Buongiorno a tutti e bentornati, oggi parliamo del congresso del PD e voglio spiegarvi i motivi che mi portano ad appoggiare Maurizio Martina e Matteo Richetti per avere un nuovo equilibrio.
Dalla sconfitta alle elezioni al congresso
Partiamo con ordine.
Il PD ha subito una prevedibile debacle elettorale.
Questo ha portato alle inevitabili dimissioni di Renzi e a riposizionamenti interni.
Nel caos, la guida protempore è stata affidata al vicesegretario uscente, Maurizio Martina.
Mentre si insediava il peggior governo della storia repubblicana, Martina si è ritrovato in mezzo ai fuochi di correnti ormai diventate peggio degli ultras delle tifoserie di calcio.
Ma in diversi chiedevano il congresso ed alla fine eccoci qua.
Personalmente io l’avrei fatto più in là. Almeno a Settembre.
Sia perché la doppia sfida europee e comunali è fondamentale, sia perché il PD ha problemi troppo profondi per poterli risolvere con un semplice cambio di leadership.
Ma è stato deciso diversamente, perciò bisogna fare un ragionamento diverso.
Le scadenze ed i candidati
I passaggi sono questi:
- 12 Dicembre: termine per la presentazione delle candidature;
- 2 Febbraio: Convenzione nazionale che decreterà i 3 candidati che accederanno alle primarie dopo il passaggio tra gli iscritti;
- 3 Marzo: primarie aperte a tutti.
I candidati sono i seguenti:
- Nicola Zingaretti: presidente del Lazio;
- Marco Minniti: ex ministro dell’interno;
- Maurizio Martina: ex ministro dell’agricoltura e segretario uscente;
- Francesco Boccia: presidente della commissione bilancio alla camera;
- Cesare Damiano: ex ministro del lavoro nel 2° governo prodi;
- Dario Corallo: giovane ragazzo, definito “rottamatore 2.0”, ma che si pone l’obbiettivo di una rivoluzione socialista;
- Maria Saladino: presidente dell’associazione Piazza Dem.
Penso che non ci siano mai stati tanti candidati, se non forse alla fondazione.
Come molti di voi saprete, io ho appoggiato Renzi nel 2012 principalmente per la rottamazione.
Se siete veri renziani e non sedicenti tali, vi dovreste accorgere che trai candidati non ce n’è uno che viene propriamente da quel percorso.
I big di quel percorso si sono spezzati in 3.
Ma ci arriviamo.

Su quali basi basare il proprio appoggio/voto
Prima però voglio dirvi quali sono a mio avviso i motivi per cui appoggiare la candidatura di uno o di un altro.
- Basta con l’automatismo Segretario-Candidato premier;
- Non guardare solo la persona e quello che dice o come si pone, ma vedere anche chi c’è dietro;
- Basta con il dagli al segretario, e quindi equilibrio tra le correnti;
- Unità, dialogo e ascolto, internamente ed esternamente: il PD è l’unica vera alternativa ai populisti e deve costruire un centrosinistra vero, con logicità, aprendo soprattutto a sinistra;
- Rottamazione dei notabili del partito, dei pacchettari, ed in generale rinnovamento vero, a tutti i livelli;
- Lavoro sul territorio: circoli devono lavorare anche fuori delle elezioni, coinvolgere anche associazioni, chiese, commercianti, tutto il tessuto sociale, senza chiedere tessere di partito. Gli eletti devono frullare sul territorio. Gli altri vanno rottamati;
- Opposizione dura e seria, andando anche in piazza, basta rinchiudersi nei palazzetti;
- Andare nelle periferie e nei luoghi dove c’è disagio e non solo per una passerella;
- Creare una piattaforma digitale a tutti i livelli, che consenta davvero di comunicare, di proporre, di criticare.
Perciò, non serve adesso una figura carismatica che tranci le discussioni. Serve equilibrio.
Bisogna essere decisi, ma dialogare.
Chi è che trai candidati può garantire tutto questo al meglio?
I candidati minori
Dario Corallo potrebbe essere una possibilità per la rottamazione, ma non condivido molte cose e, mi spiace per lui, ma non ha possibilità di vincere.

Maria Saladino è la candidata donna di Emiliano. Con tutto il rispetto, temo che sia lì solo per prendere voti in più da portare in dote a Boccia.

Probabilmente entrambi non supereranno nemmeno la scadenza del 12 Dicembre.
Cesare Damiano è una persona che stimo, ma non penso che sia la persona giusta.

Non per una questione meramente anagrafica, ma di linea politica.
Francesco Boccia è un lettiano, braccio destro di Emiliano.
Si tratta anche del marito di Nunzia De Girolamo, ma importa poco.
Il punto è che non condivido la sua linea politica, è proprio lontana da ciò che penso che serva. Inoltre dietro ha Emiliano e ciò mi basta.

I favoriti
Gli altri 3 candidati sono quelli che hanno più chance di vincere e quelli su cui si sono spezzati i cosiddetti renziani.
Marco Minniti: il dalemiano appoggiato dai renziani
Il grosso dei big renziani, come Lotti e Guerini, appoggia Marco Minniti.
La domanda è come può un renziano vero, un rottamatore vero, anche solo pensare di votare Minniti?
Si tratta di un dalemiano di lunghissimo corso e di certo non di un renziano, ma piuttosto uno di quelli da rottamatore. Forse quello che più di tutti trai candidati rappresenta la vecchia guardia.
Inoltre con le sue politiche ha spezzato sia il PD al suo interno, sia tutto il centrosinistra.
E adesso c’è bisogno di equilibrio e di unire, non di spezzare.

Nicola Zingaretti: il candidato di Franceschini e Gentiloni
Poi c’è quello che viene descritto come il favorito, Nicola Zingaretti, appoggiato dall’ex premier Gentiloni.
Vi dirò che non mi dispiace.
Ci sono solo 2 elementi che mi portano a non appoggiarlo.
Il primo è che dietro di lui c’è il grosso di Area dem capeggiata da Dario Franceschini. Loro si muovono prevalentemente per motivi di potere e ciò non mi piace.
Il secondo è che rischia di spezzare come già ha fatto Renzi.
Ed invece c’è bisogno di unità ed equilibrio.

Maurizio Martina: il candidato dell’equilibrio
Arriviamo quindi a Maurizio Martina.
Dietro di lui ci sono Matteo Richetti e Graziano Delrio.
I meglio, a mio avviso.

Richetti era candidato anche lui fino a poco tempo fa, ma poi ha fatto un ticket con Martina, perché hanno comunità di intenti.
Ed il loro progetto da in linea con quelle che sono le mie idee.
I punti sopra elencati.
Gli altri hanno un grosso handicap: hanno alle spalle delle vere correnti, o meglio, delle tifoserie. Perciò dopo si ritornerebbe alle risse, a quel dagli al segretario che tutti gli elettori non vogliono.
Con Martina e Richetti per un nuovo equilibrio
Devo dire che ho apprezzato come si è mosso Martina nei mesi precedenti.
La campagna d’ascolto, il forum nazionale, le manifestazioni in piazza ed in parlamento. Con umiltà e determinazione.
Ha dimostrato di avere la fermezza necessaria per guidare il PD senza farsi travolgere dalle correnti.
Ha cercato di portare equilibrio.
Ed è questo quello di cui c’è bisogno, adesso.
Poi per la premiership il ragionamento dovrà essere un altro.
Ora c’è bisogno di qualcuno che lavori alla riorganizzazione del PD, non di un capo.
Di un team, coordinato da una persona capace, che ascolti ma che prenda le decisioni insieme agli altri.
Di qualcuno che stia davvero sul territorio, costantemente, e non andando solo in alcuni posti.
E di rinnovamento vero.
Ecco perché appoggio Martina e Richetti e penso che un vero renziano non possa non appoggiare loro.

E voi cosa ne pensate?
Alla prossima!
