Buongiorno a tutti e bentornati, oggi voglio spiegarvi perché è importante votare il 26 Maggio e perché la democrazia è a rischio e con essa la pace mondiale.
La democrazia è a rischio
Tutte le volte che qualcuno parla di rischio di ritorno di una dittatura, c’è sempre qualcuno che minimizza.
Oggi maledettamente non si può minimizzare niente.
Il mondo, come l’Italia, va a fasi, è quella che rischia di aprirsi è quella di nuovi regimi totalitari e di una terza guerra mondiale.
La storia non si ripete mai uguale, ma possono ripetersi alcune cose.
Motivazioni
Dopo la prima guerra mondiale la crisi spinse molti paesi ad affidarsi a dittatori che promettevano di cambiare tutto.
Questo portò alla nascita di tre blocchi dove uno, quello nazifascista, dichiarò la guerra agli altri due che si allearono insieme e vinsero.
L’equilibrio della guerra fredda e la nascita dell’UE hanno impedito crisi nei decenni seguenti.
Con la caduta dell’URSS le cose sono cambiate.
La pace è molto bella, ma ha le sue controindicazioni.
Le risorse del pianeta sono limitate.
La popolazione planetaria è aumentata a dismisura.
La globalizzazione ha portato ricchezza diffusa a discapito di altri.
L’inquinamento è aumentato, così come lo sfruttamento delle risorse.
Se continua così, non basteranno per tutti e ci sarà una lotta.
Come si risolve il problema?
Le soluzioni possono essere varie, ma la più semplice è quella di una guerra.
Questo porterebbe ad una riduzione della popolazione mondiale e a più risorse per i vincitori.
Per fare questo però servono 3 blocchi.
Il nuovo ordine mondiale
Uno, quello liberale, è rappresentato sempre dagli USA.
Quello comunista è rappresentato dalla Cina.
Ed il terzo?
Dalla Russia di Putin.
In tutto questo l’UE è un ostacolo e questo è il motivo per cui lo Zar sta investendo fiumi di denaro affinché nascano e crescano forze populiste e nazionaliste in Europa.
La Brexit, permessa da quel coglione di Cameron ed orchestrata da Farage, non è un caso.
La crescita esponenziale della Lega, non è una coincidenza.
Chi è il nemico principale?
Macron, perché è quello che più di tutti sta cercando di salvare e rilanciare l’UE.
Ecco perché dopo il fallimento della Le Pen, sono apparsi i gilet gialli, che puntano ad un colpo di stato, per loro stessa ammissione.
L’UE, l’euro, gli altri partiti, il diverso, sono la linfa che porta voti a questi movimenti.
Se prima il bersaglio era l’ebreo, oggi è l’immigrato.
Il Truce Salvini
Giungiamo all’Italia.
Salvini sta puntando deciso a diventare dittatore.
Fate attenzione al linguaggio.
Ai tempi chiamavano gli avversari politici “zecche comuniste”, oggi lui parla di “moscerini rossi”.
Cambiano i termini, non il significato.
La foto di Merisi, il linguaggio, erano un esperimento: capire fino a che punto il popolo è disposto a seguire il “Capitano”.
Vista la poca indignazione, è stato un successo.
Ed è questo il dramma.
La popolazione italiana è di centrodestra e cattolica.
Ma si sta facendo infinocchiare da questo burattino di Mosca.
E’ vero che siamo un popolo di analfabeti funzionali.
D’altronde se no il referendum del 2016 sarebbe passato e Renzi sarebbe ancora il presidente del consiglio.
Ma il vero problema è che Salvini sta sdoganando un linguaggio e delle azioni che speravamo scomparse.
Tanti piccoli atti, minimizzati, o di cui non si parla.
“Pestaggio politico nel ghetto la notte del 25 Aprile”.
Trovato scritto a Padova su un giornale.
Ne avete sentito parlare? Ovviamente no.
Tanti piccoli eventi come accadeva prima che il fascismo prendesse definitivamente il potere.
Ma potrei continuare.
La circolare alle prefetture mi preoccupa parecchio. Temo brogli, pressioni, minacce a chi sarà ai seggi (come me).
Mussolini iniziò così.
Oppure il fatto che striscioni anti-salvini, spesso ironici ed in ogni caso rispettosi, vengano fatti rimuovere, mentre quelli di altro tenore no.
Anche il fatto di Palermo è molto inquietante.
Questo paese ha ancora degli anticorpi. L’ho visto a Prato e non solo lì.
Ma se vogliamo salvarci dobbiamo andare a votare il 26 Maggio per le forze europeiste.
In ogni caso non dobbiamo mollare di un centimetro.
Il fascismo, anche in salsa leghista, non lo vogliamo.
Io sono pronto a difendere la democrazia.
E voi?

