Ciao a tutti e bentornati sul mio sito, oggi vi propongo una riflessione sulle nuove tecnologie, sui social e tanti servizi che le usano. Sicuramente danno tanti vantaggi, ma penso che aumentino la solitudine.
Prima di cominciare, qualche news: sto perseguendo il mio percorso orientato a ricerca ed insegnamento. Ho ottenuto la certificazione inglese B2, aggiornato l’ECDL, e fino a fine Agosto sono professore di informatica ad Empoli.
Quest’anno sto vivendo una bella esperienza, seppur stancante. Ho conosciuto tante persone, tra colleghi docenti, ATA e studenti.
Dispiace che non potrò restare lì, il prossimo anno, dato che essendomi messo in GPS, confido di essere su Prato, ma spero di poter continuare ad aver almeno alcuni contatti e legami con alcune persone conosciute.
Nel mentre ho finito il mio terzo libro: sto ultimando la revisione e poi si passerà alla pubblicazione nelle prossime settimane.
Ma passiamo al focus dell’articolo.
Le tecnologie e la solitudine dell’uomo contemporaneo

Le nuove tecnologie stanno sempre più rivoluzionando la nostra vita, ma è tutto oro quello che luccica?
La mia impressione, vivendola da dentro, è che le nuove tecnologie, se da un lato ci consentono di stare in contatto con le persone anche quando sono lontane, dall’altra ci stiano atrofizzando le nostre capacità di relazioni sociali, rendendoci, consapevolmente o meno, più soli.
Pensiamo ai delivery: certamente sono un servizio comodo, ma invece di andare in un ristorante, magari ci isoliamo consumando un pasto in casa da soli.
Lo smart working: sicuramente per alcuni può essere più produttivo lavorare da casa. Però così non vediamo persone. Restiamo incollate davanti ad un PC per ore e si perde quello che è l’aspetto sociale. La pausa caffè e la pausa pranzo con i propri colleghi. Magari un aperitivo post lavoro. Aprirsi e parlare anche di altro sviluppando, magari, nuove amicizie.
Passiamo ai social: indubbiamente hanno risvolti positivi. Ci consentono di restare in contatto anche con persone lontane. Però l’abuso è dietro l’angolo.
Sulle app di incontri mi sono già espresso in questo articolo: https://giorgiomariotti.com/2020/07/02/la-fuffa-dei-siti-di-dating/
Nell’elenco manca Facebook dating, ma è la stessa solfa. Sarò io, ma non c’è verso rapportarsi con nessuno in queste app.
Poi tutta una serie di comportamenti correlati.
Quando si va ad un evento, sempre più gente passa il tempo con il proprio telefono che non con chi ha intorno.
Si pubblica su tik tok, Instagram o un altro social che siamo ad un evento, ma non ci si diverte davvero, spesso.
Le storie, poi, sono veramente l’anti-social. Perché si condivide ma anche no.
I dati ci dicono che i single sono in aumento (e io sono tra questi, ahimè) e penso che tutto ciò sia correlato.
Sempre di più, i giovanissimi, ma non solo, non vogliono la “normalità”. Non vogliono che ci si presenti, che gli si chieda “come stai”. Ma questo è l’abc per conoscersi.
Pensateci: chattiamo, chi più chi meno, con i social. Ma sempre meno di persona. Per molti risulta ormai più semplice esprimere un’emozione tramite schermo, magari con un’emoticon, che non quando incontriamo qualcuno.
Questo lo trovo molto triste.
Non so cosa si dovrebbe fare. Probabilmente stare di più con le persone, tanto per iniziare, e meno sulle tecnologie.
E voi cosa ne pensate?
