Il cancro della politica: la frammentazione
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Il cancro della politica

Ciao a tutti,

oggi un articolo in cui parlo del cancro della politica, la frammentazione, a partire dalle prossime elezioni del 25 Settembre.

Il cancro della politica

Onestamente in giro c’è tanta, troppa disinformazione sul Rosatellum, la legge elettorale con cui voteremo il 25 Settembre.

Ho fatto un breve video di spiegazione su come si vota. Potete trovarlo qui:

https://www.youtube.com/watch?v=b9IweCX0G3I

Sono sicuro che se vi chiedessi qual è il cancro della politica, molti mi risponderebbero: “i privilegi”, “i vitalizi”, “l’incompetenza”, “la mancanza di onestà” e cose simili.

Tutte risposte che andrebbero eviscerate, certo, ma tutte sbagliate.

Il primo vero problema, da cui poi, semmai, derivano altri, è la frammentazione.

Alcuni, profondi amanti della democrazia più profonda, mi potrebbero obbiettare che più partiti ci sono meglio è, perché si tratta di forme di partecipazione.

Vero, ma fino ad un certo punto.

Chi mi conosce sa bene come io sia sostenitore di un bipartitismo. Ovvero ci dovrebbero essere solo 2 grandi partiti, uno di destra e uno sinistra, con al loro interno varie anime che si confrontano in primarie e poi vanno avanti insieme.

Similmente a come è in USA. Lì non ci sono praticamente mai scissioni. 

Bernie Sanders è il massimo rappresentante socialista in USA. Eppure entrambe le volte che ha perso le primarie non ha mai neanche pensato di fare una scissione dai Democratici. 

Perché è giusto così: si fanno battaglie dentro il partito. Che si vinca o si perda poi si va avanti insieme e si da una mano al vincitore, cercando di fare qualche passo anche sui nostri temi.

Per questo ho supportato il progetto del Partito Democratico italiano. Perché andava in quella direzione. Così come ho plaudito quando Berlusconi ha dato vita al PDL.

Purtroppo però qua ognuno guarda al proprio orticello ed ecco che i partiti si sono moltiplicati come funghi.

Ma anche uscendo fuori dal bipartitismo, se guardiamo alla grandi democrazie europee, ci sono sistemi dove la frammentazione è gestita meglio che da noi.

In Francia, con il semipresidenzialismo, il presidente viene eletto con un doppio turno e questo dà stabilità. Poi potrebbe non avere la maggioranza in parlamento per un governo del suo colore politico. Ma è giusto così, è un contrappeso del sistema.

In Israele viene eletto direttamente il presidente del consiglio. Per il resto è simile al sistema francese.

Se poi guardiamo Gran Bretagna, Spagna, e tanti altri stati, hanno tutti più di 2 partiti (ma meno che da noi) però hanno tutti o un monocameralismo o un bicameralismo differenziato, ed in genere danno più poteri di noi al Presidente del consiglio o al governo (es: in UK il premier può far dimettere un ministro, in Italia no).

Inoltre hanno tutti un sistema generalmente maggioritario. Ad esempio lo è in UK con tutti collegi uninominali.

Questo dà più garanzie di stabilità.

Fa eccezione la Germania che ha un sistema proporzionale con uno sbarramento alto. E’ un sistema che detesto, perché proprio come il nostro favorisce la frammentazione. Infatti difficilmente qualcuno lì ha avuto maggioranze da solo. I governi si formano dopo mesi, da forze politiche avversarie alle elezioni. A me non piace.

Però almeno hanno un sistema bicamerale differenziato.

Ed infine arriviamo a noi.

Abbiamo avuto un sistema simile a quello tedesco, durante la prima Repubblica. Allora c’erano le ideologie forti e i partiti erano molti meno di ora.

Risultato? Governi che duravano poco o perché litigavano tra partiti diversi o perché litigavano all’interno dello stesso partito (in genere la DC). Però almeno difficilmente c’erano scissioni.

Con la seconda Repubblica, con il Mattatellum, c’è stato un periodo in cui con il bipolarismo si riusciva a gestire benino la frammentazione. 

Infatti c’erano 2 grandi coalizioni, una di centrodestra e una di centrosinistra e grandi vantaggi:

  • il cittadino sceglieva il partito che voleva senza problemi tra le 2 coalizioni e sapeva quindi chi era il candidato alla presidenza del consiglio;
  • la sera delle elezioni si sapeva chi aveva vinto;
  • maggiore stabilità (siamo andati ad elezioni anticipate solo nel 1996 e 2008. I governi più duraturi della storia repubblicana sono stati nel periodo del bipolarismo).

Inoltre con il Mattarellum c’era anche un collegamento diretto dei parlamentari con i territori, perché c’erano i collegi uninominali come in UK.

Il cosiddetto “Porcellum” sicuramente non ha aiutato a mantenere il bipolarismo, ma il problema vero è stato la nascita di M5S.

Infatti si è passati ad un tripolarismo e poi ad un multipolarismo.

E qui cito Berlusconi: 

“Noi italiani, dal 1948 ad oggi, non abbiamo mai imparato a votare. Noi votiamo sempre in modo frazionato e troppe persone nel voto seguono simpatie personali. Ma gli italiani non pensano al bene del Paese, che è dato da due forze in campo che si alternano

E’ di qualche anno fa, la trovate qui: https://www.ilmattino.it/primopiano/politica/silvio_berlusconi_forza_italia_club_giustizia-338913.html

E’ un’affermazione tremendamente attuale e che mi trova profondamente d’accordo.

La possibilità di cambiare sistema c’era, nel referendum del 2016. Fosse passato, oggi avremmo:

  • un bicameralismo differenziato, come in molte delle altri grandi democrazie europee;
  • una democrazia decidente, invece che ritrovarsi con governi costretti a fare fiducie e decreti in barba al parlamento come oggi;
  • un risparmio vero, e non finto come quello del taglio lineare;
  • Una legge elettorale con un doppio turno: questo avrebbe garantito stabilità e avremmo saputo subito il vincitore;
  • Meno frammentazione;
  • Collegamento diretto tra parlamentare e territorio con le preferenze;
  • Migliore gestione dei rapporti stato-enti locali.

Invece il popolino ha scelto Barabba pur di mandare a casa Renzi (per carità eh, già allora di errori ne aveva fatti. Ma non si vota mai sulla persona, sempre sul merito).

Da allora il cancro è diventato Metastasi e, come conseguenza di quello, grazie al popolino abbiamo:

  • una legge elettorale, il Rosatellum, che cerca di copiare il Mattarellum ma è decisamente peggiore;
  • con il taglio dei parlamentari avremo un parlamento ingovernabile e con territori non rappresentati;
  • una frammentazione politica spaventosa.
Il cancro della politica: la frammentazione
Il cancro della politica: la frammentazione

E’ vero che in Italia si pensa tutti al nostro orticello ma, non mi stancherò mai di ripeterlo, la classe dirigente la votiamo noi (e chi non vota accetta l’esito->e che non si lamenti!).

Basterebbe non votare a caso, o per simpatia, ma:

  • votare solamente i grandi partiti, anche turandosi il naso, perché sono gli unici che hanno davvero la possibilità di incidere;
  • votare un piccolo partito-magari maggiore dell’1% se no con il Rosatellum i voti vanno dispersi-solo se fa parte di una coalizione (es: nel 2013 io votai CD di Tabacci perché volevo votare Bersani ma non il PD).

Facendo già questo le cose migliorerebbero. Dipende tutto da noi. Sempre.

Con questo è tutto, a presto!

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