Ciao a tutti e bentornati, oggi parliamo di politica e teatro, o meglio di personaggi politici.
Quando stavo per passare a cresima, il mio prete diceva che per farlo dovevamo togliere le maschere che in genere abbiamo e presentarsi puri, solo come se stessi.
All’epoca compresi poco il significato di quelle parole, ma poi ho capito. Ognuno di noi ha un atteggiamento diverso a seconda del contesto e della persona o gruppo con cui ci rapportiamo. E’ inevitabile. Sono sicuro che anche il papa ha un atteggiamento diverso quando si trova con sua madre o quando si trova con un capo di stato.
E’ estremamente difficile rimanere sempre se stessi, ecco perché la coerenza è una virtù molto rara.
E quando questo si unisce alla politica…eh eh eh, ahinoi.
Purtroppo sembra che molti politici siano dei personaggi teatrali che a seconda del momento o della direttiva del capo/partito, svolgono una parte o un’altra, magari contraddicendosi nelle proprie idee.
Un esempio lampante è Salvini, che da giovane era il leader dei comunisti padani, poi si è fatto conoscere per la sua antipatia nei confronti dei napoletani, ed ora ne ricerca il voto e a livello internazionale fa alleanze con partiti anche neo-nazisti.
Un altro è Civati. Pensate che lui sia sempre stato di sinistra sinistra come vuole far credere? No. Chi lo conosce bene, sa che lui era più a destra di Renzi. Solo che quando quest’ultimo è diventato prima segretario del PD e poi premier, lui si è sentito sminuito e isolato, anche perché voleva esserci lui. Quindi, non potendo andare a destra perché temeva che gli elettori non lo avrebbero seguito, si è spostato sempre più a sinistra, ha lasciato il PD e non ha accettato di entrare in Sinistra Italiana per un singolo e vero motivo: voleva e vuole continuare ad essere a capo di qualcosa, quindi di Possibile.
Un esempio di partito che in questo momento, in merito alla riforma costituzionale, sta usando una maschera è Forza Italia. Non parlo degli elettori, ma dei suoi dirigenti. Berlusconi dice che FI vota no perché con questa riforma si rischierebbe la deriva autoritaria, ecc. A parte che non è vero (vi rimando all’articolo sul blog in cui spiego in merito la riforma), ragioniamo per assurdo. Se lo fosse, sorgono 2 domande: la prima è che allora non si spiega perché l’hanno scritta anche loro e votata al primo giro, ma soprattutto questa riforma è simile a quella che fece il centrodestra nel 2005, ma più debole perché non introduce il presidenzialismo ad esempio. Quindi se per FI non era autoritaria quella riforma, perché questa lo sarebbe? Quindi non lo è. E’ il gioco delle parti, o delle maschere. Siccome Renzi ha voluto Mattarella come presidente della Repubblica, allora Berlusconi vuole vendicarsi. E quindi anche quei dirigenti che sotto sotto sarebbero a favore, sono costretti a difendere il No, arrampicandosi sugli specchi. Ho sentito Lara Comi, europarlamentare, vicepresidente del PPE e veramente in gamba, dire che vota No perché voleva l’abolizione totale del senato. Posizione legittima per carità. Ma ho troppa stima di lei per pensare che non abbia pensato che se non passa questa non ci sarà ciò che vuole, perché nessuno avrà il coraggio di toccare la costituzione per almeno altri 10 anni, mentre se passa, poi si potrà migliorare, abolendo il senato e magari introducendo un premierato come io vorrei. Quindi anche lei, ahimè è succube del gioco delle maschere.
Altri che fanno questo giochino, sono quelli di M5S. Presentati come quelli che volevano essere i paladini della legalità, della trasparenza, del taglio agli sprechi, al netto delle brave e valide persone che ci sono lì dentro, alla prova dei fatti sono quelli con la più alta percentuale di indagati, la priorità alla trasparenza in molti casi è venuta meno, e sugli sprechi, bene che abbiano presentato un odg per tagliare gli stipendi ai deputati, ma non si capisce perché votino No alla riforma costituzionale che taglia gli stipendi dei consiglieri e giunte regionali portandoli dai circa 14 mila odierni al mese a quanto percepisce il sindaco del capoluogo di regione ( Firenze 4.200 netti).
Sento già le vocine che dicono: “Sì, sarà così, ma perché non dici nulla di Renzi? Lui è casto e puro, vero?”
No, e se dite così non avete capito nulla di me e del mio fare politica. Certo che anche il nostro premier ha una maschera ed è quella che lo porta a dire cose come che il jobs act starebbe portando grandi risultati, quando non è vero, o ad elogiare un, non proprio vero, successo dell’Expo.
“Quindi stai dicendo che dice bugie?”. Non proprio. Lui ha un piano: questo non è il parlamento, né il gruppo parlamentare, né il governo che vorrebbe. Ci ha messo la faccia perché se no si andava a sbattere. Adesso sta cercando di fare quanto può di quanto vorrebbe. Poi se vince il referendum, poi le primarie, si presenterà dicendo cose diverse. Ovvero che non avrà potuto fare tutto, e che per fare ciò che non avrà fatto, dovrà vincere le elezioni.
Cosa voglio dire? Lui sotto sotto lo sa che il jobs act è una riformuccia, che avrà dei lati positivi, ma che risolve poco o nulla. Lo sa che sulla giustizia si sta battendo la fiacca. Ma adesso non può dirlo. Ora deve far passare il messaggio che il jobs act funziona e tutto il resto. Poi dopo dirà cose diverse.
Quindi, il consiglio che do è quello di non fidarsi di ciò che viene detto, di come un politico si presenta o di un’idea che dice…Ma di guardare come si comporta nel tempo. Cercare di conoscerlo, anche per capire cosa ha in mente.
E premiate quelli che portano avanti le proprie idee con coerenza, anche se è difficile…perché in fondo anche tu, che ora stai leggendo, portate una maschera in questo momento.
Ciao a tutti e alla prossima!!!