Ciao a tutti e bentornati, oggi non posso non parlare di Filippo Magnini, uno dei più grandi nuotatori italiani che ha appena concluso la sua attività da atleta.
Filippo Magnini, un punto di riferimento
Come sapete, io sono un nuotatore ed un amante dello sport in genere.
Perciò, quando ho letto che Filippo Magnini agli assoluti di Riccione aveva preso la parola per dire che si ritirava, non ci credevo.
Perché da quando seguo per bene gli sport ed il nuoto, ciò dagli inizi di questo secolo, “Re Magno” c’è sempre stato.
Gli altri attorno a lui sparivano.
Sia giganti come Rosolino e Brembilla.
Sia tanti nuotatori, anche giovani e giovanissimi.
Lui restava.
Il più grande stileliberista italiano di sempre
La sua carriera immensa. Bronzo nella 4×200 sl alle olimpiadi di Atene 2004.
Oro nei 100 sl ai mondiali 2005 (1° italiano di sempre a vincere un oro mondiale nella specialità), bissato nei mondiali 2007, in cui ha vinto anche un argento con record europeo nella 4×100 sl. Bronzo ai mondiali di Kazan 2015 nella 4×100 sl.
Detentore di ben 18 podi europei, tra cui ben 9 medaglie d’oro conquistate tra il 2004 ed il 2012 tra 100 sl, 200 sl, 4×100 sl, 4×200 sl e 4×100 mista.
Più tanti altri titoli nei mondiali ed europei in vasca corta ed ai campionati italiani.
I miei punti di riferimento nel nuoto sono tre: Michael Phelps, Filippo Magnini e Gregorio Paltrinieri.
Il primo è il più grande di tutti i tempi, e si è ritirato al termine di Rio 2016, dove ha regalato momenti di rara bellezza, in un’olimpiade vissuta da re.
Il secondo è il più grande stileliberista italiano di sempre, che si è ritirato in questi giorni.
Il terzo è uno dei più grandi mezzofondisti di sempre ed è l’unico in attività (con ancora tante pagine da scrivere).
Grazie di tutto, Filippo Magnini!
Perciò, nel momento in cui Pippo Magnini si è ritirato, mi sono passati dei lampi nella mente.
Come quando dopo il bronzo ad Atene ai microfoni ha fatto una bellissima dichiarazione in cui spiegava che quella medaglia non era per caso, ma il frutto di tanto lavoro, impegno, determinazione di tutta la squadra.
La sua vittoria al mondiale 2007, quando in diversi pensavano che sarebbe caduto.
Ed il bronzo di Kazan 2015. Ok, non c’erano gli USA, ma nessuno si aspettava l’Italia sul podio. E le vasche di Magnini furono qualcosa di inaspettato per molti. Come pure nessuno pensava che potesse tornare dopo anni sul podio mondiale.
Ma quello che non vedremo più è anche uno dei pochi sempre pronto ad assumersi responsabilità, anche delle sconfitte e ad analizzare da subito cosa non andato bene in quei casi.
Perciò adesso, penso che non solo io, ma tutta Italia, non possa far altro che dirgli grazie di tutto, ci mancherai!!!

