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Terremoto in centro Italia: Ora politici date un segnale!

Ciao a tutti e bentornati, come ben sapete in questi giorni c’è stata una grandissima tragedia in centro Italia.

Un terremoto del 6.2 su scala Richter ha distrutto città intere, edifici, siamo già a 290 morti e oltre 200 feriti. E il numero potrebbe aumentare.

Ora, in Giappone ed in California, ad esempio, si trovano spesso a dover affrontare terremoti di potenza anche molto superiore all’ordine del giorno, eppure là non succede tutto quello che succede da noi.

Come ha detto il geologo Mario Tozzi, l’Italia è messa come il Medio Oriente per quanto riguarda la prevenzione dai terremoti, perché un terremoto di 6.2 della scala richter, non dovrebbe provocare tutti questi danni.

Ora, che crollino gli edifici storici, ci sta. Ma quelli più nuovi? O edifici recenti ma che avrebbero dovuto essere messi a norma?

Sento già le voci che dicono: “Adesso si dovrebbe solo stare zitti, esprimere solidarietà ed aiutare”.

Sì, la solidarietà la esprimo ed è giusto aiutare. Ma non sto zitto, perché sono stufo.

Perché ogni anno paghiamo parecchio di tasse e si vorrebbe che una parte di questi soldi venissero spesi per mettere al sicuro noi e il territorio, in prevenzione, in tecnologie.

I modi ci sono. Basta far rispettare la legge antisismica. Gli edifici vecchi non storici li butti giù e ricostruisci quelli nuovi, quelli storici li ristrutturi ogni tot. Ci sono tecnologie come i sistemi di telemetria che permettono di monitorare eventi come i terremoti, captare le oscillazioni del sottosuolo e mandare l’output alla protezione civile. Si possono fare app per avvertire le persone delle emergenze.

Invece poi vai a vedere e scopri che è crollato un ospedale e ci si chiede perché non sia stato messo a norma o non ne sia stato costruito uno nuovo; sono crollati edifici nuovi, sta venendo fuori che ci mettevano la sabbia al posto del cemento e c’è già un indagine per disastro colposo; ma la cosa che più fa arrabbiare è che è crollata una scuola ad Amatrice che era stata ricostruita nel 2012 grazie ai fondi per l’Aquila (quindi soldi pubblici, nostri).

E questo vuol dire che c’è qualcuno che s’approfitta della straordinaria solidarietà degli italiani e non va bene.

Un altro problema è dato dal fatto che purtroppo molte amministrazioni locali invece che guardare in prospettiva, guardano solo all’immediato, al consenso, non fanno programmazione di medio-lungo periodo.

Quindi non si investe in prevenzione, e quando ci sono i disastri si piangono i morti e si spende il doppio per ricostruire. Magari male, per giunta.

Anche stavolta la generosità degli italiani è stata commovente.

Però ora tocca ai politici. E non dico quelli locali. E non parlo del governo, che sta già facendo il suo, e bene. Parlo di quelli nazionali, europarlamentari e consiglieri regionali.

Come dite? Che la beneficenza non si proclama, si fa in silenzio?

Non sono molto d’accordo. Questo è vero per un cittadino qualunque. Non per un vip o un personaggio pubblico. Soprattutto se fa parte delle istituzioni. Perché hanno visibilità e possono influenzare altre persone a dare una mano.

Però non deve essere lasciato agli atti dei singoli, deve essere organizzato. E non mi interessa sapere neanche l’importo. Basta il gesto.

Perciò auspico che all’apertura di camera e senato, e dei consigli regionali, che venga deciso a maggioranza di devolvere un mese di stipendio ai terremotati. Questo sarebbe un bel gesto.

Quindi ora tocca a voi, metteteci la faccia!!!

Effetti terremoto
Effetti terremoto

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