Ciao a tutti e bentornati, oggi, mentre al Quirinale si stanno svolgendo le consultazioni, facciamo un bilancio del governo Renzi, e voglio dare i miei voti personali al governo e ai suoi componenti.
Con i suoi circa 1000 giorni, è stato uno dei governi più lunghi dal dopoguerra in poi (abbiamo avuto 63 governi in 70 anni, grande anomalia), quello con più donne, con una media d’età tra le più basse della storia, il secondo per minor numero di componenti, quello con il presidente del consiglio più giovane della storia e con il primo ministro della difesa donna.
Premettendo che si è trattato di un governo composto da partiti di parti diverse e che ha avuto a che fare con un parlamento composto da due camere e in cui nessuno aveva la maggioranza, è stato un governo per certi versi del “proviamoci”, e in alcuni casi ci sono anche riusciti.
E’ stato un governo che per approvare le leggi in tempi un attimino più accettabili ha usato in modo scientifico tutti gli strumenti che la costituzione e i regolamenti hanno previsto, dai decreti legge, alla fiducia, alla tagliola, al canguro.
Ecco quindi un elenco delle leggi e delle riforme più importanti del governo Renzi:
- Responsabilità civile dei magistrati: Una cosa di cui si parlava da almeno un decennio. E’ stata fatta.
- Reintroduzione del reato di falso in bilancio: Tolto da Berlusconi, aveva prodotto molti problemi. E’ stato reintrodotto.
- Jobs act: Ancora incompleto a causa della mancanza di alcuni decreti attuativi e del fatto che purtroppo le politiche attive del lavoro sono in mano alle regioni e questo crea ovvie complicazioni. Non ha portato grandi semplificazioni, a dispetto delle attese, è una riformina. I vantaggi hanno portato a molti cambi di contratto, da tempo determinato a tempo indeterminato, ma poche sono state le nuove assunzioni.
- La “buona scuola”: Gli effetti di questa riforma della scuola si devono ancora vedere. Teoricamente è un gran passo in avanti. Il progetto di alternanza scuola-lavoro in cui io sto lavorando con l’unifi è un esempio.
- Decreto contratti a tempo determinato: Piccola legge che però ha salvato diversi posti di lavoro.
- Innalzamento del contante a 3000 euro.
- Unioni civili e convivenze: Se ne parlava da molti anni e finalmente sono state regolamentate.
- Uso della cannabis a fini terapeutici.
- Reato di omicidio stradale.
- Ecoreati.
- Abolizione delle dimissioni in bianco.
- Legge contro il caporalato.
- Legge per limitare l’abuso dei voucher.
- Legge contro la povertà: Nessun governo aveva mai fatto una legge del genere, istituendo un fondo contro la povertà.
- Legge contro gli sprechi alimentari.
- Legge contro l’omofobia.
- Legge sul terzo settore: Riforma che aspettavano da anni.
- Legge sul dopo di noi, per diversamente abili e persone con bisogno di assistenza.
- Abolizione dell’IMU sulla prima casa.
- Bonus bebè.
- Sgravio 80 € al mese per ceto medio.
- Sono stati innalzati fondi come quello per l’autosufficienza che erano stati azzerati dal governo Berlusconi.
- Messi milioni per l’edilizia scolastica e per quella sportiva.
- Riforma dei musei.
- Riforma del sistema portuale.
- Legge anticorruzione e introduzione dell’ANAC con Cantone come presidente.
- Processo civile telematico.
- SPID.
- Canone della RAI in bolletta.
- Riforma della RAI: In realtà è un ritorno al passato, con la RAI che torna in mani governative invece che parlamentari.
- Tagli su camere di commercio, prefetture, partecipate.
- Investimenti sulla banda ultra larga.
- 500 euro al mese per i diciottenni.
- 85 euro in più al mese per i dipendenti pubblici.
- Tetto allo stipendio dei dirigenti pubblici.
- Riduzione delle auto blu.
- Riforma della PA, purtroppo monca a causa di mancanza di decreti attuativi e di una sentenza della corte costituzionale per burocrazia.
- Legge elettorale per la camera, Italicum.
- Tentativo di riformare la costituzione, fallito.
Personalmente ritengo che si tratti del miglior governo degli ultimi 20 anni. Ci sono cose che mi sono piaciute di più, altre di meno, altre che non mi sono piaciute (politica economica neo-keynesiana, jobs act), purtroppo in alcuni casi è mancato il coraggio, e in altri non si è riusciti ad arrivare ad una quadra politica (giustizia). Perciò il mio voto personale al governo è 7.
Passiamo al voto ai componenti del governo Renzi:
Matteo Renzi: presidente del consiglio, voto 7
Diventa premier con un gioco di palazzo che ad alcuni come me non è piaciuto. Il suo piano è semplice, ma sconosciuto ai più: cercare di ottenere con un governo di coalizione quello che può, poi andare alle elezioni, vincere e fare il resto. Riesce a fare cose mirabili, ma a volte è costretto a tornare sulle sue decisioni a causa anche di problemi all’interno del suo partito. Su altre cose non riesce ad imporsi o a trovare la quadra. Anche a livello europeo, non ha avuto grande fortuna. Non mi sono piaciuti alcuni toni troppo enfatici ed entusiastici sull’Expo e sul jobs act. Questo alla lunga ha pagato, rendendolo antipatico a chi non ha trovato miglioramenti quotidiani. Col referendum costituzionale ha scommesso su se stesso e ha pagato. Si è dimesso, onorando il paese fino all’ultimo. Adesso è da vedere se resterà alla guida del suo partito e si ricandiderà o se, più coerentemente e più probabilmente, si ritirerà dai giochi nazionali, magari puntando gli occhi ad una candidatura europea che pare più che plausibile.
Luca Lotti: sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega allo sport, voto 7
Berlusconi diceva che i sottosegretari contano più del premier. Lo si vede con Lotti. Figura enigmatica, che è restata spesso nell’ombra. E’ lui che ha intessuto i rapporti con Alfano, Zanetti e Verdini. E’ uscito allo scoperto solo nel momento della campagna referendaria, ma non è bastato. Ma per come ha gestito tutto in questi 1000 giorni, si merita lo stesso voto di Renzi.
Maria Elena Boschi: ministro dei rapporti col parlamento e delle riforme istituzionali e costituzionali, con delega alle pari opportunità, voto 9
Nel corso dei decenni, questo è stato un ruolo abbastanza in ombra e poco importante. Lei è riuscita invece è farsi notare. Come ministro dei rapporti col parlamento, ha dovuto fronteggiare molte difficoltà e lo ha fatto sempre con coraggio e determinazione. E’ riuscita ad approvare la prima legge elettorale dopo un decennio e a far approvare una riforma costituzionale storica. Non prende il 10 perché purtroppo il referendum ha bocciato la legge. I rapporti col padre e il fratello ne hanno un po’ adombrato la figura. Intelligente, determinata, con capacità da leadership e pure bella: prevedo un futuro raggiante per lei.
Graziano Delrio: ministro delle infrastrutture e dei trasporti, voto 6.5
Purtroppo non riesce ad incidere molto, sia per la non abbondanza di soldi, sia perché i suoi poteri sono stati limitati dalle prerogative regionali. Riesce però a fare un’importante riforma del sistema portuale e a sbloccare e concludere cantieri che erano fermi da decenni, come la Salerno-Reggio Calabria, e la variante di valico tra Firenze e Bologna.
Pier Carlo Padoan: ministro dell’economia e delle finanze, voto 5
Sulla competenza, nessun dubbio. Ma la sue politiche di stampo socialista neo-keynesiano, derivate anche dall’origine dalemiana, francamente mi hanno lasciato perplesso. Non che non abbia fatto anche cose positive, ma è l’organicità, il togliere questo per alzare qualcosa a qualcun altro, che non va bene. Ritengo che per attuare politiche economiche più significative, si debba compiere altre azioni, come obbligare chi ha tanti soldi ad investirli.
Giuliano Poletti: ministro del lavoro e della previdenza sociale, voto 5
Sulla previdenza sociale ha fatto pochino. Sul lavoro, non è tutta colpa sua, ma è mancato il coraggio. Ritengo che si dovrebbe fare molto di più.
Stefania Giannini: ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, voto 7.5
Ha realizzato una riforma dell’istruzione che fa compiere un grande passo in avanti. Purtroppo non è riuscita a fare una riforma dell’università e sulla ricerca c’è ancora molto da fare.
Andrea Orlando: ministro di grazia e giustizia, voto 4
Il ministro della giustizia più scialbo che si sia mai visto. Non è riuscito a fare una riforma della giustizia, troppo lento, cauto e schiavo delle diversità politiche dei partiti componenti la maggioranza.
Marianna Madia: ministro della PA e della semplificazione, voto 8
Ha lottato per realizzare una delle riforme più importanti affrontando il sistema burocratico e tecnico. Alla fine ha ottenuto grandi risultati, che però resteranno monchi chissà per quanto.
Roberta Pinotti: ministro della difesa, voto 7
Primo ministro della difesa donna della storia italiana, interpreta il ruolo con saggezza e prudenza.
Paolo Gentiloni: ministro degli esteri, voto 7
Succede a Federica Mogherini, mantiene il ruolo dell’Italia come importante sbocco sul mediterraneo e quindi fa capire che sulla questione Libia, si deve passare da noi.
Dario Franceschini: ministro dei beni culturali e del turismo, voto 8
Riesce a compiere una riforma importantissima dei musei, i cui benefici che in parte già si notano, dovranno essere valutati nel tempo
Maurizio Martina: ministro dell’agricoltura, voto 6
Abbastanza scialbo, riesce ad ottenere la sua visibilità durante l’Expo, ma soprattutto ottiene l’abolizione dell’IMU sui capannoni agricoli.
Gianluca Galletti: ministro dell’ambiente e dei mari 6
Anche lui piuttosto sconosciuto, riesce però a portare a casa gli ecoreati.
Angelino Alfano: ministro dell’interno, voto 4
Sotto di lui sono state compiute alcune gaffe al livello internazionale, ma soprattutto, la poca capacità di gestire il fenomeno dell’immigrazione, fanno di Alfano uno dei peggiori ministri dell’interno di sempre, a mio avviso.
Beatrice Lorenzin: ministro della salute, voto 5.5
Limitata dai grandi poteri delle regioni, riesce ad ottenere innalzamento di fondi, e soldi in fondi azzerati e i costi standard in costituzione (purtroppo bocciati al referendum). Le gaffe nel suo mandato non le fanno raggiungere la sufficienza.
Enrico Costa: ministro agli affari regionali e alle autonomie, voto 6
Sufficienza di prassi, non ricordo significativi risultati.
Carlo Calenda: ministro allo sviluppo economico, voto 6
Come sopra.
Non mi metto a dare il voto anche a viceministri e sottosegretari anche perché spesso non ne conosco i meriti.
Quindi, questa è la mia personalissima pagella.
Con questo è tutto, alla prossima!

