Ciao a tutti e bentornati, oggi per capire meglio cosa sta succedendo in America, pubblico un’intervista esclusiva ad un big del Partito Democratico USA, l’ex Presidente, Frank Underwood.
Dunque Presidente Frank Underwood, cominciamo da ciò che sta succedendo a livello nazionale. Lei si aspettava una vittoria di Donald Trump?
Andiamo con ordine. Trump è un abile comunicatore, si è presentato agli elettori mostrando da un lato il suo autentico aspetto radicale, dall’altro però si è proposto in modo falsato come rottura del sistema, lui che invece ne è invischiato fino al collo. Non ha vinto Trump. Abbiamo perso noi. E con noi intendo anche il Partito Repubblicano. Entrambi i partiti hanno permesso a persone non iscritte di candidarsi alle primarie, una cosa mai vista. Un errore gravissimo. E questo ha portato ad una serie di errori consequenziali che ci hanno portato alla situazione attuale. Sì, io mi aspettavo la vittoria di Trump, nel momento esatto in cui si è presentata chiaramente la sfida delle primarie di entrambi i partiti. Non c’era nessuno in grado di arginarlo. O lei pensava sul serio che Hillary avesse qualche possibilità?
Però, una parte del Partito Repubblicano ha votato per Hillary.
Sì, ma una parte dell’establishment. Non del popolo. Senza contare quei milioni di persone che avevano votato per noi e che stavolta sono rimasti a casa. I voti di una parte dell’establishment repubblicano ce li avevo anch’io, lo sa questo, vero?
Certo. Però bisogna dire che come atteggiamento pratico Trump e lei un po’ vi assomigliate. Cosa ne pensa dei suoi primi atti?
Beh, l’idea di costruire un muro col Messico e pensare che saranno loro a pagarlo o a rimborsarci, è geniale. Solo un genio del male potrebbe pensare seriamente una cosa del genere. Comunque sono tutte cose che ci si aspettava. L’idea che potesse dare più potere alle persone, solo gli stupidi che lo hanno votato potevano pensarlo.
Prima ha accennato alle proteste anti-Trump di questi giorni. Cosa ne pensa?
Penso che non abbiano alcun senso. Anche perché molti non lo hanno votato. Cosa hanno da lamentarsi? Chi non vota è feccia. Chi poi protesta è anche peggio.
Possiamo dirlo che ce ne vuole a passare da Obama, primo presidente nero degli USA, uno dei più grandi di sempre, ad uno come Trump?
Certo. Diciamo che ci avete contagiato voi italiani.
Passiamo al PD USA. Obama lascia un grande vuoto. Lei ha criticato aspramente la dirigenza del suo partito per avere impedito la sua candidatura. E’ convinto che avrebbe battuto Trump? Cosa rimprovera ad Hillary?
Sono sicurissimo che avrei battuto Trump. Sono convinto che solo due tipi di figure avrebbero battuto il tycoon. Una è la mia, una persona pragmatica ed in grado di rispondere colpo sul colpo senza scrupoli alle provocazioni di Trump. L’altra è una figura nuova e carismatica, come era Obama. Hillary non ha mai avuto alcuna possibilità. Già nel 2008 la sua figura era risultata troppo poco innovativa e vecchia, figuriamoci oggi. Ha sbagliato a candidarsi.
Chi vede come prossimo leader del suo partito?
Michelle. Ma non è detto che io non faccia qualcosa.
Cosa?
Le strategie politiche non si dicono, si attuano.
Ovviamente questa intervista è opera di fantasia, come spero abbiate capito, ma si tratta di uno stratagemma che ho usato per parlare di quanto successo negli USA, a fare una riflessione. Nell’attesa della prossima stagione di House of cards e di vedere in azione le prossime mosse di Frank Underwood, spero vi piaccia!
Con questo è tutto, alla prossima!

