Ciao a tutti e bentornati, oggi voglio parlarvi della mia idea di politica, così che possiate capire le mie scelte di questi anni e quelle attuali, visto anche che molti non le hanno capite.
La mia idea di politica
La prima domanda che potreste farmi è: ma tu sei di destra o di sinistra?
E la mia risposta è un’altra domanda: che cosa è per voi la destra e che cosa è per voi la sinistra?
Ed ancora, quand’è che una cosa, un’idea, una realizzazione, può essere definita di destra o di sinistra?
Forse vi sembreranno inutili questioni, ma nel 2017, è da qui che parte tutto.
Se invece mi chiedete se sono comunista, fascista, democristiano, conservatore, repubblicano, leghista, la mia risposta sarà netta: No!
Allora mi farete un’altra domanda: ma di che partito sei?
La mia risposta sarà: di nessuno.
Allora sei dei 5 stelle?
Nossignore!
Radicale?
Nemmeno.
Socialista?
Hmm…non direi.
Liberale?
Una specie.
Io mi definisco un liberale di sinistra, ma in senso lato. Ritengo infatti che nel 2017 le etichette strette siano fuorvianti. Bisogna fare ciò che è giusto, in coerenza con i propri principi. Questa è la mia idea di politica.
Pedonalizzare una piazza in un centro storico, è di destra o di sinistra? non so, ma è giusto e quindi sono a favore sempre, pur pronto ad ascoltare chi si oppone e cercare un compromesso.
Perché la politica è anche questo talvolta, trovare vie di mezzo.
Qualcuno sarà sempre scontento, qualsiasi cosa tu faccia.
Io non voto mai per un partito, ma per un progetto politico, per un’idea, per un programma e sì, anche per una persona.
Per questo non ho una tessera di un partito e non l’avrò mai. Prenderla significherebbe che, almeno per 1 anno, te sei di quel partito, che approvi le sue scelte, che anche se sei contrario, alla fine non puoi dissociarti fino in fondo. Che se un candidato non ti piace, ti tocca comunque votarlo obtorto collo. E questo riguarda anche i 5 stelle.
Il mio percorso politico
In queste settimane, una delle persone che in questi anni mi è stata politicamente più vicina, mi ha detto: “proprio te che sei un renziano della prima ora, stai criticando Renzi come i grillini? E questo perché non è venuto a Borgonuovo?”
Premessa necessaria: non personalmente, ma come circolo, abbiamo mandato reiterate richieste a Renzi e al suo staff per chiedergli se veniva a Borgonuovo a presentare il suo libro Avanti. Mai avuta alcuna risposta.
Ma, caro mio, se pensi che io agisca in questo modo per ripicca perché non è venuto al mio circolo, allora non mi conosci bene.
A me non interessa nulla che non sia venuto. Certo, mi spiace che non ci abbia nemmeno risposto. Dopotutto siamo un circolo ARCI. Ma di certo non faccio il permaloso.
Le mie critiche sono politiche, perché ritengo che Renzi adesso stia facendo cose sbagliate.
Io non mi sono mai definito “renziano”. E sono sempre stato leale, che è diverso da fedele.
Non avendo una tessera, ho sempre detto in faccia ciò che non andava bene. Qualche volta sono stati presi correttivi. Altre no.
Ma bisogna andare a monte.
Prima del 2012, io ho sempre appoggiato e votato cose sporadiche. I referendum sull’acqua, sul nucleare, sul legittimo impedimento. I referendum dei radicali. Quello sull’abolizione della legge Merlin della Lega.
Con Renzi, invece, per la prima volta, c’era qualcuno che innanzitutto aveva un progetto politico che in larga parte mi convinceva, e poi, voleva rottamare la classe dirigente di questo paese. A partire da quella di centrosinistra.
Allora quelle primarie le abbiamo perse, ma è lì che ho probabilmente i ricordi più belli.
Nel 2013, prima dice che non è adatto a fare il segretario del PD, poi cambia idea e si candida…Ed io l’ho aiutato perché mi veniva detto che avrebbe aiutato a cambiare.
Poi è diventato premier con un colpo di palazzo. E anche quello non mi piacque.
Però ho pensato: vuole provare a fare un po’ di cose per poi ricandidarsi per fare il resto. Diamogli credito.
Ed effettivamente alcune cose le ha fatte.
Nel frattempo, non è che ho votato sempre PD eh…Anzi, l’ho votato solo nel 2014 ad essere sinceri, alle europee.
Ho firmato per il referendum contro la riforma sanitaria della toscana fatto da M5S e sinistra.
Renzi ha fatto diverse cose…ma non tutte grandi o giuste come aveva detto…il Jobs Act, è una leggina…avete voglia a difenderla…non dite solo i dati che vi pare…
Doveva riformare tutto il mercato del lavoro ed ha abolito l’articolo 18, lasciando tutte le forme contrattuali, indebolendo l’indeterminato nelle grandi aziende, e dopando le assunzioni con degli incentivi.
Anche sulla politica economica, meglio stare zitti…
La fine di tutto
Ma poi siamo arrivati alla madre di tutte le battaglie…il referendum costituzionale. E lì ci ho messo la faccia, in quanto, pur criticando alcuni aspetti, la ritenevo un buon passo avanti.
Però tra errori suoi, e ignoranza della maggioranza del popolo italiano, abbiamo perso.
Io lì ho capito che era finito tutto. Invece, quella stessa sera, ho visto persone, tante, che dicevano “va beh, abbiamo perso…si va avanti”
Ma come fai ad andare avanti? Questo paese dall’interno è irriformabile!
Speravo che anche Renzi fosse arrivato allo stesso punto…invece da lì, ha sbagliato tutto.
Nel PD è iniziata una fantomina patetica, tradotta con scissioni e con primarie assurde, scontate e ridicole, in cui Renzi ha rivinto.
Doveva trasformare il sistema, ma è stato travolto e si è adeguato.
Nel frattempo M5S si sta trasformando in un qualcosa di pericolosamente diverso, ed il centrodestra è, giustamente, in ripresa.
Renzi più che parlare di futuro, parla del suo governo, al massimo di quello di Gentiloni. E’ strategicamente bloccato. Invece di capire quali sono stati gli errori, cambiare.
No, non mi accontento, come hanno fatto alcuni miei amici, di sentirmi dire dal dirigente di turno “ha capito i suoi errori”.
E poi mi si chiede perché parlo così?
Avrei voluto che rilanciasse, che lasciasse il PD nelle mani di Richetti e di Maria Elena e che lui si preoccupasse di cambiare l’Europa, per renderla federale. Avrei voluto vederlo candidato alla presidenza UE.
Non candidato premier di un paese ingessato con un sistema partitico frammentato ed ingovernabile.
Cosa dovrei fare? Fare lo “yesman”? Mai stato!
Io invece spero che prima della fine (le elezioni politiche), riesca a capire che sta sbagliando rotta.
In ogni caso penso che ci siano persone in grado di portare avanti quel progetto politico e rilanciarlo.
Una di queste, la mia favorita, è sicuramente Maria Elena.
Intanto?
Continuo a lottare sul quartiere, per ciò che è giusto, e a proporre idee per Italia ed Europa, come ho sempre fatto.
Con questo è tutto, alla prossima!