Site icon Giorgio Mariotti

Elezioni europee ed amministrative 2019

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Ciao a tutti e bentornati, oggi andiamo ad affrontare nel dettaglio il tema delle prossime elezioni del 26 Maggio, ovvero le europee e le amministrative.

Partiamo da queste ultime.

Amministrative 2019

Saranno diversi i comuni interessati. Tra le città più importanti, Firenze, Bari, Cagliari e Bergamo.

Considerazioni generali

Inutile girarci attorno.

Siamo in piena fase di destra quindi è ragionevole pensare ad una buona affermazione non tanto delle forze governative, quanto della sola Lega.

Ma c’è un ma.

Storicamente, anche durante il periodo berlusconiano, il centrosinistra è sempre andato bene sia alle europee che alle amministrative.

Questo per due motivi:

Perciò mi aspetto un testa a testa tra centrodestra e centrosinistra in molti comuni. M5S stabile (non hanno il radicamento territoriale degli altri).

Firenze, Bari, Bergamo e Cagliari

A Firenze, il favorito è indubbiamente Dario Nardella (PD), ex delfino di Renzi, si ricandida con la consapevolezza di aver fatto anche meglio del predecessore.

Situazione più incerta a Bari, dove il sindaco uscente, Antonio Decaro (PD), si ritrova a dover sopportare le ombre del governatore Emiliano, del suo braccio destro Boccia (PD) e del confabulatore D’Alema.

Chi non sembra avere grossi problemi è Giorgio Gori a Bergamo (PD). Stroncate le critiche alla sua sinistra grazie agli atti amministrativi, è oggettivamente stimato anche al centro, ottenendo simpatie negli ambienti di destra moderata.

A Cagliari invece, la situazione è complicata. Le dimissioni del giovane sindaco Massimo Zedda (ex SEL) hanno portato al commissariamento del comune e ad una crisi nel centrosinistra. Il centrodestra potrebbe sfruttare la situazione a suo vantaggio.

Vaiano, Vernio, Cantagallo e Montemurlo

Si va al voto anche nella provincia di Prato.

In particolare nei 3 comuni della piana, Vernio, Vaiano e Cantagallo, a Montemurlo, e nel comune di Prato.

Nei comuni della valbisenzio, sono ricandidati tutti e 3 sindaci uscenti del PD, Giovanni Morganti, Primo Bosi e Guglielmo Bongiorno, tutti con ampi favori del pronostico.

A Montemurlo, il centrosinistra dopo 10 anni di Lorenzini tenta di continuare la striscia vincente con l’assessore uscente Calamai che è più che favorito, visto anche il forfait di FI.

Il voto a Prato

Ma la situazione che mi interessa maggiormente è quella di Prato.

Matteo Biffoni ed il cambio di fase

5 anni fa un giovane sindaco riportò la città al centrosinistra dopo la giunta di centrodestra di Cenni.

Oggi il mio amico Matteo Biffoni (PD) si ricandida dopo aver riportato a Prato il significato della parola programmazione.

La fase politica è ovviamente stravolta.

5 anni fa, 3 giorni prima delle elezioni, io e Matteo eravamo a cenare e a bere insieme, con l’attuale vicesindaco Simone Faggi, e qualche altro amico.

Insieme, oltre a parlare del più e del meno, discutemmo dell’arrivo dell’altro Matteo il giorno dopo e dell’orario in cui era meglio che io arrivassi.

Eravamo in piena fase Renzi e questo inevitabilmente contribuì alla vittoria del centrosinistra.

Adesso invece siamo in fase Salvini.

Matteo Biffoni ha delle ottime chance, date dai risultati, di aver appianato i debiti della precedente giunta e di essere una grande persona.

Tuttavia se si dovesse andare al ballottaggio, potrebbe finire in modo inaspettato.

Il centrodestra potrebbe pagare invece le divisioni e, soprattutto, l’addio del parlamentare ed ex assessore Giorgio Silli a FI. I suoi voti moderati potrebbero in parte smarrirsi.

A livello di candidati la situazione è più frammentata dell’altra volta.

Le liste al fianco di biffoni

Al fianco di Biffoni ci sono 5 liste.

La prima è la lista del PD, che combina insieme continuità e rinnovamento.

Infatti sono candidati sia i giovani Marco Biagioni e Lorenzo Tinagli, sia Ilaria Santi, presidente del consiglio uscente, che ha ottenuto la deroga per il terzo mandato.

All’interno della lista si trova anche Diego Blasi, ex SEL, coordinatore di Prato 2040 e vicino a Pisapia e Boldrini.

Poi abbiamo +Europa, capitanata dall’esperto di comunicazione amico di Cruciani e noto per l’esperienza del blog “Il bubbone”, l’amico Jonathan Targetti.

Poi abbiamo Demos, lista vicina alla Chiesa e al partito di centro Democrazia Solidale. I capofila sono il consigliere del sindaco, l’avvocato Lorenzo Maria Marchi, e l’ex PD Massimo Carlesi, consigliere uscente.

Massimo detto “l’uomo delle rotatorie”, era giunto al limite dei due mandati e, per essere ricandidato, ha lasciato il PD per crearsi una propria lista.

Infine ci sono due liste civiche.

La prima è Con Matteo Biffoni per Prato, capitanata dalla consigliere uscente, il medico di Iolo Rosanna Sciumbata, della corrente sanitaria del PD pratese.

La new entry è la lista civica per lo sport, coordinata dall’ex consigliere delegato allo sport Vannucci (PD) e dal segretario del circolo PD dello sport Gianluca Coppini.

Tra i candidati anche la mia amica Giuditta Galardi, campionessa di pallanuoto femminile.

Daniele spada ed il centrodestra

Per il centrodestra il candidato è Daniele Spada, della Confcommercio e precedentemente vicino a Biffoni.

A sostenerlo ci sono FI, in cui è candidato un cugino di mio babbo, Lega, FDI e la civica Per Spada sindaco, nella quale sono candidati il Presidente di Scaricare tutto tutti Tognocchi, ex renziano della prima ora, e Bonini, 5 anni fa candidato sindaco per Fare per fermare il declino.

Gli altri candidati sindaco

Poi abbiamo il M5S, che schiera come candidato sindaco Carmine Maioriello.

A sinistra di Biffoni abbiamo due candidati sindaco.

Il regista Mirco Rocchi di Prato in comune, sostenuto anche da ex PD vicini a Civati; e Roberto Lido Daghini per i Comunisti Pratesi.

A destra di Spada ci sono invece 3 candidati sindaco.

L’inossidabile Aldo Milone con Prato libera e sicura; Emilio Paradiso con la Lega Toscana e Marilena Garnier, 5 anni fa candidata con Biffoni, sostenuta da 2 liste civiche.

Europee 2019

Passiamo invece a parlare delle europee.

Cosa si vota e quanto è importante

Qua è importante capirsi su cosa si vota e quanto può incidere un singolo voto.

Nonostante i soliti proclami di ogni partito, col voto delle europee non cambiano i rapporti di forza nel parlamento italiano ed è improbabile che venga rivoluzionata l’UE.

Quello che si vota alle europee è semplicemente il parlamento europeo, o meglio i deputati che spettano all’Italia.

Poi, ogni partito sostiene un candidato alla Presidenza della Commissione, che è l’organo che governa insieme al Consiglio Europeo composto dai leader dei governi nazionali.

Si tratta di un sistema proporzionale con una soglia di sbarramento.

Il problema è che votando in paesi differenti, non è detto che se qua vince il centrodestra, poi saranno loro a guidare l’UE.

Quello che succede in genere è che nessun partito abbia la maggioranza da solo e si ricorra ad alleanze.

Solitamente il partito con la maggioranza relativa è il PPE (Partito dei Popoli Europeo – cdx, cattolico) che si accorda con il PSE (Partito Socialista Europeo – csx) e con i liberali dell’ALDE (Alleanza Liberal-Democratica Europea).

Sono due le cose che possono cambiare in tutto questo:

Per capirsi, 5 anni fa il PPE ebbe la maggioranza relativa e si prese la presidenza della commissione. Ma per avere l’appoggio del PSE dovette lasciare la presidenza del PE a loro.

Dato che il maggior partito europeo fu il PD, questo permise all’allora premier Renzi di incidere ed ottenere un membro importante nella commissione.

Dopo 5 anni, la situazione è mutata.

In generale alle europee è prevedibile una vittoria del PPE.

Ma la domanda è: basteranno questa volta i numeri per fare una maggioranza PPE-PSE-ALDE?

Le altre forze in gioco sono i Verdi Europei, gli eurocritici di ECR e la Sinistra Europea.

Poi ci sono partiti come M5S che non hanno un gruppo europeo e conteranno come il due di briscola.

Aldilà dei proclami, i partiti antieuro come la Lega, il Front National e AFD sanno benissimo di non poter vincere.

Tuttavia contano di prendere abbastanza da impedire agli altri di governare da soli, per convincere poi magari il PPE a spostarsi verso di loro.

I partiti europei associati a quelli italiani

A parte quindi M5S, ogni partito italiano ha un partito europeo di riferimento.

PPE: FI;

PSE: PD, PSI;

ALDE: +Europa, IDV;

ECR: FDI, NCI;

Verdi europei: verdi;

SE: tutti i vari partitini di ispirazione comunista;

Destra europea: Lega.

I candidati alla presidenza della commissione europea

Alcuni tra questi partiti hanno anche deciso di anticipare il nome o i nomi per la presidenza della commissione europea che pensano di proporre. In particolare:

Oltre ad esprimere il voto alla lista, si possono esprimere fino ad un massimo di 3 preferenze, di genere. I candidati variano a seconda del collegio (Nord-Est, Nord Ovest, Centro, Sud, Isole).

Le mie scelte

Per quanto riguarda il sottoscritto, ho delle idee chiarissime.

Alle amministrative voto indubbiamente Matteo Biffoni. E non solo perché mio amico.

Credo che prima di votare si debba cercare di rispondere ad una domanda:

La mia situazione è migliorata, peggiorata o rimasta stabile?

La mia risposta è che le cose a Prato sono migliorate e per questo confermo il mio voto.

Per il consiglio comunale, nonostante i tanti amici candidati, debbo fare una scelta.

Voterò quindi per Dino Minervino, amico, presidente del circolo ARCI Borgonuovo e segretario della sezione PD Borgonuovo-San Paolo.

Siamo un quartiere di 18 mila persone ed un consigliere del territorio ci serve.

Per quanto riguarda le europee, voterò per il PSE, per un motivo semplice:

Sono l’unico partito che ha deciso di prendere i punti dell’accordo sul clima di Parigi e farne un programma elettorale.

Data l’importanza cruciale del tema, è buon senso votare il PSE.

Inoltre è il partito che più di tutti spinge per gli Stati Uniti d’Europa, che è anche un mio obbiettivo.

La cosa fondamentale è che non sfondino i partiti populisti, antieuro e nazionalisti.

Questo è piano di Putin per disgregare l’UE.

Un UE forte è un concorrente forte in economia e non solo. Se invece andiamo divisi, siamo più deboli.

La mia preoccupazione è che però si voglia spingere verso una deriva democratica. Ma per questo farò un articolo ad hoc.

Per quanto riguarda le preferenze, votando in Italia centrale, confermerò il voto che ho dato 5 anni fa alla mia amica Simona Bonafè e a Nicola Danti.

E voi cosa ne pensate?

Con questo è tutto, alla prossima!

Europee 2019: I candidati alla presidenza della commissione europea
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