Ciao a tutti e bentornati, oggi voglio parlare dell’argomento pratese caldo di questi giorni, ovvero la nuova associazione politica “Garnier per Prato” fondata dalla consigliera comunale Marilena Garnier.
In questi giorni infatti, la consigliera comunale d’opposizione (anche se lei preferisce indipendente) Marilena Garnier ha lanciato la sua nuova associazione, insieme ad altre 20 persone, che prelude alla nascita di una lista civica nel 2019. Il progetto è stato presentato ieri sera all’Art Hotel di Prato, alla presenza di circa 400 persone, come potete leggere nel seguente articolo:
Sicuramente una buona partenza, anche se farebbe un errore se considerasse tutti i presenti come voti acquisiti.
Ma vediamo chi è Marilena Garnier, per capire se è veramente ciò di cui ha bisogno Prato.
L’ascesa di Marilena Garnier
Lavora nell’agenzia delle entrate ed è sposata con un finanziere. Nel 2014 viene candidata all’ultimo nella lista civica “Con Matteo Biffoni per Prato”, a sostegno quindi dell’attuale sindaco e risulta eletta.
Quello che però in pochi sanno è che anche io sono stato in lizza per essere candidato, ma alla fine fu preferito, insieme a Rosanna Sciumbata, di candidare lei.
No problem, ovviamente, ho dato una mano lo stesso alla lista e ad alcuni candidati. Tuttavia, mentre in campagna elettorale ho incontrato molti dei candidati, non ho mai visto né lei né la Sciumbata. E non sono il solo. Perciò fummo in tanti stupiti di vedere i nomi delle 2 elette.
Questo vuol dire che la sua forza l’ha presa grazie al suo lavoro, che la rende molto influente. Similmente la Sciumbata, oltre ad essere nel PD, l’essere un medico l’ha sicuramente aiutata.
Subito dopo le elezioni, sia da parte di Matteo, che da parte nostra, è emersa la necessità di non perdere tutto quel bacino di competenze e di esperienze riunite nella lista civica e quindi abbiamo deciso con Roberto Pagliocca, di fondare un’associazione culturale, il “Centro Studi Prato 2.0”.
Fin da subito abbiamo cercato di coinvolgere tutti coloro che erano candidati, a partire quindi dalle 2 elette.
Rosanna Sciumbata non ha voluto e “de facto” è diventata la consigliera aggiunta del PD.
Marilena Garnier inizialmente non voleva, poi si è convinta.
Sapete qual’è il problema? E’ che dopo poco, senza dire nulla a nessuno, ha presentato un esposto alla magistratura contro la giunta ed il sindaco che invece doveva sostenere.
Di conseguenza, forse ha capito solo dopo l’errore, è stata espulsa dalla coalizione di maggioranza, ritrovandosi all’opposizione. E di conseguenza si è dimessa dal Centro Studi.
Vedete il problema? Si è comportata in modo non corretto.
Io, da esterno ai partiti, posso capire la difficoltà di Marilena di uniformarsi politicamente a decisioni in cui non era d’accordo. Ma se ti trovi in una coalizione, è giusto anche avere dubbi, ma se non sei d’accordo su qualcosa, e vuoi votare contro, prima lo concordi col tuo capogruppo. Ma soprattutto, non fai esposti alla magistratura…perché quella vuol dire mancanza di fiducia. E sicuramente dopo avrebbe dovuto dimettersi, invece che restare in consiglio.
Ad ogni modo, dopo si è comportata in modo coerente e da fondatore e dirigente del Centro studi, ho apprezzato che abbia lasciato l’associazione, invece che restarci come altri che sono molto critici, anche ostili nei confronti della giunta, ma perdurano.
Ai critici di Biffoni, il progetto di Garnier può risultare appetibile?
Ora però, prima di vedere che appeal politico avrà – manca ancora una valanga di tempo per questo – io trovo lecito porre delle domande:
- Se Marilena Garnier si candiderà sindaco, nel caso venisse eletta, come si comporterà con consiglieri eletti della sua lista che si dovessero comportare nei suoi confronti in modo analogo a come lei si è comportata nei confronti di Biffoni e della sua giunta? In altri termini: ai consiglieri sarà data totale libera scelta di comportarsi come vogliono senza conseguenze?
- Per le comunali del 2019 farà una vera campagna elettorale sul territorio o resterà un po’ dietro le quinte sicura di fare un buon risultato?
- Ha detto che la sua associazione è aperta a tutti. Bello, giusto. Ma come pensa di gestire le diversità di visioni? Lo dico per esperienza, perché anche nel Centro Studi è l’argomento più spinoso…
In conclusione, sulla base del passato, tutto si può riassumere con un quesito: davvero, per uno che non è convinto dell’operato della giunta Biffoni, Marilena Garnier e il suo progetto rappresentano una visione credibile, qualcosa su cui puntare?
Solo il tempo, credo, potrà rispondere a questi quesiti. Con questo è tutto, alla prossima!

