Site icon Giorgio Mariotti

Il governo Conte bis ed i retroscena

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Ciao a tutti e bentornati, oggi parliamo del governo Conte bis e vi svelerò alcuni retroscena che hanno accompagnato la caduta del precedente e la nascita di questo.

I retroscena

Partiamo da questi ultimi.

L’accordo tra Zingaretti e Salvini e la contromossa di Renzi

Per quanto riguarda la caduta dell’attuale governo, ho un retroscena ben fondato molto succoso.

Quello che sanno tutti: Salvini tra un mojito e l’altro decide di far crollare il governo Conte e vorrebbe andare alle elezioni. Renzi glielo impedisce.

Ma c’è un qualcosa che sanno in pochi.

Grazie alle mie fonti, che arrivano fino ad un autorevole membro dell’attuale segreteria PD ed è un ex segretario, sono venuto a sapere di un non detto:

Salvini prima di far cadere Conte ha chiamato Zingaretti chiedendogli conferma sulla posizione del PD per il voto.

Avutala, gli ha fatto la seguente domanda:

“Ma non è che Renzi poi con i suoi uomini fa qualcosa per impedirlo?”

Zingaretti: “No, come fa?”

Ora, il punto non è che Salvini si sia fidato dell’attuale segretario del PD, ma del fatto che entrambi abbiano sottovalutato Renzi.

Piaccia o meno, si è dimostrato il più intelligente là dentro. Zingaretti un dilettante, politicamente parlando.

Renzi e Gentiloni

Ma c’è un altro retroscena, più noto.

Un tentativo in extremis di far cadere la trattativa col M5S per tornare al voto.

Zingaretti, scavalcato, aveva tutta l’intenzione di farsi sentire.

Come?

Ha fatto votare una cosa in direzione, ribadita poi alla stampa. Ma in realtà sono stati fatti passare ad alcuni organi di stampa altri contenuti, provocatori, atti ad un sabotaggio.

Ha fatto scalpore l’audio in cui Renzi ha dato la colpa di ciò a Gentiloni.

Ma non c’era bisogno di un audio per capirlo.

Zingaretti si è fatto aiutare da lui per farsi sentire.

Per chi conosce un minimo le doti dell’ex premier, le capacità linguistiche, era lapalissiano che fosse lui.

Solo il padre politico di Matteo Renzi poteva cercare di sabotarlo. Nessun altro all’interno del PD.

Ma Matteo è stato in grado di stoppare anche questo tentativo. Come?

L’audio. Sapeva di essere registrato e sapeva che la conseguenza sarebbe stata un ritorno dei suoi passi di “er saponetta” e di tutta la dirigenza PD.

Mosse e contromosse. Piaccia o meno, anche questa è politica.

I retroscena sulla nascita del governo Conte bis

Ci sono altri due retroscena.

Il primo riguarda il fatto che Andrea Orlando stava per far parte della squadra di governo.

Avendolo saputo in anticipo da alcuni giornalisti, è partito il contrattacco.

Orlando è stato già due volte ministro, con mediocri risultati.

Dice di aver declinato l’offerta.

La verità è che è stato caldamente invitato a declinarla. A partire da Renzi, ma anche dal sottoscritto.

Ed anche questa è stata una vittoria di strategia politica.

C’è infine un ultimo retroscena.

Berlusconi, avendo degli interessi economici non indifferenti da difendere, ha promesso al nuovo governo supporto su alcune tematiche, come riforme istituzionali, legge elettorale, finanziaria.

Ma questo è classico da Silvio.

Il governo Conte bis

Passiamo al governo.

Presidente del Consiglio: Giuseppe Conte.

Sottosegretario alla presidenza del consiglio: Riccardo Fraccaro (M5S).

Al M5S vanno 9 ministeri: Luigi di Maio agli esteri, Alfonso Bonafede confermato alla giustizia, Lorenzo Fioramonti all’istruzione, Stefano Patuanelli allo sviluppo economico, Nunzia Catalfo al lavoro, Sergio Costa confermato all’ambiente, Federico D’Inca ai rapporti col parlamento, Paola Pisano all’innovazione tecnologica, Fabiana Dadone alla PA e Vincenzo Spadafora alle politiche giovanili e allo sport.

Per il PD 9 ministeri: Lorenzo Guerini alla difesa, Roberto Gualtieri all’economia, Dario Franceschini che ritorna alla cultura e si prende anche il turismo, Paola De Micheli ai trasporti, Teresa Bellanova all’agricoltura, Giuseppe Provenzano al sud, Francesco Boccia agli affari regionali, Elena Bonetti alle pari opportunità e famiglia ed Enzo Amendola agli affari europei.

Infine alla salute va Roberto Speranza di LEU e agli interni la tecnica Luciana Lamorgese.

E’ stato inoltre deciso che l’ex premier Paolo Gentiloni verrà proposto come nuovo commissario UE per l’Italia.

Il mio giudizio

Il mio giudizio è semplice.

Fossi stato nel PD non avrei messo le mani sui ministeri. Avrei fatto mettere la faccia solo al M5S e a qualche tecnico.

Così è un azzardo.

Anche perché questo governo si appoggia su un programma francamente troppo poco concreto.

Molti sono i temi divisivi.

Certo mi conforta vedere la presenza di alcune persone competenti in alcuni ministeri.

Perciò, come CHIUNQUE dovrebbe fare, mi limiterò a giudicare il governo in base ai provvedimenti che verranno presi ed attuati.

Con questo è tutto, alla prossima!

Governo Conte bis
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