerà nessuno.

Renzi, commosso, annuncia le dimissioni
Renzi, commosso, annuncia le dimissioni

Ci saranno anche altre conseguenze, sia all’interno del PD (dubito che Renzi ne resterà alla guida, e soprattutto, che si ricandiderà), sia all’esterno.

A me fanno ridere sia quelle persone che hanno votato No, ma ora temono le conseguenze, sia quelli, tra politici e analisti, che ora si lanciano in 3000 interpretazioni del voto, tutte diverse.

La questione è molto semplice. Innanzitutto per chi dà la colpa alla personalizzazione di Renzi, voglio dire che è una bischerata…il distacco è talmente ampio che anche se non l’avesse fatto, avrebbe vinto tranquillamente il No lo stesso. In secondo luogo, per chi dice che la riforma non è piaciuta, ma vogliamo dirla una sacrosanta verità? La maggior parte della gente del merito se n’è sbattuta, non l’ha neanche letta…O s’è informata tramite social o televisione (dove spesso passavano le bufale del no), o ha pensato più ai propri problemi personali che al merito della riforma.

No, il motivo della sconfitta è un altro. E’ il distacco tra cittadini ed eletti/membri dei circoli.

Il tema della partecipazione è molto attuale. Ma essa è favorita nel momento in cui chi di dovere si fa vedere.

Purtroppo la maggior parte dei circoli non coinvolge persone esterne e spesso non fanno iniziative al di fuori delle campagne elettorali e non si fa vedere sui territori. Quanti consiglieri comunali lavorano attivamente e si fanno vedere sui territori, senza contare qualche passerella? Pochi. Quanti consiglieri regionali? Ancora meno. Quanti parlamentari, ministri, europarlamentari, si fanno vedere costantemente nei territori dove sono stati eletti e non solo per cose grandi?

Questi sono i veri problemi. Come fa la gente, ad esempio, a sentirsi vicina all’UE, se gli europarlamentari che ha votato non li vede mai, se non in televisione?

Mi chiederete: e cosa c’entra col referendum? C’entra. Perché se te ti fai vedere sul territorio, e fai vedere che lavori e magari ottieni, allora poi c’è un ritorno, la gente ti segue. Altrimenti, poi la perdi.

Questi sono problemi che hanno tutti i partiti. E che dovrebbero affrontare.

Detto ciò, non so cosa succederà ora, la vedo buia. Posso solo dire che con questo sistema, con qualsiasi legge elettorale non è in grado di vincere nessuno.

Devo dire che ritengo che i popoli non debbano scegliere su cose così importanti. Perciò o si forma un governo tecnico o comunque qualcuno riesce ad ottenere almeno il 65% e riforma la costituzione senza aver bisogno di un referendum. Altrimenti, come successo in questo caso, meglio non fare nulla.

O si riesce a cambiare l’Italia cambiando l’UE, o sinceramente, la vedo buia.

Personalmente sto pensando concretamente di lasciare l’Italia. Cosa ci sto a fare in un paese in cui non ci sono opportunità, in cui non si riesce a cambiare le cose importanti, un sistema ingovernabile, che non investe su merito e talento?

Staremo a vedere, alla prossima!

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