Ciao a tutti e bentornati, sono finite le olimpiadi invernali di Pyeongchang 2018. Quindi è tempo di bilanci, riflessioni, top medaglie e momenti.
Bilancio generale
Premessa
Ancora una volta i criticoni sono stati asfaltati.
Mesi fa “Gli Autogol”, che stimo, sulla scia dell’eliminazione dell’Italia dai mondiali di calcio, avevamo scritto su twitter che è in crisi tutto lo sport italiano e che Malagò si sarebbe dovuto dimettere.
In realtà, io gli ho fatto notare che si sbagliavano. Che c’erano sì settori in difficoltà, ma altri in crescita.
E che i risultati di Rio 2016 erano positivi, come pure quelli del settore nuoto dal 2014 in poi, ad esempio.
Adesso sarebbe interessante capire se hanno cambiato opinione.
D’altronde loro si occupano di calcio e di (fanta)calcio, e su quello sono bravi. Forse sul resto peccano.
Bilancio e confronti
Detto ciò la spedizione italiana a Pyeongchang 2018 ha preso 10 medaglie, in linea con l’obbiettivo del CONI che era la doppia cifra.
Poche?
Se considerate che nelle olimpiadi invernali c’è la metà degli sport ed un terzo di medaglie rispetto a quelle estive, e che noi a quelle estive abbiamo preso 28 medaglie, la dimensione è giusta.
Inoltre stiamo parlando di 3 ori, 2 argenti e 5 bronzi.
Siamo cresciuti sia rispetto a Vancouver 2010 dove ne prendemmo solo 5, sia rispetto a Sochi 2014 dove ne prendemmo 8, senza ori.
Siamo tornati sui livelli di Torino 2006, dove prendemmo 11 medaglie (5 ori e 6 bronzi).
Inoltre come numero di medaglie questa è la 5a migliore di sempre.
Insomma, non così male vero?
Perché i critici sbagliano
Tuttavia, qualcuno rimane critico.
Perché a differenza del 2016, dove i giornalisti e gli intellettuali pensavano che saremmo andati male, in questo caso, hanno fatto l’opposto…
Basandosi sui risultati dell’ultima stagione, hanno pompato la forza di alcuni atleti, alzandoli al livello di favoriti per le medaglie.
Perciò loro stimavano che avremmo preso almeno 13, 15 medaglie.
Però non hanno considerato che nella stagione olimpica, i podi in una coppa del mondo, ad esempio, contano 0.
Questo perché per un atleta in quella stagione l’obbiettivo sono le olimpiadi e quindi c’è chi snobba la coppa del mondo e si concentra sull’obbiettivo finale.
Ecco perché in alcune specialità, mancando o trattenendosi i migliori, alcuni nostri atleti hanno preso dei podi in coppa del mondo.
Perciò, anche se magari è vero che ci sono state alcune delusioni, io sono molto contento che siano arrivate 10 medaglie.
Bilancio sport per sport
Ma analizziamo sport per sport.
Sport di squadra
Hockey su ghiaccio: come praticamente sempre, non c’eravamo nemmeno. E’ un peccato, perché è uno sport bellissimo. Bisognerebbe investirci di più, costruire palazzetti in tutta Italia, non relegarli solo nel profondo nord e basta come adesso.
Curling: eravamo presenti solo con la compagine maschile, ma è stata una qualificazione storica. I ragazzi ce l’hanno messa tutta, battendo anche gli USA, poi oro olimpico.
Bravi davvero, speriamo sia l’inizio per far crescere il movimento.
Biathlon
Biathlon: portiamo a casa 2 medaglie di bronzo. Nella storia abbiamo preso solo 7 medaglie nella specialità, 2 in questa edizione.
Abbiamo confermato il bronzo della staffetta mista con l’innesto di Lisa Vittozzi nei già rodati Dorothea Wierer, Lukas Hofer e Dominik Windisch.
Windisch ha anche vinto un bellissimo bronzo nella prima prova individuale.
Oltre a ciò, vale la pena ricordare il 4° posto della Vittozzi nell’individuale e che fino a prima dell’ultimo poligono eravamo in zona podio con la staffetta femminile.
Insomma, è un movimento che sta crescendo.
Bob, Freestyle, salto con gli sci, skeleton, combinata nordica
Bob: purtroppo siamo lontani rispetto a molto tempo fa.
Per Freestyle, Salto con gli sci e Skeleton, vale lo stesso discorso del bob.
Combinata nordica: nella storia abbiamo vinto solo una medaglia olimpica, con Alessandro Pittin nel 2010 e presente anche a queste olimpiadi. Ma non è riuscito a replicarsi.
Pattinaggio di figura e di velocità
Pattinaggio di figura: passo indietro rispetto al 2014, dove Carolina Kostner fu di bronzo.
Abbiamo coppie di buon livello come Cappellini-Lanotte, Marchei-Hotarek, ma nessun acuto.
Kostner non riesce a ripetersi, ma dopo quello che gli è successo, riuscire a prendere un quinto posto con davanti 2 da record del mondo e tutte più giovani di lei, è una bella storia.
Giustissima la scelta di farla portabandiera per la cerimonia di chiusura.
Pattinaggio di velocità: stiamo parlando, a differenza dello short track, di distanze lunghe.
Abbiamo portato a casa il bronzo di Nicola Tumolero nei 10000 metri.
Era del 2006 che non si andava a medaglia.
Oltre a questo c’è stato anche il quarto posto di Francesca Lollobrigida nella mass start.
Non male.
Sci alpino
Sci alpino: nel 2014 abbiamo preso 2 medaglie (argento e bronzo), e anche questa volta, ma con un oro e un bronzo.
Bisogna distinguere tra maschile e femminile.
La squadra maschile ha indubbiamente deluso.
Fill e Paris hanno fatto buoni piazzamenti, ma non di più.
Innerhofer, dopo l’exploit delle due medaglie di quattro anni fa, non si è ripetuto.
Invece la squadra femminile ha raggiunto grandi risultati.
Federica Brignone si è confermata di livello, vincendo il bronzo nel gigante, che mancava dai tempi della Compagnoni.
Senza contare ottimi piazzamenti in altre gare.
Sofia Goggia è esplosa, vincendo l’oro nella discesa libera, il primo di sempre per una azzurra.
Sì, forse ha deluso in altre gare, ma l’oro se l’è portato a casa ed è questo che conta.
A questo si aggiungono i buoni piazzamenti di Bassino e Fanchini.
Insomma, vedo un bel futuro al femminile, nel maschile c’è da vedere.
Sci di fondo e short track
Sci di fondo: bene. Portiamo a casa l’argento di Federico Pellegrino. Era dal 2010 che non si andava a medaglia.
Short track: basta il nome Arianna Fontana. Lei ci ha tenuto in piedi dal 2006 ad oggi.
Nel 2014 esplose prendendo un argento nei 500m, un bronzo nei 1500m e nella staffetta.
A Pyeongchang la nostra portabandiera ha giocato tutte e 4 le finali delle 4 gare a cui era iscritta, prendendo l’oro nei 500m, l’argento nella staffetta ed il bronzo nei 1000m, la sua distanza meno congeniale.
Tutti in piedi per questa atleta!
Non sa cosa fare dopo, ha detto che forse si ritira.
Io da coetaneo (e del 1990 come me) le consiglio invece di continuare…è nel fiore dell’età e tra 4 anni può ancora stupire.
Slittino e snowboard
Slittino: dopo l’addio di Armin Zoeggeler (ora ct), era abbastanza prevedibile un passo indietro.
Quindi per la prima volta dopo molto tempo non siamo andati a medaglia.
Eppure, vedo un bel futuro.
Dominik Fischnaller è arrivato 4° per 2 MILLESIMI. Un niente. Se non avesse fatto maluccio la prima manche sarebbe stato sul podio.
Suo cugino Kevin è arrivato 6°, dopo aver cullato il podio per tre manche.
Con loro due, sotto la guida di Armin, sono sicuro che tra 4 anni ci divertiremo.
Snowboard: io nella mia vita non avevo mai visto una medaglia dell’Italia in questo sport.
Basta questo per far capire l’importanza dell’impresa di Michela Moioli nella specialità cross.
Il primo oro olimpico italiano di sempre.
Ed è giovane, con un bel carattere. Ha stravinto. Vedo un bel futuro.
Difficile invece valutare la prova degli altri.
Infatti c’erano altri atleti che venivano quotati, come Omar Visintin, ma hanno indubbiamente deluso.
Però, l’impresa di Michela può indubbiamente far crescere questo movimento.
Top medaglie di Pyeongchang
Essendo meno le medaglie rispetto a quelle estive, faccio una top 3.
Al terzo posto metto l’argento di Federico Pellegrino.
Per il carattere. Ha fatto vedere l’entusiasmo, che era pronto a giocarsela con tutti. Mi è piaciuto.

Al secondo posto metto l’oro di Michela Moioli.
Per il carattere, per come ha costruito la vittoria, per il messaggio che ha dato dopo a tutti gli sportivi, dicendo anche a cosa pensava durante la gara.
E anche perché lei nel 2014 c’era, era in lotta per il podio, ma cadde e si fece molto male.
La sua storia dimostra che non bisogna mai arrendersi e che dopo una caduta ci si rialza.

/ AFP PHOTO / Martin BUREAU
Al primo posto non posso non mettere Arianna Fontana, non solo per l’oro, ma anche per le altre medaglie.
Un esempio, una garanzia.

EPA/FAZRY ISMAIL
Top 5 momenti
Tanti sono stati i bei momenti di Pyeongchang 2018, ne prendo 5.
L’impresa di Ester Ledecka
Al 5° posto non posso non mettere l’impresa di Ester Ledecka.
L’atleta della Repubblica Ceca è diventata la prima atleta nella storia a vincere l’oro in due sport diversi, ovvero lo sci alpino e lo snowboard.
Ed è stato bello anche il messaggio che ha dato: se fate le cose con passione e determinazione fare due sport si può.

Il carattere di Lisa Vittozzi
Al 4° posto metto il carattere di Lisa Vittozzi.
L’atleta di biathlon esordiente alle olimpiadi è stata sicuramente una di quelle che più mi è piaciuta, soprattutto in ottica futura.
6a nella 1a gara, all’arrivo non era contenta, perché per molto tempo aveva cullato il podio.
Indietro (ma nella top 15) nella gara successiva, era molto arrabbiata con se stessa.
Nella 3a gara è arrivata 4a ed era più soddisfatta ma delusa perché non era andata sul podio.
Nelle gare successive è stata perfetta.
Nella staffetta mista, poi bronzo, ha chiuso la sua prova in testa senza errori, come pure nella staffetta femminile.
Sono certo che sentiremo parlare di lei nei prossimi anni.

L’eleganza di Lindsey Vonn
Al 3° posto metto l’eleganza di Lindsey Vonn.
L’atleta USA, una della più grandi di sempre, è stato un bel esempio di fair play ed eleganza in quella che è probabilmente la sua ultima apparizione olimpica.
Criticatissima dai repubblicani, avrebbe voluto vincere una gara per dedicarla al suo nonno recentemente scomparso.
Invece è riuscita “solamente” a prendere il bronzo nella gara di discesa libera vinta dalla sua amica Sofia Goggia.
Eppure, nessuna polemica, nessuna delusione.
Ha abbracciato la sua amica Sofia e si è detta molto contenta che abbia vinto.
Lindsey ha accettato il suo bronzo con umiltà, si è commossa e si è detta orgogliosa di poter condividere il podio con Goggia e Mockinwel.
Ha inoltre rivelato che Sofia le ha detto che si ispira a lei e che questo per lei è più importante di qualsiasi medaglia.
Una lezione di stile che in un mondo in cui ci sono rigurgiti di cose oscure del passato, è da lodare.
Ci mancherà.

La commozione di Sofia Goggia
Al secondo posto metto la commozione di Sofia Goggia.
La più attesa, che nella vigilia della olimpiadi aveva detto che firmava solo per l’oro, prima della gara vinta era quella che già era la più criticata.
Per questo, forse per togliersi delle pressioni, ha anche detto (le parole devo dire non mi sono piaciute, io l’avrei detto in altro modo) che la medaglia non era così importante.
Ma è sul podio che si è vita la vera Sofia, quella che si è tolta la maschera da samurai per commuoversi cantando l’inno a squarciagola.
E’ lei il futuro dello sci italiano.

Foto: Pentaphoto/Marco Trovati
Arianna Fontana
Infine, al 1° posto metto la persona Arianna Fontana.
Il suo pianto di gioia dopo l’oro preso nei 500m.
La sua bella risata quando ha scoperto che la staffetta aveva preso l’argento.
La sua sorpresa quando ha vinto il bronzo nei 1000m.
Ha fatto quello che ci si aspetterebbe da una portabandiera: ha portato in alto la squadra.
Ma mi è piaciuto anche il messaggio politico che ha lanciato Arianna dopo l’ultima gara.
Ha invitato a votare, perché è un diritto.
E che sia i politici che i cittadini si devono dare una svegliata.
Un messaggio che condivido pienamente.
Chapeau!

Prospettiva futura
In conclusione questa è stata una bella spedizione olimpica per l’Italia.
E’ stata indubbiamente una olimpiade rosa, per l’Italia ma non solo visti i momenti che ho scelto.
Cosa ci dobbiamo aspettare per il 2022?
Beh, difficilmente ci saranno personaggi come Kostner e Vonn.
Ma ci sarà da divertirsi.
Per l’Italia auspico una crescita generale.
Che Goggia e Brignone possa essere nel 2022 ancora più protagoniste.
Così come Moioli, Vittozzi, Windisch, Pellegrino, Lollobrigida e i cugini Fischnaller.
E ovviamente auspico che Arianna Fontana continui.
Con questo è tutto, alla prossima, ed ancora grazie a tutti gli atleti! W l’Italia!!!
