Eccoci col mio articolo con una riflessione post amministrative e non solo.
Parto con una domanda: si può dare alle amministrative una lettura nazionale? La mia risposta è no. Certo, ci sono delle influenze nazionali, ma la maggior parte della gente comune, quando vota per il sindaco, a quello pensa, non gliene frega nulla di Renzi, Grillo o Berlusconi.
Un mio amico mi ha detto: “Eh, ma pensa ai casi delle banche. Non pensi che chi ha perso soldi con BPV, Banca etruria, ecc, possa aver votato contro il PD?” Forse, in qualche caso. Ma quello è il voto di lista. Nei comuni si vota il sindaco, la lista viene dopo e magari non si vota neppure. Questo vale per ogni partito.
Chi ha vinto queste amministrative? Nessuno.
Qualcuno dirà che le ha vinte il M5S perché ha portato a casa Roma e Torino e qualche altro comune. Ma se andiamo a vedere, in molte città il movimento non s’è neppure presentato. Dove lo ha fatto in molti casi è rimasto a bocca asciutta. In ogni comune hanno perso voti, anche dove hanno vinto. E’ vero, politicamente è significativo che abbiano vinto a Roma e Torino, ma in entrambi i casi si tratta di una vittoria in retromarcia e hanno preso il voto organizzato…c’è stata una santa alleanza contro i candidati del centrosinistra. E sinceramente questa è una cosa che non mi piace…si deve votare uno perché migliore dell’altro o meno peggio, non per fare un dispetto a qualcuno.
Altri diranno che le ha vinte il PD, perché ha vinto nella stragrande maggioranza dei comuni. Vero, ma se in molte città hai perso molti voti, se a Milano hai vinto per il rotto della cuffia, a Bologna hai vinto al ballottaggio, a Napoli una parte dei tuoi ha votato per De Magistris o Lettieri, e se a Torino dove pure avevi governato bene, hai perso, c’è qualcosa che non va.
Perfino Salvini ha osato quasi esultare nonostante la debaclé, e anche SI ha detto che ha fatto un buon risultato, ecc…Insomma classico teatrino all’italiana, dove tutti dicono di aver vinto o comunque fatto bene.
Su questo c’è marcare il fatto che il premier Matteo Renzi a differenza di altri ha detto che la vittoria delle amministrative 2016 va a M5S perché hanno vinto a Roma e a Torino…Sinceramente è la prima volta che un leader politico italiano ammette la vittoria di qualcun’altro, e questo è un merito.

Ma a mio avviso, non ha vinto nessuno, perché, sarà che a me piacciono i dati disaggregati, ma ogni comune è una storia a se. Quindi non si può dire ha vinto X o Y, ma che in un comune ha vinto X o Y. E’ profondamente diverso.
Ma c’è una riflessione generale che faccio ed è il lavoro sul territorio. Sarà strano per qualcuno che nel 2016 un informatico dica questo, ma è così.
Le tecnologie, la comunicazione, i social, sono fondamentali, ma vanno anche usati in modo corretto. Cosa vuol dire? Che se un politico fa un account twitter/facebook e non risponde mai, li usa in modo sbagliato…I social non sono solo uno strumento di propaganda, ma anche di relazione con i cittadini e quindi i politici che vengono percepiti come migliori se rispondono…Anche perché sinceramente è parte dei loro compiti rispondere agli elettori. Inoltre se è vero che la partecipazione online è comoda, utile e va usata, è però altrettanto importante quella reale.
Cosa vuol dire? che gli eletti si devono far vedere sul territorio e non venire solo durante le elezioni o per fare passerelle.
Non mi sfugge che tra i vari partiti/movimenti, l’unico che abbia un’organizzazione territoriale strutturata è il PD. Ed è per questo che gli altri dovrebbero rimediare.
Perché se te in un territorio non ti fai vedere se non durante le elezioni, e se non coinvolgi le persone, a prescindere dal fatto che abbiano una tessera o meno, quel territorio alla fine lo perdi o non lo conquisti.
Se invece ti fai vedere e coinvolgi, allora poi è più facile vincere. E’ il cosiddetto metodo Barca.
E purtroppo è scarsamente applicato.
Basta guardare Prato. Su oltre 40 circoli PD, sono una decina circa quelli che fanno attività continuamente. Poi ci sono i circoli ARCI e anche di quello si potrebbe parlare, ma mi astengo in questo articolo. Su oltre 30 consiglieri comunali, saranno 5-6 quelli che si fanno vedere sul territorio. Gli altri si limitano ad andare in consiglio, se va bene, e nelle commissioni dove si piglia il gettone. Poi, per carità, magari qualche odg, qualche interrogazione la propongono. Ma a cosa serve proporre ad esempio una pedonalizzazione di una piazza, se non vai sul territorio a sentire chi la vive la zona?
Quindi è essenziale, anche nel 2016, lavorare sul territorio. A tutti i livelli. Cosa vuol dire? Che ad esempio gli europarlamentari PSE/PD Simona Bonafè e Nicola Danti che a Prato hanno preso moltissimi voti, dovrebbero magari venire ogni tanto sul territorio, per parlare di quello che stanno facendo per noi nel PE. E questo vale per tutti gli altri. Devono girare come trottole. Come fanno in pochi.
Attenzione però che questa è una condizione necessaria ma non sufficiente per vincere in un territorio! Basta vedere cosa è successo a Varese, dove l’europarlamentare PPE/FI Lara Comi ha lavorato davvero parecchio sul territorio, ma non è bastato. Lì, verosimilmente c’è stato l’effetto candidato.
E poi c’è il fattore “faccia nuova”…che non vuol dire giovani, ma una persona nuova, con idee nuove. Questo è lo spirito della rottamazione. A Milano alla fine il centrosinistra ha vinto anche perché c’è una nuova classe dirigente giovane che è stata sul territorio. A Torino Chiara Appendino di M5S ha vinto, nonostante Fassino avesse governato bene, perché ha espresso un rinnovamento. E, a differenza di altri, è partita bene, ringraziando e chiedendo collaborazione a chi c’è stato prima di lei e facendo la giunta in pochi giorni.

Ieri ho guardato la direzione PD, non tutta. Mi è piaciuto il fatto che Renzi abbia invitato parlamentari e non a stare sul territorio…devo dire anche che glielo avevo detto anche io via e-mail…spero che ci sia attuazione. Ma proprio per questo non ho compreso il fatto che Barca si sia dimesso dalla commissione per la riforma del partito. Spero che non ci sia altro sotto, come ambizioni a candidarsi alle primarie, perché sinceramente non ho capito il senso delle sue dimissioni.
Non mi è piaciuto il discorso del governatore della Campania De Luca sulla Raggi, che invece merita rispetto.
Non sono d’accordo sull’apertura che ha fatto il ministro dei beni culturali Franceschini sull’Italicum…la gente vuole fatti, non che poi tu gli vada a dire che non hai potuto fare una cosa perché il partitino del 2% che hai in coalizione non ha voluto.
Ma il discorso di Speranza è quello che di più ho trovato senza senso. Perché premettendo che non ci si può scordare che siamo ancora in un governo di coalizione con una parte del centrodestra e che l’unico vero modo per evitare il ripetersi di cose del genere è proprio il combinato tra riforma costituzionale ed Italicum che a lui non piace, sinceramente come si fa a dire che questo governo non fa cose di sinistra o quasi? La politica economico-fiscale di questo governo è la più socialista da anni. Poi questo si può criticare, come faccio io, che vorrei scelte diverse in alcuni casi. Come si fa a dire che il jobs act non è di sinistra? Semmai si può dire che serve a poco, che gli manca coraggio, come penso io e come ha detto anche il governatore della Toscana Rossi. Come si può dire che la riforma della scuola non va bene? Si può dire che si poteva fare diversamente su alcune cose, ma cavoli questa riforma fa fare passi in avanti enormi.
Ha detto di ricevere messaggi da parte di insegnanti che non l’hanno gradita. E allora? La riforma che pure ha stabilizzato oltre 100 mila persone, aveva come obbiettivo primario gli studenti.
Sui sindacati anche basta andarli a rincorrere caro Speranza. Ormai sono quasi fuori dal mondo del lavoro. Di giovani nel sindacato ce ne sono pochi, molti i pensionati, che invece non ci dovrebbero essere sinceramente. Sai perché? Perché ormai rappresentano solo una parte del mondo del lavoro. Prova a chiedere loro se sanno chi è un flexworker e dubito ti sappiano rispondere.
Poi è vero, c’è un problema sanità, che si sta affrontando solo parzialmente, c’è anche un problema giustizia che si sta ignorando, ci sono pensionati che fanno fatica. Ma cosa c’entra questo con le amministrative? Questo riguarda le politiche del governo e del parlamento. Incalza su questi temi, ma non col ricatto “se no non vi voto la fiducia”, ma piuttosto proponi. Che l’ascolto c’è. Perché se io che non sono un parlamentare, sono riuscito ad ottenere modifiche nella riforma della scuola, in quella costituzionale, in quella della PA, ecc, puoi ancora di più riuscirci te che invece in parlamento ci sei.
Con questo è tutto, alla prossima!!!
