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Legge elettorale e democrazia

Ciao a tutti, in questi giorni il parlamento è preda dell’ennesima discussione di riforma della legge elettorale, vediamo di parlare in generale di questo argomento in modo semplice.

Che cos’è una legge elettorale

La legge elettorale è, in ogni democrazia, il testo che prescrive le regole del gioco per il rinnovo di uno o più organi costituzionali.

In Italia ne abbiamo diverse, diciamo almeno 6:

  • Europea;
  • Nazionale;
  • Regionali;
  • Comunali;
  • Provinciali;
  • Città metropolitane.

Queste ultime 2 sono però relative ad organi di secondo livello, quindi non votano tutti, ma solo determinate categorie di persone previste dalla legge, oppure un organo viene composto a seconda degli eletti risultanti un altro.

Ma vediamo, senza essere troppo tecnici, le caratteristiche generali che può avere una legge.

Sistema politico

Questo dipende dal contesto, dal sistema politico.

Se è un sistema presidenziale, mi aspetto l’elezione diretta del presidente o comunque di un “capo”.

Poi si ha il premierato (e questo vale solo per leggi nazionali o in monarchie), dove si elegge il capo del governo, che in genere non è il capo dello stato (presidente o re).

In un sistema federale si vota il cancelliere, ma si dà grande importanza ad i territori.

In Italia abbiamo un sistema parlamentare, quindi si vota il parlamento.

Intendiamoci, in ogni democrazia compiuta si vota il parlamento, ma la caratteristica di un sistema come il nostro è che noi votiamo solo quello e non chi governa.

Per poter riformare il sistema bisogna modificare la costituzione, ma questa è un’altra storia.

Poi in un sistema presidenziale, federale, semi-presidenziale o in un premierato, ci può essere il ballottaggio (come in Francia) tra i primi due candidati nel momento in cui non ci sia un chiaro vincitore.

Stabilito il contesto, si divide tra leggi proporzionali e maggioritarie.

Caratteristiche generali

Una legge proporzionale dice che tu ricevi quanto prendi. Ovvero prendi il 5%? Hai il 5% di eletti in parlamento.

Nel maggioritario invece, si introduce il concetto di “premio di maggioranza”…ovvero per facilitare la governabilità si mette un correttivo per premiare chi arriva primo.

Inoltre una legge può prevedere coalizioni (ovvero raggruppamenti di più partiti) oppure liste uniche.

In caso di presenza di ballottaggio allora, con le coalizioni, ci può essere la possibilità di apparentamento tra primo e secondo turno, oppure no.

Il premio di maggioranza, in presenza di coalizioni, può essere dato proporzionalmente a tutte le liste che ne fanno parte, oppure solo al primo partito.

Poi c’è il tema dello sbarramento, ovvero una percentuale che rappresenta una soglia sotto la quale non si hanno rappresentanti in parlamento.

Si tratta di un concetto introdotto per evitare la frammentazione politica/partitica.

Generalmente, se si prevedono liste uniche, si mette uno sbarramento non troppo alto (3-4-5 %).

Mentre con le coalizioni, se ne mettono 3. Uno per i partiti singoli, alto (anche 7-8 %). Uno per le coalizioni, similare all’altro. Ed uno più basso per i partiti in coalizione (1-2-3 %).

Criteri di elezione dei parlamentari

A questo punto rimane un tema: come si eleggono i parlamentari?

I metodi possono essere questi:

  • Preferenza (semplice, doppia, plurima, di genere);
  • Collegio uninominale;
  • Collegio plurinominale;
  • Lista bloccata.

Nel caso di preferenza l’elettore sceglie sulla base dei candidati all’interno del proprio collegio elettorale (che può essere grande o piccolo).

Nel caso della lista bloccata, non si ha scelta.

Per i collegi plurinominali, vale un discorso simile al precedente, ma essendo liste piccole (dai 2 ai 6 nomi), i nomi dei candidati possono essere presenti sulla scheda…Ma l’elettore non sceglie…vota il partito i cui candidati gli piacciono di più o si tura il naso.

Poi si hanno i collegi uninominali. Ogni partito presenta un candidato in ogni collegio elettorale. Chi difende questo sistema sostiene che in questo modo l’elettore può scegliere. In realtà si tratta di una scelta molto vincolata, come nel caso precedente, se non per certi versi peggio. Se il candidato ti piace bene, altrimenti o voti un altro partito o ti turi il naso.

Poi si potrebbero mettere le primarie per legge, ma è un altro discorso.

Le leggi elettorali in Italia

La legge europa è un proporzionale in cui si votano i partiti che fanno parte dei partiti UE e, nel nostro paese, ci sono 3 preferenze che i candidati prendono in 4 regioni.

Alle comunali si elegge direttamente il sindaco e se ci sono più di 15.000 abitanti c’è il ballottaggio. Ed in genere ci sono le preferenze di genere.

Ogni regione ha la sua legge, ma in tutte si vota direttamente il governatore. In alcune ci sono le preferenze, in altre no.

Per quanto riguarda la legge elettorale nazionale, il discorso si complica.

Infatti non abbiamo un’unica camera elettiva, ma due (camera e senato), con stessi poteri e popolazione elettorale diversa (18 e 25 anni).

Questo vuol dire che puoi fare qualsiasi legge elettorale che vuoi, ma è difficile formare un governo.

L’anno scorso abbiamo fatto una battaglia per riformare la costituzione e risolvere un po’ questo problema.

Purtroppo ha vinto il No, e ve lo ciucciate almeno per altri anni.

Dalla 1a repubblica all’Italicum

L’Italia nella sua storia repubblicana ha avuto fondamentalmente  3 leggi elettorali:

  • proporzionale puro con preferenze secche: nella 1a repubblica, quando c’erano però meno partiti;
  • Mattarellum: legge fatta dall’attuale Presidente della Repubblica. Misto proporzionale e maggioritario, con coalizioni e collegi uninominali. Ha visto vincere Prodi e Berlusconi.
  • Porcellum: legge fatta da Calderoli e dichiarata incostituzionale in alcuni suoi aspetti. Aveva liste bloccate e premi e sbarramenti diversi tra camera e senato, prevedendo coalizioni. Facile vincere alla camera. Difficilissimo vincere al senato. Di fatto ci ha vinto Berlusconi.

Poi ci sono stati alcuni tentativi di riformare la legge. In particolare negli ultimi anni.

Bocciando il porcellum, la corte costituzionale ha creato una nuova legge, detta “consultellum”, simile a quella della prima repubblica, ma con gli sbarramenti.

Il governo Renzi, avendo l’ambizione di riformare la costituzione e abolire il senato elettivo, approvò per la sola camera l’Italicum, legge maggioritaria che portava al ballottaggio le prime due liste se nessuno raggiungeva almeno il 40%, dando il premio solo alla prima lista nelle coalizioni, sbarramenti, capolista bloccati ma con doppia preferenza di genere, in liste alternate uomo-donna o donna-uomo.

Purtroppo l’esito del referendum del 4 Dicembre (Ripeto: ora ve lo ciucciate!), ha costretto a dover intervenire di nuovo sul tema, avendo due leggi diverse per le due camere.

Dal sistema tedesco al Rosatellum bis

Prima è stato provato a fare una legge con proporzionale puro, “alla tedesca”, ma non è andato a buon fine.

Alla fine, si è giunti al Rosatellum bis. Legge mix proporzionale e maggioritario con una parte di collegi uninominali e una parte di collegi plurinominali, con coalizioni.

Personalmente, anche se non voterò, non mi piace.

Ma più che altro non mi piacciono alcuni slogan che stanno cercando di far passare. Tipo “scelgono i cittadini”. In realtà non è così.

Io sarei per un premierato all’interno di una UE federale, con sbarramenti alti, maggioritario puro, monocameralismo e doppia preferenza di genere.

E voi cosa ne pensate?

Alla prossima!

Legge elettorale: lo strumento per votare
Legge elettorale: lo strumento per votare

 

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