Site icon Giorgio Mariotti

Seconda ondata: il fascino dell’Italia per l’emergenza

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Ciao a tutti e bentornati, oggi parliamo della seconda ondata del Covid 19 e del fascino che ha da sempre l’Italia per fare le cose in emergenza.

Il fascino dell’Italia per l’emergenza

Come ben saprete, anche il nostro paese, come tutto il mondo, sta affrontando la seconda ondata del coronavirus noto come Covid 19.

A Febbraio-Marzo il nostro paese si è trovato sostanzialmente impreparato contro un nemico invisibile e sconosciuto che, nel giro di poco tempo, ci ha costretto al lockdown, ovvero allo stare in casa se non per urgenze e necessità come fare la spesa o andare in farmacia.

A partire da Maggio l’Italia ha vissuto, grazie alla riduzione dei contagi, una nuova normalità, fatta di mascherine, gel e sanificazione.

Si diceva che si sarebbero fatte determinate cose d’estate in modo tale da essere preparati in caso di seconda ondata che molti, tolti Zangrillo e i suoi amici, sapevano che sarebbe arrivata con il freddo.

Eppure ci troviamo oggi, a fine Ottobre, in una situazione per certi versi peggiore rispetto a Marzo e stiamo scivolando verso un nuovo lockdown.

Il piano pandemico per il Covid 19

Sia chiaro questo: le chiusure sono inevitabili.

Chi in questo momento parla di riaprire e che bisogna “conviverci”, non sa che il governo ha le mani legate.

L’OMS ha stabilito infatti delle linee generali da seguire che poi ogni stato ha tradotto in piani pandemici.

Nel nostro caso, l’ISS, il governo e gli enti locali, hanno stabilito un piano (poi ratificato anche dai consigli regionali) che prevede determinati scenari.

Con l’R0 (o Rt), cioè l’indice di contagio, a 1.5 si entra in una fase che per forse di cose prevede la chiusura di palestre, piscine, ecc. Anzi, a dirla tutta dovremmo già essere in lockdown. Il “semi” è una decisione politica, anche avventata, come si sta vedendo.

Non che gli altri stati sian messi meglio.

Tolti USA e Brasile che sono governati da dei dementi, e quelli sotto un regime,  Francia, Belgio, Israele sono già in lockdown. Germania, Austria, Spagna, Regno Unito quasi.

Però è giusto farci delle domande: è stato fatto tutto quello che doveva essere fatto? Ovvero, sono state prese tutte le misure possibili per non farci trovare impreparati?

La risposta è No. 

Il motivo è perché a noi italiani, a differenza dei tedeschi, ad esempio, piace rimandare e agire solo in emergenza, nella quale diamo il meglio di noi.

Cosa dovevamo fare

Le cose da fare erano le seguenti:

Fare tutto questo avrebbe evitato un nuovo lockdown? Forse no, ma ci saremmo arrivati più tardi e meglio, e saremmo in grado di gestire tutto meglio.

Perché?

Perché, ad esempio, si ha paura a chiudere le scuole perché si sa che ci sono zone del paese dove non arriva bene la connessione internet. E allora invece di impuntarsi come un mulo come sta facendo il ministro Azzolina, non era meglio portare la fibra a casa delle persone?

Ma noi italiani siamo così. La nostra storia è questo. Improvvisiamo, gestiamo l’emergenza e ci rialziamo.

E non ho dubbi che anche stavolta sarà così.

Medici provati dal covid 19
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