Ciao a tutti e bentornati, sono finite le olimpiadi di Rio 2016. Quindi è tempo di bilanci e riflessioni. Poi farò 2 top 5, una sulle 5 medaglie italiane che mi sono piaciute di più, e una sui 5 momenti belli o particolari degni di essere ricordati. Infine una riflessione con prospettiva futura.
Partiamo da un’osservazione generale: i gufi e i criticoni sono stati asfaltati. Alla vigilia infatti molti media ed esperti dicevano che avremmo preso al massimo 20 medaglie, pochissimi ori e saremmo stati fuori dalla top ten.
Invece abbiamo preso 28 medaglie, più delle 25 previste dal CONI, e solo in 6 occasioni nella storia abbiamo fatto meglio. Abbiamo fatto meglio di Pechino, dove c’eravamo fermati a 27, e come Londra, ma abbiamo preso più argenti quindi maggiore qualità. Infatti abbiamo preso 8 ori proprio come nel 2008 e nel 2012. E siamo al 9° posto nel medagliere.
E le medaglie potevano essere di più perché in alcune occasioni siamo stati davvero sfortunati, o ha pesato un giudizio poco chiaro.
Quindi siamo stati bravissimi!!!
Adesso però andiamo a vedere disciplina per disciplina, perché ci sono luci e ombre:
Atletica: Cominciamo subito dal dente dolente. 0 Medaglie, non accadeva da 60 anni. Sia chiaro, non che ci si potesse aspettare parecchie medaglie, però, neanche una, sinceramente no. 4 anni fa ci salvò all’ultimo il bronzo di Donato nel salto triplo. Questa volta non ci sono giustificazioni. Vero, mancava Tamberi. Vero, abbiamo portato 2 ragazze nella finale di salto in alto, e Alessia Trost è arrivata al 5° posto, ad un salto dalla medaglia. Bene la Grenot, e la 4×400 donne record italiano e in finale. Bene la Palmisano 4a nella 50 km di marcia. Sfortunati Meucci, infortunato nella maratona dopo pochi km, e Fabrizio Donato, fuori dalla finale di salto triplo per 1 cm. Ma questo non basta a giustificare lo 0. Bisogna ripartire, c’è da cambiare qualcosa. Anche a livello mentale, perché è inaccettabile che la Straneo che era tra le favorite nella maratona, sia contenta senza essere salita sul podio, così come vedere un’azzurra esultare per un piazzamento oltre il 20° è da evitare. Non c’è dubbio che ci siano degli atleti su cui puntare per il futuro, Tamberi, Trost, Chigbolu, Forolunso, Palmisano, Meucci. Ma dobbiamo anche porci una domanda: ci diciamo sempre che non possiamo dire la nostra nelle corse di velocità perché i neri sono favoriti, ma a queste olimpiadi abbiamo visto la prova che forse non è così vero, perché Lemaitre ha preso il bronzo nei 200 m e la Schippers l’argento nella stessa prova al femminile. Perché noi non abbiamo atleti così? Che ci siano dei metodi di allenamento da cambiare? E poi bisogna riprendere la tradizione delle staffette, perché il Giappone è arrivato argento. E noi non c’eravamo neanche.
Beach volley: Qua siamo stati bravissimi. Tutte e tre le coppie ai quarti di finale. E Paolo Nicolai e Daniele Lupo che hanno preso uno storico argento! Nessuno aveva mai raggiunto neanche la semifinale! Da qui bisogna partire. Non dobbiamo fermarci!
Canoa: Altra nota dolente. 0 medaglie. Sono lontani i tempi di Rossi e della Idem. 4 anni fa Molmenti aveva preso un bellissimo oro. A Rio, De Gennaro che lo aveva battuto nelle qualificazioni, non ha fatto bene in finale. C’è da capire cosa non ha funzionato e ripartire.
Canottaggio: Benissimo. A Londra prendemmo un argento. Questa volta 2 bronzi, nel 2 senza e nel 4 senza. Più 2 quarti posti. E’ una squadra giovane e questo fa ben sperare. Continuiamo così!
Ciclismo: 4 anni fa, 0 medaglie da strada e pista e 1 bronzo dalla mountain bike. A Rio invece siamo stati bravissimi. Sulla strada, bronzo di Elisa Longo Borghini nella prova femminile e 5° tempo nella crono; mentre nella prova maschile, siamo stati sfortunatissimi, Vincenzo Nibali è caduto a 12 km dalla fine mentre era in testa dopo una gara perfetta, e ha subito una doppia frattura della clavicola, cosa che gli ha impedito di partecipare alla crono dove, in assenza di Malori (infortunato nei mesi scorsi), lo squalo avrebbe potuto dire la sua. Nella pista storico oro di Elia Viviani nell’omnium, medaglia che mancava da 20 anni. Inoltre le 2 squadre di inseguimento hanno concluso al 5° tempo, con record italiano. Nella mountain bike sfortunatissimo Fontana, che ha forato (insieme a Peter Sagan), mentre era in testa. Al netto della sfortuna, dobbiamo continuare così!
Ginnastica: Nota dolente più grave dopo l’atletica. 0 medaglie. 4 anni fa Morandi prese il bronzo negli anelli, e stesso metallo per le ragazze della ginnastica ritmica. A Rio invece la squadra maschile non c’era, presente solo Edalli che non ha fatto bene. In generale portiamo a casa un 4° posto di Vanessa Ferrari (che si meritava il podio), un 6° posto di Fasana (da cui partire), un 4° posto delle ragazze della ritmica (capitanate dalla pratese Marta Pagnini e che si meritavano almeno il 2° posto). Però non va bene, dobbiamo ripartire, perché i tempi di Chechi e Cassina sembrano molto lontani. Eppure solo l’anno scorso le ragazze della ritmica avevano preso la medaglia d’oro al mondiale, e quindi bisogna capire cosa non ha funzionato, al netto della giuria.
Judo: Non bene, di più. E’ da quando questo sport è presente o quasi che andiamo a medaglia, quindi possiamo dire che abbiamo tradizione. 4 anni fa avevamo preso un bronzo. Questa volta portiamo a casa l’oro di Fabio Basile (200° esimo nella storia italiana) e l’argento di Odette Giuffrida. Con Matteo Marconcini che ha sfiorato il podio e Edwige Gwend che è uscita anzi tempo a causa di un sorteggio sfortunato. E’ una squadra giovane ed il futuro è tutto dalla loro!
Lotta: Nel 2012 non prendemmo medaglie. Questa volta Frank Chamizo ha preso un bronzo storico perché non si saliva sul podio della lotta libera dal 1980. E’ vero che Frank voleva l’oro, ma ha preso il bronzo nonostante avesse una distorsione ed in semifinale il giudizio è stato scandaloso. Ma è giovane e a Tokyo potrà riprovarci! Nella lotta grecoromana, dobbiamo un po’ recuperare tradizione.
Pallavolo: Per quanto riguarda la femminile, malissimo. Usciti al primo turno, vincendo solo una partita. E la colpa è tutta di Bonitta, che con le sue scelte ha anche spaccato lo spogliatoio. E’ un peccato perché il talento c’è, ma non siamo mai saliti sul podio. Benissimo invece la nazionale maschile che per la sesta olimpiade consecutiva è tra le prime quattro, e migliora il risultato di Londra, quando fu bronzo, conquistando l’argento, dopo 12 anni. Blengini ha costruito una squadra coesa ed organizzata con giocatori come Zaytsev, Juantorena e Giannelli in grado di fare la differenza. In semifinale battono 3-2 gli USA in una partita che verrà ricordata per anni e fino ad oggi la più bella partita giocata dalla nazionale italiana. Gli azzurri si arrendono solo in finale contro il Brasile, anche se il 3-0 non rispecchia l’equilibrio dell’incontro. L’oro per l’Italia rimane un tabù, ma è una squadra giovane con un ct giovane: riprovarci a Tokyo 2020 è d’obbligo.
Da pentathlon, pesi, badminton, equitazione e triathlon nulla da segnalare: 0 medaglie, come al solito.
Pugilato: Nota dolente. 0 medaglie. Non succedeva dal 2000. Mangiacapre infortunato, Manfredonia delude, Clemente Russo ed Irma Testa fuori ai quarti. Come ha detto Bergamasco, è finita una generazione, adesso bisogna ripartire. Da Irma si può costruire il futuro.
Scherma: Abbiamo preso meno medaglie del solito, e per questo qualcuno parla di delusione, ma in realtà, anche se ci sono state delle delusioni, è altresì vero che il giro delle armi ci ha penalizzato, perché non c’erano il fioretto femminile a squadre e la sciabola maschile a squadre e nelle prove individuali di queste armi abbiamo potuto schierare solo 2 atleti e non 3, quindi medaglie probabili di meno in partenza. Detto ciò abbiamo fatto bene nella spada, con l’argento di Rossella Fiamingo (prima italiana nella storia) e quello della squadra maschile (non salivamo sul podio dal 2008, in cui fummo di bronzo). E bene nel fioretto, con Elisa Di Francisca argento nell’individuale femminile e Daniele Garozzo oro nella prova maschile. Inoltre quarto posto della squadra di fioretto maschile, a causa di Cassarà e Baldini fuori forma. Quarto posto, e meritava la finale, anche per la sciabola femminile a squadre. Male invece la sciabola maschile e, nel fioretto femminile, Arianna Errigo, fuori agli ottavi, lei che puntava all’oro. Lei dice di no, ma secondo me un tecnico le avrebbe fatto bene. Magari per il futuro potrebbe chiedere alla Vezzali. Non c’è quindi molto da cambiare, anche se ci sono cose da migliorare.
Tennis: 0 medaglie. C’è chi parla di delusione, ma io non la vedo così. Non abbiamo preso medaglie neanche negli anni d’oro con anche Pennetta e Schiavone, mi sarei stupito positivamente nel prendere una medaglia dal tennis. Semmai è curioso il fatto che nonostante si abbia atleti di assoluto livello da anni, soprattutto a livello femminile, non si sia mai riusciti a vincere nulla alle olimpiadi.
Tiro con l’arco: Nota dolente. 0 medaglie. Quarto posto per la squadra d’arco femminile. Il resto anche peggio. Era da un po’ che non succedeva. Bisogna ripartire.
Tiro a volo: Benissimo. E’ vero, ha deluso l’oro 2012 Jessica Rossi, però abbiamo fatto doppietta nello skeet femminile con Diana Bacosi oro e Chiara Cainero argento, oro Gabriele Rossetti nello skeet, argento dell’infinito Giovanni Pellielo nel trap e argento del montemurlese Marco Innocenti nel double trap. Continuiamo così!
Tiro a segno: Abbiamo probabilmente il più grande tiratore di carabina di tutti i tempi. Niccolò Campriani aveva preso un oro ed un argento a Londra, questa volta ha preso 2 ori. Brava anche la sua compagna Petra Zublasing anche se non riesce a salire sul podio. Speriamo non si ritirino, sono giovani e l’Italia ha bisogno di loro!
Vela: Male, 0 medaglie. Sono lontani i tempi della Sensini. Illude Flavia Tartaglini che era in testa e alla fine arriva sesta nella medal race. Bisogna cambiare e ripartire, meglio portare meno atleti, di livello, che portarne tanti che non fanno bene.
Sport natatori: Li affronto insieme, perché abbiamo fatto il record di medaglie, 8. Bene la pallanuoto, sia femminile, dove abbiamo preso l’argento tornando sul podio dopo 12 anni (tra loro la pratese Chiara Tabani), sia quella maschile dove ci siamo confermati sul podio prendendo il bronzo (capitanati dal pratese Stefano Tempesti). Anche se non sono arrivate medaglie, bene la squadra che era assente da anni ed è arrivata al 5° posto con record di punti. Nel nuoto di fondo bene nel femminile con la carmignanese Rachele Bruni splendido argento, male invece nella prova maschile dove Ruffini e Vannelli hanno deluso le aspettative. Giustizia finalmente dai tuffi, dove Tania Cagnotto, alle ultime gare della sua grandissima carriera, ha vinto prima l’argento nel sincro con Francesca Dallapé, e poi il bronzo con record di punti nel trampolino 3 metri. Peccato per Noemi Batki che si è leggermente infortunata in allenamento e questo gli ha impedito di accedere alla finale. Nel nuoto in corsia luci e ombre. Sicuramente un bel passo avanti rispetto a Londra 2012 dove prendemmo 0 medaglie, mentre qui ne abbiamo prese 3. Bellissima la doppietta nei 1500 sl con Gregorio Paltrinieri oro e Gabriele Detti e bravissimo sempre Detti bronzo nei 400 sl. Però ci sono state delle delusioni e molte contro prestazioni. Solo 4a anche se per pochi centesimi Federica Pellegrini nei 200 sl. Male la 4×200 sl donne e la 4×100 sl uomini, fuori dalla finale. Bene la 4×100 mista donne in finale con record italiano. Bene Silvia Di Pietro, vicina al suo personale. Male il campione europeo Luca Dotto fuori dalla finale dei 100 sl. Tra gli altri hanno deluso anche Sabbioni (virus intestinale), Bianchi, Carraro. Probabilmente c’è da rivedere alcuni criteri di selezione. Di sicuro ci sono stati errori di preparazione. Verosimilmente tra europei, settecolli e campionati italiani hanno faticato parecchio e non sono riusciti a recuperare, arrivando spompati. Visto che hanno vinto solo gli atleti allenati da Stefano Morini, direi che il metodo conta e gli altri dovrebbero imparare.
Top 5 medaglie:
Non è semplice scegliere, perché le porterò tutte nel cuore, ma ci provo, basandomi più che altro su cose c’è dietro il metallo.
Al numero 5 l’oro di Fabio Basile nel judo. Perché se l’è preso con una tale determinazione e superiorità che mi ha fatto davvero stupire.

Al quarto posto l’argento del setterosa. Perché dall’oro di Atene 2004 non eravamo più saliti sul podio ed anche se non è arrivato l’oro, è bellissimo come il capitano Tania Di Mario ha concluso la sua straordinaria carriera scrivendo un’altra pagina di storia.

Al terzo posto l’argento nel beach volley, non solo perché è una medaglia storica, ma per la storia di Daniele Lupo che ha lottato e vinto un tumore e poi si è preso questa medaglia epica. Che speriamo sia la prima di tante per lui e Nicolai.

Al secondo posto l’argento nel sincro 3 metri di Tania Cagnotto e Francesca Dallapé. Perché nel 2012 erano finite ingiustamente quarte per 20 centesimi e si sono riprese quello che il destino aveva negato loro. Bellissimo.

Al primo posto il bronzo nel trampolino 3 metri sempre di Tania Cagnotto. Perché era la più grande tuffatrice italiana e la più grande europea dell’ultimo decennio, ma non era mai riuscita ad andare a medaglia, né nel 2008, né soprattutto nel 2012, quarta di pochissimo. E allora, dopo essersi presa l’argento nel sincro, è riuscita a prendere il bronzo nella sua ultima gara della sua carriera, facendo record di punti e con record di punti nell’ultimo tuffo. Commovente, non c’era modo migliore per concludere la carriera. Anche se non è d’oro, per me, per quello che c’è dietro, questa è la medaglia più bella.

Top 5 momenti:
Al 5° posto la proposta di matrimonio in mondovisione del tuffatore Qin Kai alla tuffatrice He Zi. Bellissimo e molto romantico, auguro loro tutto il bene possibile.

Al 4° posto il gesto di Elisa Di Francisca, che ha portato la bandiera dell’UE alla premiazione, in omaggio alle vittime degli attentati. Bellissimo.

Al 3° posto le ragazze del beach volley egiziane, criticate per il loro modo di vestirsi in campo, ma che invece hanno toccato un punto importante. Ognuno deve potersi vestire e giocare come vuole, senza essere giudicato. Basta pregiudizi.

Al 2° posto il fair play nei 5000 metri donne, tra Hamblin e D’agostino, che cadono e si aspettano per poi abbracciarsi dopo il traguardo. Per questo, considerato spirito olimpico, il CIO le ha fatte ammettere alla finale. Molti dovrebbero prendere esempio.

Al 1° posto Michael Phelps, il più grande di tutti i tempi, che vince per la quarta volta di fila alle olimpiadi l’oro nei 200 farfalla e poi si commuove alla premiazione, corre a baciare compagna e figlio e poi va a vincere anche la staffetta. Immenso. Ci mancherà!

A questo punto qualche riflessione finale. Come sapete sono un europeista convinto. Bene, a prescindere dal gesto della Di Francisca, qualcuno ha giocato nel capire cosa sarebbe successo se l’UE fosse andata come unica squadra. Beh, sarebbe stata prima nel medagliere con 258 medaglie, contro le 121 degli USA, e senza GB.
Quindi rilancio l’idea di un’unica squadra UE alle olimpiadi e ai mondiali. Usando gli europei come trials. Questo vorrebbe dire più soldi, più organizzazione, più possibilità. Perché ad esempio una 4×100 mista donne Hosszu, Sjostrom, Meilutite e Pellegrini sarebbe da record del mondo. Capisco che ci sia qualcuno, tra gli sportivi che sia restio, pensando che così ad olimpiadi e mondiali andranno meno italiani. Ma è proprio questo il punto da superare no? Inutile mandare italiani che non hanno speranze di podio, meglio mandare meno italiani ma nell’alveo di una squadra europea in grado di stravincere. E questo alimenterebbe la voglia di far bene. Perché atleti ora “coccolati”, per usare un termine di Cesare Butini, in quanto sanno che gli basta un tempo minimo per poter essere convocati in una grande manifestazione, saprebbero che ciò potrebbe non bastargli più perché ci sarebbe più concorrenza.
Ma in attesa che questi sogni si possano concretizzare, se ci pensate bene, queste sono delle olimpiadi storiche e nel 2020 molte cose cambieranno.
Per noi italiani sono state le ultime olimpiadi di Tania Cagnotto, la più grande tuffatrice italiana di tutti i tempi, che si ritira, come pure Tania Di Mario, la più grande pallanuotista italiana di tutti i tempi.
Idem per il leggendario Stefano Tempesti, che lascia la nazionale, e per Filippo Magnini, che probabilmente si ritira. E forse per Federica Pellegrini.
Ma queste sono anche le ultime olimpiadi di Michael Phelps, il più grande nuotatore ed atleta di tutti i tempi, e probabilmente per Usain Bolt, il più grande sprinter della storia.
Di chi saranno le olimpiadi di Tokyo 2020? Sicuramente emergeranno nuovi personaggi, in grado di farsi notare, ma ci saranno ancora personaggi che già oggi hanno vinto. Difficile dire se ci saranno ancora Bolt, Nibali, Pellegrini e Campriani, ma saranno le olimpiadi dei De Grasse, Schippers, Ledecky, Sjostrom, Aru, Tamberi, Trost, Chamizo, Basile, Giannelli e Tabani.
Con questo è tutto, alla prossima!
