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La prescrizione va abolita, ma ha ragione Renzi

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Ciao a tutti e bentornati, oggi voglio parlarvi di uno degli argomenti più scottanti nella politica italiana di questi giorni, ovvero la prescrizione.

Che cosa è la prescrizione

La prescrizione è un istituto giuridico che va ad incidere sui tempi di un processo e, più in particolare sugli effetti di una sentenza.

Concentriamoci solo sul processo penale.

La prescrizione determina i tempi entro i quali la sentenza è efficace per un imputato.

In sostanza è un deterrente che, teoricamente, dovrebbe spronare giudici ed avvocati a celebrare i processi in tempi ragionevoli per evitare che scatti.

In pratica però, in Italia, viene utilizzato dagli avvocati difensori per ritardare i processi in modo da far scattare la prescrizione e salvare il proprio assistito da un eventuale sentenza di condanna.

Berlusconi ha ridotto i tempi di prescrizione. In tal modo è riuscito a salvarsi da vari processi.

Durante l’ultimo governo Berlusconi, ha provato ad abbassare ulteriormente i tempi, con effetto retroattivo, la cosiddetta “prescrizione breve”. E’ stato uno dei motivi che hanno portato Fini a lasciare tale governo.

Il governo Renzi ha invece allargato enormemente i tempi, con la legge Orlando.

La proposta di legge di cui invece si sta parlando in questi giorni è dell’attuale ministro della giustizia Bonafede di M5S.

La querelle sul ddl Bonafede

Tale ddl è stato approvato in prima lettura dal governo giallo-verde, e ha subito alcune modifiche.

Prevede che la prescrizione ci sia solo in primo grado.

Italia Viva e Renzi hanno alzato enormi polemiche.

E’ stato accordato un compromesso tra le altre forze di maggioranza che è indubbiamente un passo in avanti, ma viene visto in modi differenti.

Per PD e LeU è una modifica accettabile.

Per IV non basta.

Ed io concordo con questi ultimi.

Ma sono anche i magistrati ad essere contrari e a definire tale progetto incostituzionale, anche nella nuova formulazione.

Sostanzialmente il nuovo testo pone un’inquietante divisione tra assolti e colpevoli in giudizio che è inaccettabile in Italia, patria dell’illuminismo.

La prescrizione ci sarebbe anche in appello, ma SOLO per coloro assolti in primo grado.

La proposta di Italia Viva è quella di tornare alla legge Orlando per poi affrontare con calma il tema in una riforma complessiva.

Il PD, di cui Orlando è il vicesegretario, invece non molla M5S.

Alla fine, probabilmente il governo metterà la fiducia, obbligando IV a votarla.

La contromossa è già orchestrata: una nuova proposta di legge, a firma Renzi.

La mia posizione

Adesso vi dico la mia.

Il sistema giudiziario è uno dei capitoli di spesa più ingenti dello Stato ed è evidente che vada riformato.

Altrettanto condivisibile l’abolizione della prescrizione.

Tuttavia ritengo che vada fatto in un disegno complessivo che consenta una vera riduzione dei tempi processuali.

Ad esempio: processi di primo grado in direttissima in presenza di prove schiaccianti ed abolizione del secondo grado di giudizio.

Questo insieme alla tecnologizzazione di tutte le fasi processuali.

Insomma, le cose vanno fatte per bene.

La proposta di Bonafede invece va a peggiorare la situazione senza abolire del tutto la prescrizione.

Infatti se tu togli la prescrizione e basta, allunghi i tempi dei processi, provocando problemi nelle persone coinvolte ed aumentando i costi per lo stato.

Con questo è tutto, alla prossima!

Prescrizione

 

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