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Fico e Casellati: il NON inciucio

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Ciao a tutti e bentornati, oggi commentiamo quanto appena avvenuto, ovvero l’elezione come presidenti di camera e di senato di Fico (M5S) e Casellati (FI), il non inciucio.

Fico e Casellati: il NON inciucio

Piccola premessa per gli amici di centrosinistra che pensando che PD e LeU abbiano giocato male la partita…

Come vi ho fatto vedere qui,

http://giorgiomariotti.altervista.org/blog/esito-elezioni-2018-ci-aspetta/

il centrosinistra HA PERSO le elezioni e quando si perde si sta all’opposizione!

Chi pensa che il PD dovesse accordarsi per cercare di avere una poltrona o decidere qualcuno degli altri, non ha compreso il risultato elettorale.

L’unica cosa che doveva fare il PD, come ha fatto, era votare due propri candidati (Giachetti e Fedeli), sperando di attrarre voti.

Cosa non riuscita visto che ci sono state anche delle defezioni.

Ad ogni modo, avendo il centrodestra e il M5S oltre il 70% dei parlamentari, era lapalissiano che si dovessero accordare tra loro.

Ma è il modo con cui ci si è arrivati che è curioso.

Una regia impeccabile da parte del duo Salvini-Di Maio.

Era dai tempi di DC e PSI che non si vedeva roba del genere.

Un inciucio di dalemiana memoria in piena regola.

Salvini gatto gioca col topo Berlusconi

Ricapitoliamo.

Fin da subito M5S e centrodestra decidono a chi andrà una e a chi l’altra camera.

Di Maio e Salvini si accordano subito anche per la candidatura di Roberto Fico alla presidenza della camera.

Ma Luigi sa che c’è un’ala, paradossalmente la sua, che va convinta, perciò gigioneggia.

Il centrodestra si accorda sul candidare qualcuno di FI.

Berlusconi punta deciso su Romani: vuole un suo fedelissimo lì.

Salvini, che è allergico alle liturgie, non vuole perdere tempo, e vuole far capire che è lui con la Lega a comandare.

Perciò, decidono unilateralmente di votare per la Bernini di FI, facendo inalberare il caimano.

In un primo momento è la linea del falco Brunetta a passare: tradimento, alleanza finita.

Però poi è lo stesso Romani a far notare che non conviene.

Alla fine quindi, al termine di una riunione dal sapore finiesco (al contrario), Berlusconi cede.

Ci si accorda sulla pasdaran Casellati al senato, M5S accetta.

Di Maio, propone Fraccaro, su cui FI mette il veto. Meglio Fico.

Così obtorto collo Di Maio può tranquillamente obbligare tutti i suoi a votare Fico.

L’accordo regge.

Per il governo però è un’altra storia.

Ma chi sono i due nuovi presidenti?

Roberto Fico, l’avversario interno di Di Maio

Roberto Fico, napoletano e laureato in scienze della comunicazione, rappresenta l’ala ortodossa di M5S.

Nella scorsa legislatura è stato Presidente della Commissione di vigilanza RAI.

Negli anni non ha lesinato critiche a Di Maio e ad alcune cose successe all’interno.

Dopo la faccenda scontrini entra nel direttorio, di cui faceva parte lo stesso Di Maio.

Alla festa del M5S è rimasto un po’ in disparte dicendo del suo rivale interno “non sarà mai il mio capo”.

Poi ha fatto rientrare la cosa, stando calmo.

Questa elezione non solo è storica per il M5S, ma anche per lui.

Alla fine è in scia con la storia dei presidenti della camera.

Da tempo infatti il presidente della camera è una figura più distante.

2001->Casini (l’UDC in quegli anni spesso si oppose a Berlusconi);

2006->Bertinotti;

2008->Fini (che poi è passato all’opposizione);

2013->Boldrini (che era in SEL e poi si è opposta al PD di Renzi).

Maria Elisabetta Alberti Casellati, la pasdaran di Silvio

Per quanto riguarda la nuova Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, va subito detto che è la prima donna di sempre.

Già questo la mette nella storia.

Si tratta di una pasdaran berlusconiana e fedelissima di Ghedini.

E’ in parlamento dal 1994.

Da sottosegretario del ministro della salute Sirchia, fece assumere la figlia al ministero.

Negli anni ha aiutato e difeso Berlusconi in tutti i modi ed i ogni situazione.

Quando venne condannato parlò di golpe.

E’ stata inoltre una strenua oppositrice alle unioni civili.

Nel 2014 è stata eletta dal parlamento come membro politico del CSM.


 

Entrambi hanno fatto discorsi altisonanti…vedremo i fatti.

Adesso per le vicepresidenze, ecc, tutti avranno, come norma, rappresentanza.

Così ci aspetta per il governo è difficile a dirsi.

Di sicuro, vedendo i profili, il dialogo tra le due camere sarà più complesso.


Il NON inciucio

Perché parlo di non inciucio?

Ma ve lo ricordate come si muoveva M5S nel 2013 o anche prima e subito dopo?

Ve lo ricordo io:

Ora avete visto nulla di tutto ciò?

Al senato hanno fatto tanto puzzo per Romani per votare la Casellati, una pasdaran berlusconiana.

Quelli come lei fino all’altro ieri li chiamavano collusi e complici.

Adesso l’hanno votata come presidente del senato.

Hanno fatto accordi sottobanco con la Lega per far saltare Fraccaro e Romani.

Queste cose fino a ieri l’altro, le chiamavano INCIUCI.

Ma guai a dirlo…la parola d’ordine è chiara: questi non sono inciuci, sono accordi.

E allora, dato che dicono di essere un NON partito, con un NON statuto, chiamiamo questa cosa col suo nome: un NON inciucio.

Con questo è tutto, alla prossima!

Fico e Casellati: il NON inciucio
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