Buona Festa dei lavoratori, oggi parliamo di Giuseppe Conte, il Presidente del Consiglio che ci sta salvando dal coronavirus e pure è sempre più solo, circondato da avvoltoi.
La solitudine di Giuseppe Conte
Stiamo vivendo una situazione senza precedenti.
Potremmo stare giorni a discutere sulla gestione dell’emergenza dovuta al Covid-19 senza uscirne.
Credo che ci siano stati errori, a tutti i livelli, ma è un tema che va affrontato dopo.
Quello che tuttavia penso è che il governo Conte si sia mosso bene. Non in modo perfetto, ma giusto.
Cosa sono i DPCM e che poteri ha il premier?
Qualcuno ha sollevato dubbi di costituzionalità sui dpcm. C’è chi dice che Conte vuole i pieni poteri o chi dice c’è un dittatore.
Ecco, consiglierei a queste persone di studiare un po’.
I Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DPCM) sono nell’alveo costituzionale e si tratta di misure prese nell’interesse nazionale in caso di minacce alla sicurezza pubblica come ad esempio una guerra o un’epidemia. E siamo decisamente in uno di questi casi.
Infatti, se ci fate caso, i dpcm sono stati presi solo per stabilire le regole emergenziali.
Altre cose, altrettanto importanti, come le misure economiche o il regolamento per l’app di tracciamento, vengono formulate sotto forma di decreti legge o disegni di legge, che hanno un iter più lento, che vede indubbiamente più centrale il parlamento.
Ma altra cosa importante: Conte può essere sfiduciato dal parlamento in ogni momento e non può chiuderlo, né fare altro.
Dove sarebbero i pieni poteri? Non può nemmeno cambiare un ministro!
Molto diverso da quanto sta succedendo in Ungheria dove Orban ha sfruttato l’emergenza per diventare veramente un dittatore, controllando tutto e potendo fare quello che gli pare.
Le regioni. Sono sempre le regioni
La verità è che i veri problemi sono arrivati dai territori.
Si è manifestato pienamente quanto sia sbagliato, fragile e farraginoso il rapporto di poteri tra stato e regioni.
Se avesse vinto il Sì nel 2016, le cose sarebbero andate meglio.
Si può definire stato un paese dove un territorio può fare quello che gli pare? A mio avviso no!
Riaprire sì, oppure no?
Torniamo però al focus. Penso che Conte abbia gestito bene la Fase 1 e mi ritrovo nell’approccio prudenziale per la Fase 2.
Comprendo le difficoltà di alcuni settori. Ma la richiesta, a mio avviso, non può essere quella di riaprire adesso.
Semmai quella di avere più scudi, sospensione delle bollette e delle tasse, più cassa integrazione e così via.
Quello che ripeto e che dirò fino allo sfinimento è che, fino a che non avremo un vaccino o una cura, non sarà possibile un ritorno alla normalità.
E’ chiaro che ci sono e ci saranno enormi problemi economici.
Ma cosa pensavate? Che si potesse subito ritornare a riaprire tutti insieme dal 4 Maggio?
Vi spiego una cosa easy, forse più difficile da capire per chi non si trova al Nord:
In Italia abbiamo 5000 posti in terapia intensiva. Nelle scorse settimane, pur avendo chiuso tutto, siamo arrivati a 4000 malati intubati.
Solo ora stiamo scendendo e siamo a 2000.
Se riaprissimo tutto, di colpo, porteremmo in breve tempo il sistema sanitario al collasso.
Ma non si può riaprire tutto con distanze e mascherine?
NO! Ci abbiamo provato in Lombardia, non è servito!
Vanno fatte le cose gradualmente e non si può comunque riaprire tutto.
Ma non si può differenziare in base alla regione?
E riborda! E’ stato il problema iniziale!
Si può differenziare, per carità, ma fino ad un certo punto ed in base a determinati parametri.
Easy: se un lombardo di origine napoletana, se ne torna a Napoli perché ha la residenza giù ed è asintomatico a sua insaputa, e lì vengono riaperti i ristoranti, tempo 0 si genera un focolaio.
Chiaro così?
Perciò le aperture devono essere graduali, con determinate regole e tenendo sotto controllo la curva epidemiologica.
Tradotto: se tra il 4 ed il 18 Maggio la curva tornasse a salire (cosa probabile), in modo prepotente, chi dovrebbe aprire il 18 Maggio, non riaprirebbe ed anzi, ci sarebbero nuovi restringimenti. Sperabilmente su base territoriale, ma non è detto. Qualora invece la curva dovesse, sperabilmente, flettere, ci potrebbero essere addirittura delle riaperture anticipate.
Non mi pare difficile da capire.
Quello che possiamo dire con assoluta certezza fino a che non ci sarà un vaccino o una cura:
- scordatevi di poter tornare a fare le tavolate al ristorante;
- scordatevi di andare ad un concerto;
- scordatevi di poter andare a ballare in massa in una discoteca;
- cinema, teatri e palestre, se riapriranno, lo faranno a regimi molto ridotti;
- no a convegni o manifestazioni se non a ranghi ridotti.
Il piano del governo è articolato, complesso, prudenziale, ma coraggioso, ed in linea con quanto stanno facendo altri stati che addirittura ci prendono ad esempio.
Matteo&Matteo: Il piano per il governo Draghi-
Tuttavia, Giuseppe Conte è sempre più solo.
E’ chiaro che in questa emergenza la sua figura sta schiacciando altre persone e partiti.
Chi subisce di più questa situazione sono due figure.
Il primo è ovviamente Matteo Salvini.
Il secondo è Matteo Renzi, nonostante faccia parte della maggioranza.
Entrambi soffrono di non essere al centro dell’attenzione e per questo il loro obbiettivo, sempre più chiaro, è quello di far cadere il governo, per andare verso un governo di larghe intese con a capo Mario Draghi.
La Lega non farebbe parte dell’esecutivo, ma non si opporrebbe.
Il governo sarebbe retto da IV, ma anche da FI, da Più Europa, da Azione di Calenda e dal PD, che non si potrebbe opporre ad un governo Draghi.
Rimarrebbe fuori M5S, come vogliono i due Matteo, pronti poi a sfidarsi alle prossime elezioni.
Ad attaccare Conte è anche la Meloni, fedele compagna di lotte di Salvini.
Ma anche il PD, con l’ex ministro Orlando, ci è andato giù duro. Zingaretti sostiene Conte, ma non vuol farsi logorare e quindi è pronto a scaricarlo e ad appoggiare un governo Draghi, a cui non si opporrebbe neanche LeU, con Speranza che resterebbe ministro della salute.
Insomma, Giuseppe Conte è sempre più solo, sostenuto davvero solo da M5S.
I giochi del trono sono partiti, i due Matteo sono e saranno sempre più spregiudicati, mentre si avvicina l’ombra di Mario Draghi.
E con questo è tutto, a presto!