Buona Festa della Repubblica a tutti! Finalmente abbiamo un governo, guidato dal Prof. Conte, con Di Maio e Salvini. Vediamo chi ne fa parte e cosa c’è da aspettarsi, a mio avviso.
Premessa
Innanzitutto devo ammettere che i due leader di M5S e Lega si sono dimostrati più scaltri di quello che pensassi.
Sulla tempistica che dire, ve lo avevo detto.
C’è voluto un pelino di più rispetto a 5 anni fa, ma era prevedibile.
Questo perché non siamo più nella prima Repubblica ed entrambe le forze politiche hanno avuto bisogno di tempo.
Da un lato M5S doveva spiegare il perché non poteva governare da solo e perché non poteva farlo con il PD, ma solo con la Lega.
Dall’altro la Lega aveva bisogno di tempo e del contesto per poter rompere col resto della coalizione di centrodestra.
La nascita del Governo Conte
Ma la cosa particolare è come si è arrivati a questo governo.
Ed il regista, il vincitore vero di questa trattativa è il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Infatti, dopo aver fatto vedere che non si poteva formare un governo né tra cdx e M5S, né tra PD e M5S, ha detto di voler proporre un governo tecnico neutrale.
Il primo tentativo
Questo ha spaventato Lega e M5S che pertanto hanno deciso di collaborare insieme per provare a fare un governo politico.
Chi conosce un minimo la costituzione, SA che ci sono delle regole, delle prerogative del Presidente della Repubblica.
Ecco, su questo Lega ed M5S hanno forzato la mano, volendo imporre, non solo un programma, ma anche un premier, ed un’intera squadra di governo.
Mattarella ha accettato tutto, tranne che un nome, quello proposto per il ministero dell’economia e quindi ha fatto saltare il banco.
Non solo, il Presidente ha subito convocato l’economista Cottarelli, chiedendogli di formare un governo tecnico.
Il ruolo di Mattarella
La decisione di Mattarella aveva provocato delle reazioni.
Di Maio e la Meloni volevano chiedere l’impeachment.
Salvini no.
Allora, Mattarella ha applicato la costituzione: l’Italia deve rispettare i trattati internazionali e mettere all’economia uno che aveva detto di non volerlo fare, non sarebbe stato opportuno.
Perché la nostra appartenenza all’UE e all’euro questo sono, trattati internazionali.
Magari molti di voi non se ne sono accorti, impegnati ad infangare in modo ignorante il capo dello stato, ma era in atto una partita a poker tra Di Maio e Salvini.
Il braccio di ferro tra Di Maio e Salvini
Perché la domanda non era il motivo per il no a Savona, ma perché Salvini aveva detto di no a Giorgetti nello stesso ruolo.
La risposta che non vi diranno è che la Lega voleva far saltare il banco e tornare alle urne.
Infatti Savona era un pretesto…alle urne Salvini avrebbe preso il 25-30%, avendo un altro potere contrattuale o con i grillini o nel centrodestra.
Di Maio piano piano ha iniziato a capire che la Lega lo stava fregando e che il M5S si sarebbe ritrovato con un pugno di mosche.
Perciò ha chiesto umilmente scusa a Mattarella ed ha furbescamente proposto di lasciare Savona, spostandolo al ministero degli Affari europei.
In questo modo, se Salvini avesse rifiutato, si sarebbe addossato tutta la colpa per il ritorno alle urne e avrebbe pagato elettoralmente il prezzo.
In tutto questo il capo dello stato ha ottenuto non due, ma tre piccioni con una fava, imponendo di fatto i suoi nomi agli esteri e all’economia, ristabilendo le prerogative costituzionali, e stabilizzando i mercati.
Chapeau!
Il Governo Conte
Ma passiamo a vedere la composizione del governo.
Il Presidente del Consiglio è il Prof. Avv. Giuseppe Conte che insegna all’Unifi e alla Luiss di Roma.
La curiosità è che Lega e M5S per anni hanno raccontato la zolfa che il premier deve essere eletto e non un tecnico ed alla fine hanno messo un tecnico non eletto.
Prima di avvicinarsi al M5S, era vicino al PD, più precisamente all’ala “renziana” ed al duo Renzi-Boschi.
Negli scorsi giorni, si è scoperto che il suo curriculum è un po’ pasticciato, ma direi che negli anni abbiamo avuto di peggio.
Poi abbiamo due vicepresidenti del consiglio:
- Luigi Di Maio, che è anche Ministro del lavoro, della previdenza sociale e dello sviluppo economico;
- Matteo Salvini, che è anche Ministro dell’interno.
Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio è il braccio destro di Salvini, Giancarlo Giorgetti.
Giorgetti è un leghista di lungo corso che 5 anni fa fu nominato da Napolitano nella Commissione dei saggi.
E’ sicuramente persona moderata e preparata.
Ministri con portafoglio
All’economia abbiamo Giovanni Tria, economista e docente critico nei confronti dell’euro e dell’UE, ma che di sicuro non è antieuropa.
Agli esteri, un altro tecnico, Moavero Milanesi che già ha lavorato bene con Monti e Letta.
Il ministro di grazia e giustizia è Alfonso Bonafede del M5S, un tempo voce critica interna, ora uno dei fedelissimi di Di Maio.
Soprattutto negli ultimi temi, è quello che si occupa di smussare e sminuire le spaccature all’interno del movimento.
Curiosità: nel 2009 è stato candidato sindaco di Firenze contro Renzi ed ha raccattato un misero 2%.
Alla difesa continua la tradizione femminile (inaugurata con la Pinotti), con Elisabetta Trenta (M5S), docente universitaria che è stata in servizio in Iraq e Libano.
Si tratta di uno di quei tecnici che Di Maio aveva scelto come papabili per un governo.
Alle politiche agricole Gian Marco Centinaio, finora capogruppo dei senatori della Lega, uno dei fedelissimi di Salvini.
Alle infrastrutture e trasporti il capogruppo dei senatori pentastellati, Danilo Toninelli, quello che in questi anni si è fatto conoscere come il responsabile delle riforme del movimento.
Al ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Marco Bussetti, tecnico in area Lega.
Laureato scienze motorie, è docente universitario.
Ai beni culturali e al turismo, Alberto Bonisoli, bocconiano, uno dei tecnici scelti da Di Maio come papabili per un governo.
Curiosità: alle elezioni era candidato nel collegio di Milano contro Tabacci ed era rimasto fuori.
Alla salute la capogruppo grillina dei deputati, Giulia Grillo, contro l’obbligo vaccinale, ma a favore dei vaccini.
All’ambiente e ai mari abbiamo il Generale Sergio Costa, uno dei tecnici di Di Maio.
Ha avuto un ruolo di primo piano nella lotta contro lo smaltimento illegale di rifiuti tossici nella terra dei fuochi.
Ministri senza portafoglio
Poi ci sono alcuni ministri senza portafoglio.
Alle Politiche comunitarie il Prof. Paolo Savona, antieuro e che ha già fatto il ministro con Ciampi.
Ai rapporti col parlamento e alla democrazia diretta il vice di Di Maio, Riccardo Fraccaro.
Alla PA Giulia Bongiorno, neo leghista.
Politica di lungo corso con Berlusconi e Fini, si è fatta conoscere come avvocato di Andreotti e per le sue battaglie per le donne.
Agli Affari regionali la leghista Erika Stefani, avvocato.
Dovrà gestire le richieste di autonomia di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.
Al Sud Barbara Lezzi, in questi 5 anni tra i membri del M5S più in vista, ma ha rischiato di essere espulsa per la vicenza rimborsopoli.
Al ministero della famiglia e delle disabilità, il leghista Lorenzo Fontana, contro le unioni civili.
Cosa c’è da aspettarsi?
Cosa c’è da aspettarsi?
A differenza di altri che già allarmano, io voglio vedere cosa combinano.
Ma annoto dei fatti.
Su 18 ministri solo 5 donne, un po’ pochino. E ad oggi nessuno ha la delega alle pari opportunità.
Pure la delega allo sport è sparita.
Qualcuno ha scritto che “metà sono fascisti e metà incapaci”.
Non sono d’accordo.
In realtà le persone capaci in questo governo sono diverse, poi bisogna vedere cosa faranno.
Ci sono ministri che mi rassicurano, come Milanesi, altri che mi preoccupano, come Di Maio e Lezzi.
MI preoccupa anche la dicitura “per la democrazia diretta” nel ruolo di Fraccaro.
Cosa vuol dire?
Io spero non vogliano modificare il sistema elettorale, mettendo tutto elettronico, magari gestito dalla Casaleggio, in modo da poter pilotare i risultati come vogliono.
Lo scopriremo.
Con questo è tutto, alla prossima!

(ANSA/ALESSANDRO DI MEO)
