Mediostar Waterpolo Prato Interviews Project: Intervista alle sorelle Tabani
Le ragazze sono da poco tornate dalla Final Six di Messina, e ci diamo appuntamento alla piscina di via Roma.
Arrivo un po’ in anticipo e le aspetto: E’ il momento in cui vengono allenate le bambine ed Elena e Chiara fanno anche questo, perché le campionesse devono trasmettere la propria esperienza alla prossima generazione.
Elena Tabani, classe ’89, e sua sorella Chiara, classe ’94, sono rispettivamente il 2° portiere ed il capitano nonché difensore, della Mediostar Waterpolo Prato, unica squadra della Toscana in serie A1 di pallanuoto femminile e che quest’anno ha raggiunto il 5° posto in campionato e il 4° posto in coppa Italia.
Chiara Tabani ha inoltre vinto con la nazionale il bronzo ai mondiali di Kazan 2015 e quello agli europei di Belgrado 2016, e, molto probabilmente, andrà col setterosa a Rio per partecipare alle olimpiadi.
Non sono solo pratesi, ma addirittura san paolesi doc…come ho detto loro, sono le mie incredibili campionesse di quartiere.
Arrivano ed incominciamo l’intervista:
– Avete iniziato insieme a fare pallanuoto o una ha portato l’altra a farla?
Chiara: Io ho iniziato dopo di lei.
Elena: Sì (rivolta a Chiara-nda), hai iniziato un paio di anni dopo di me.
Chiara: 3 anni dopo. Perché io odiavo la pallanuoto.
Elena: Io gli dicevo di provare, poi anche un genitore di una ragazza che giocava con me, vedendo il fisico che aveva da piccola, gli ha detto di provare.
Chiara: Insomma, ho iniziato perché loro mi stressavano. Ho provato e dopo un mese ho smesso.
Elena: Perché non gli piaceva e l’allenatore, Ronny, che allenava le bambine, diceva che i movimenti a lei gli venivano già naturali, però lei addirittura voleva fare pattinaggio sul ghiaccio, pensa te.
Chiara: O il sincro. Poi dopo un mese ho riniziato e da allora non ho più smesso.
Elena: Sì, da lì è iniziata la passione anche per lei, oltre che per me.
– E a te Elena come è nata questa passione?
Elena: Mi è sempre piaciuto giocare a pallanuoto. Volevo iniziare quando avevo 13-14 anni, perché feci un torneino, però i miei non mi mandarono perché avendo orari in cui non mi poteva portare nessuno, non volevano che andassi da sola, e quindi saltò il sogno. Poi a 17-18 anni tornai a vedere una partita di pallanuoto e da lì mi tornò la voglia, perché c’era l’allenatore Giacomo Grassi che mi aveva insegnato a nuotare e che mi aveva sempre detto di andare a fare pallanuoto. Da lì mi riprese la voglia e riprovai e, alla fine, è andata bene.
– Fate un bilancio di questa stagione
Chiara: Si poteva fare meglio. L’obbiettivo era raggiungere la Final Six e ci siamo riuscite, però non era il 5° posto il nostro obbiettivo. Durante l’anno ci sono stati alti e bassi durante le partite e si sono visti in un momento importante. Quindi sì, sono soddisfatta della squadra, ma non del risultato e non siamo “fiorite”, come dice lei. Dice sempre che questa era una squadra che doveva fiorire, sbocciare, ma alla fine c’è mancato qualcosa.
Elena: C’è stato quel qualcosa che non è andato.
Chiara: Sì, e quindi non siamo abbastanza soddisfatte per il risultato finale.
– Quanto vi allenate alla settimana e quante ore al giorno?
Chiara: Tutti i giorni doppio allenamento tranne Venerdì che facciamo solo 2 ore la sera. Però in genere facciamo sempre 2 ore la sera d’acqua e la mattina o palestra o acqua quindi 4-4.5 ore al giorno, quando c’è doppio.
– Cosa fate oltre la pallanuoto?
Chiara: Io sono ferma quest’anno, perché con la nazionale e tutto il resto, ho preferito dedicare un anno solo allo sport. Alleno un po’ le bambine e faccio lezioni private di spagnolo perché voglio imparare le lingue. Le volevo fare anche d’inglese, ma purtroppo non ho avuto tempo.
Elena: Io do una mano ai miei zii nel loro studio. E poi dovrei laurearmi in Storia e tutela dei beni artistici che è la magistrale di Storia e teoria del restauro, però ora mi sono fermata in questi due mesi perché ho puntato totalmente su questa squadra, quindi adesso riparto, perché mi manca solo la tesi.
– Elena, in che periodo pensi di laurearti?
Elena: Penso Aprile, perché è una tesi di ricerca che devo andare anche a Roma.
– Della serie minimo 6 mesi come per me?
Elena: Esatto, speravo Dicembre, però sarà Aprile. Poi non si sa mai, vediamo.
– Elena, hai fatto il Livi (liceo scientifico di Prato) come me. Da poco è venuta meno l’ex preside Maria Assunta Guadagni, hai un ricordo particolare legato alla sua figura?
Elena: Ho un ricordo buffo. Ero in 4a superiore, stava finendo la scuola, e c’era una mia compagna di classe che lanciava le uova e prese la preside. E mi ricordo che si arrabbiò tantissimo. Aveva un uovo sparso sulla gonna ed era infuriata nera.
– Situazione sentimentale: Single o fidanzate?
Elena: Felicemente single.
Chiara: Sono fidanzata con un ragazzo che sta in Spagna, però è di Prato, è là a studiare Odontoiatria ed è due anni che ci frequentiamo.
– Chiara, parliamo di nazionale, andrai a Rio, insieme ad altri 3 pratesi (Stefano Tempesti, Marta Pagnini, Marco Innocenti), come ci si sente a rappresentare non solo uno stato, ma una città?
Chiara: Intanto speriamo di andare a Rio, perché finché non escono le convocazioni io devo lavorare per andarci. Se tutto dovesse andare bene, sarebbe una cosa fantastica, finché non ci arrivo è indescrivibile la cosa che potrebbe essere e potrei provare. Rappresentare l’Italia è un onore, la regione ancora di più perché siamo pochi, la città è una cosa più personale e ne sono felice.
Pensa te San Paolo allora! Ok, usiamo il condizionale, Elena, cosa si prova ad avere una sorella che potrebbe andare alle olimpiadi?
Elena: Visto che io l’ho un po’ portata in questo sport, è come se alle olimpiadi lei fosse il prolungamento del mio braccio. E’ come se andassi anch’io (sempre “se” le ricorda Chiara-nda). Io già mi sento arrivata nel mio sport perché sono in A1, sono il 2° portiere di Elena Gigli, quindi penso più di così non avrei potuto fare, con lei è la ciliegina sulla torta, è quel diamante che ognuno custodisce nel proprio cuore, quindi sarebbe veramente come se andassi anch’io, mi verrebbero i brividi anche a me.
– Mettiamo che un giorno l’UE decida di andare a mondiali/olimpiadi con un’unica squadra, come vedreste la cosa?
Elena: L’Europa è Europa, tutti ne facciamo parte e siamo uniti sotto molti aspetti, però racchiudere l’Europa in una sola squadra forse sarebbe una cosa limitante. Perché va preso il meglio di tutta l’Europa e quindi tante squadre che la formano.
Chiara: Io la penso come lei.
Elena: Perché siamo speciali tutti e dobbiamo essere valorizzati. Tante piccole squadre che ne formano una.
– Lanciate un piccolo appello ai pratesi affinché vi seguano
Chiara: Siamo l’unica squadra in A1 a Prato, una squadra di ragazze che stanno bene insieme, si divertono e ora abbiamo anche un reality su Sky (Dal 30 Maggio alle 18:30 Water stars all’interno del programma Icarus 2.0, su Sky sport 2-nda), una cosa bella da rendere pubblica il più possibile, più lo vedono e meglio è, per vedere anche come ci alleniamo, quanto fatichiamo, gli orari, come ci divertiamo e come ci diamo forza.
Elena: La passione che ci unisce.
Chiara: E comunque è uno sport che deve essere più valorizzato e non lo è.
Elena: Ormai si considera solo il calcio in Italia e poco più. Però è un peccato, perché chi si appassiona a questo sport…
Chiara: C’è un nostro amico gelataio, che lavora Al bacio…
Magazzini?
Chiara: Sì, lui ci segue da un annetto e si è affezionato. Basta viverla, vederla.
Elena: Vedere quanto impegno c’è dietro. E’ uno sport che arricchisce.
Chiara: Poi gli sport di squadra sono i migliori, secondo me.
Elena: Sì, è vero.
– Chiara, una promessa, qualora dovessi andare a Rio e qualora dovesse andare come speriamo, facciamo un’altra intervista?
Chiara: Molto volentieri!
Elena: Ci vediamo presto!
A questo punto saluto le ragazze, dopo aver rinnovato ad Elena (Chiara non potrà venire per ovvi motivi di nazionale) l’invito a lei e tutta la Mediostar Waterpolo Prato per la cena Pro Dynamo camp che faremo al circolo ARCI Borgonuovo il 18 Giugno (e di cui sto preparando il volantino!), che sarà un modo sia per lanciare un bel messaggio sociale, sia per fare due chiacchiere col sindaco, sia per festeggiare insieme la fine di questa stagione per queste ragazze.


