Buona Domenica e bentornati, oggi voglio parlarvi dell’inchiesta che riguarda l’AC Prato, con un occhio più generale allo sport pratese pieno di talenti che non riusciamo a preservare.
L’inchiesta sull’AC Prato
In questi giorni siamo sulla bocca di tutti, a livello nazionale. Infatti è da Prato che è partita l’ennesima inchiesta sul calcio.
Diverse squadra sono indagate. In primi l’AC Prato, squadra della mia città, che milita da tempo immemore nella Lega Pro (e prima alternava C-1 e C-2).
Le accuse sono varie e molto gravi, da presunte combine per salvarsi, al traffico di extra-comunitari con documenti falsi per fingere che non lo fossero, in modo da aggirare le regole FIFA e UEFA.
Il presidente e AD Paolo Toccafondi è stato arrestato con misura cautelare.
Per maggiori dettagli:
Anche se la società e alcuni media cercano di smorzare, in realtà rischiamo non poco. Qua si rischia come minimo la retrocessione, una multa salatissima e probabilmente qualcosa di più.
Non voglio essere pessimista, ma realista: qua si rischia di perdere l’AC Prato.
Per l’AC Prato abbiamo perso molte eccellenze
Sappiamo come in tutta Italia nello sport si investa male e che di tutte le risorse la maggior parte, per vari motivi, vengano messe nel calcio.
Tuttavia, generalmente nelle città in cui ci sono eccellenze, si fa di tutto per preservarle. Se c’è una squadra fortissima di rugby, per esempio, e la squadra di calcio milita in un campionato minore, invece che fare un investimento nello stadio di calcio, se ne fa uno sul rugby.
Per vedere questo non c’è bisogno di andare in grandi città come Milano, Roma, Torino.
Basta andare a Padova, dove hanno investito pesantemente nello sport, creando un centro incredibile. Ma attenzione: l’eccellenza che è salvaguardata lì è la squadra di pallanuoto femminile, che anche quest’anno ha vinto campionato e coppa Italia ed ha sfiorato la Final Four di Champions League.
Ne parlavo qui:
http://giorgiomariotti.altervista.org/blog/viaggio-padova-news/
Qua a Prato, invece per decenni, la concentrazione, anche in termini di impiantistica è stata direzionata sempre in misura predominante solo sul calcio, senza avere alcuna eccellenza.
Infatti, l’AC Prato nella sua storia non ha mai nemmeno raggiunto la serie A e solo una volta la serie B.
Negli ultimi decenni abbiamo avuto a Prato diverse eccellenze in vari sport e non le abbiamo sapute preservare.
Penso al basket femminile, che era in A1, costretta a giocare fuori Prato perché l’impianto più grande che abbiamo, quello di via Toscanini, non permette quei livelli. Adesso sono in serie B.
Come dimenticare la Prato di pallamano sul tetto d’Italia con Zaim Kobilica. In questo caso un impianto, pur senza, ad esempio, l’aria condizionata, è stato fatto (l’Estraforum). Probabilmente in ritardo, visto che poi l’eccellenza l’abbiamo persa.
Il Calcio a 5, che ora è ritornato in A2.
I Cavalieri di rugby, su cui tutti hanno mangiato.
La Prato Waterpolo, sparita. Ancora la copertura all’impianto di via Roma (piscina Colzi-Martini) non è stata fatta.
Per decenni l’atletica ha dovuto aspettare per la sua pista, ed il velodromo annesso per i ciclisti.
Poi la ginnastica. Abbiamo una grandissima società come l’Etruria, grandi atleti come Chechi e Pagnini. Eppure, la candidatura per un grande evento internazionale è stata rinviata più volte.
In compenso, in questi anni se c’era da fare un intervento, un investimento pubblico sull’AC Prato, nonostante non fosse un’eccellenza, veniva fatto. Non c’era il “vediamo”, “ci proviamo”, “ci vogliono i tempi tecnici”. Si andava avanti spediti.
Curva nuova? Fatta. Rifare la tribuna? Fatto. Addirittura c’era un assurdo progetto per mettere in estate il sintetico.
Attenzione. Non sto dicendo che qualcosa non sia stato fatto anche per gli altri sport o altre eccellenze. Sto dicendo che tuttavia, l’attenzione è sempre stata concentrata sul calcio, senza avere un’eccellenza nel settore. E questo ha portato a perdere delle eccellenze. A volte per colpa loro, ma altre volte, l’aver avuto un impianto degno e un’attenzione avrebbe aiutato.
Io non so come andrà a finire. Ma la vedo buia.
Potrebbe esserci però qualcosa di positivo: questo potrebbe portare, o almeno lo spero, il comune a spostare la sua attenzione su necessità di altri sport, per favorire l’emergere di nuove eccellenze, da preservare.
Un primo investimento lo farei sulle piscine. Non solo la copertura della Piscina Colzi-Martini, ma una sistematina a tutte le piscine comunali. Con l’ambizione di arrivare a candidare Prato ad ospitare un europeo o un mondiale di nuoto. Impossibile? No, già successo, nel 2000. Allora non si ebbe il coraggio di fare la copertura. Adesso invece sarebbe la copertura a dare il là alla candidatura.
Con questo è tutto, alla prossima!

