Ciao a tutti e bentornati, oggi parliamo della seconda ondata del Covid 19 e del fascino che ha da sempre l’Italia per fare le cose in emergenza.
Il fascino dell’Italia per l’emergenza
Come ben saprete, anche il nostro paese, come tutto il mondo, sta affrontando la seconda ondata del coronavirus noto come Covid 19.
A Febbraio-Marzo il nostro paese si è trovato sostanzialmente impreparato contro un nemico invisibile e sconosciuto che, nel giro di poco tempo, ci ha costretto al lockdown, ovvero allo stare in casa se non per urgenze e necessità come fare la spesa o andare in farmacia.
A partire da Maggio l’Italia ha vissuto, grazie alla riduzione dei contagi, una nuova normalità, fatta di mascherine, gel e sanificazione.
Si diceva che si sarebbero fatte determinate cose d’estate in modo tale da essere preparati in caso di seconda ondata che molti, tolti Zangrillo e i suoi amici, sapevano che sarebbe arrivata con il freddo.
Eppure ci troviamo oggi, a fine Ottobre, in una situazione per certi versi peggiore rispetto a Marzo e stiamo scivolando verso un nuovo lockdown.
Il piano pandemico per il Covid 19
Sia chiaro questo: le chiusure sono inevitabili.
Chi in questo momento parla di riaprire e che bisogna “conviverci”, non sa che il governo ha le mani legate.
L’OMS ha stabilito infatti delle linee generali da seguire che poi ogni stato ha tradotto in piani pandemici.
Nel nostro caso, l’ISS, il governo e gli enti locali, hanno stabilito un piano (poi ratificato anche dai consigli regionali) che prevede determinati scenari.
Con l’R0 (o Rt), cioè l’indice di contagio, a 1.5 si entra in una fase che per forse di cose prevede la chiusura di palestre, piscine, ecc. Anzi, a dirla tutta dovremmo già essere in lockdown. Il “semi” è una decisione politica, anche avventata, come si sta vedendo.
Non che gli altri stati sian messi meglio.
Tolti USA e Brasile che sono governati da dei dementi, e quelli sotto un regime, Francia, Belgio, Israele sono già in lockdown. Germania, Austria, Spagna, Regno Unito quasi.
Però è giusto farci delle domande: è stato fatto tutto quello che doveva essere fatto? Ovvero, sono state prese tutte le misure possibili per non farci trovare impreparati?
La risposta è No.
Il motivo è perché a noi italiani, a differenza dei tedeschi, ad esempio, piace rimandare e agire solo in emergenza, nella quale diamo il meglio di noi.
Cosa dovevamo fare
Le cose da fare erano le seguenti:
- E’ stato fatto un piano per raddoppiare i posti in terapia intensiva. Solo alcune regioni lo hanno fatto. Bisogna obbligare tutte a farlo. Adesso non saremmo stati in affanno;
- Sono stati messi dal governo 300 milioni per rafforzare il trasporto pubblico locale. Ne hanno usati solo 120 milioni e, di conseguenza, i mezzi pubblici sono diventati (insieme alle scuole), il principale vettore di contagio. Bisognava obbligare ad usarli e fare un accordo con i taxi per usarli come mezzi per il trasporto degli studenti;
- A partire da Maggio dovevamo fare un piano per la banda ultra larga e portare la fibra laddove non c’è, in modo tale da poter chiudere tranquillamente tutte le scuole ed usare la DAD senza problemi;
- Sempre per le scuole, bisognava assumere personale ATA per le sanificazioni;
- Durante la prima ondata erano stati assunti diversi medici e infermieri. Le regioni hanno pensato bene di non rinnovargli il contratto. Risultato? Ora ci siamo trovati costretti a fare altri bandi, con il rischio che la gente che si era candidata la volta scorsa ci mandi serenamente a quel paese;
- Ci ostiniamo stupidamente a non volere il MES, che ci permetterebbe il più grande investimento in sanità pubblica che si sia mai visto;
- Si doveva fare un accordo con federalberghi in modo da usare stanze per isolare i positivi asintomatici, o almeno una parte degli stessi;
- I bandi per i tracciatori son stati fatti solo ora, quando si dovevano fare in estate;
- Non si doveva riaprire le spiagge e si doveva dire che quest’anno le vacanze si dovevano saltare;
- I confini verso gli altri paesi non dovevano essere aperti, se non per motivi emergenziali e lavorativi.
Fare tutto questo avrebbe evitato un nuovo lockdown? Forse no, ma ci saremmo arrivati più tardi e meglio, e saremmo in grado di gestire tutto meglio.
Perché?
Perché, ad esempio, si ha paura a chiudere le scuole perché si sa che ci sono zone del paese dove non arriva bene la connessione internet. E allora invece di impuntarsi come un mulo come sta facendo il ministro Azzolina, non era meglio portare la fibra a casa delle persone?
Ma noi italiani siamo così. La nostra storia è questo. Improvvisiamo, gestiamo l’emergenza e ci rialziamo.
E non ho dubbi che anche stavolta sarà così.

