Ciao a tutti e bentornati, oggi, a pochi giorni dalle presidenziali francesi, e dopo il ritorno di Matteo Renzi alla guida del PD italiano, voglio fare una riflessione con voi: ci aspetta un futuro all’insegna del liberalismo di sinistra o del populismo, spesso di destra?
Che futuro ci aspetta?
La politica, come spesso la storia, va a fasi. Ma generalmente, si tratta di un’alternanza tra schemi tradizionali. Una volta vince il centrodestra e la volta dopo il centrosinistra.
Però talvolta, anche per condizioni esterne, questi schemi saltano e vengono fuori nuovi elementi.
E’ successo in parte in USA dopo la crisi del 1929, quando dopo le fallimentari politiche super liberiste dei repubblicani, il partito democratico trionfò con Roosevelt che, applicando il new deal, e quindi un liberalismo di sinistra, risolse la situazione. In Italia è avvenuto nel primo dopoguerra, quando dal partito socialista, si staccarono Gramsci per fare il PCI e Mussolini per fare il PNF, che poi instaurò un regime dittatoriale.
Insomma, la storia ci insegna che quando ci sono delle crisi, e le politiche (spesso i partiti) tradizionali falliscono, emergono nuove forze, talvolta liberali di sinistra, talvolta populiste. Poi è evidente che le ricette proposte saranno diverse.
Adesso siamo di nuovo in una fase simile. Soprattutto in Europa vediamo ancora gli spettri della crisi economica del 2009. E da allora hanno preso campo forze populiste, ma anche, di contro forze e persone che invece sembrano proprio voler inspirare un nuovo new deal, questa volta europeo. Perciò è lecito chiedersi: cosa ci dobbiamo aspettare? Il ritorno di forze populiste e nazionaliste, oppure un ritorno del liberalismo di sinistra?
Devo dire che fino a qualche mese fa vi avrei detto che purtroppo vedevo forte il rischio di un ritorno delle forze populiste…Brexit, Trump, 4 Dicembre, erano tutti brutti segnali. Ora invece vedo emergere degli anticorpi. Ma andiamo con ordine, o meglio, per paese.
In USA il populismo di Trump
USA: loro in realtà hanno già fatto la loro scelta. Dopo 8 anni di liberalismo di sinistra con Obama, hanno eletto Presidente quello che gli era più lontano possibile, Donald Trump. Tuttavia, tutti i suoi piani per ora sono venuti meno e a parte lanciare una bomba ed un po’ di missili non ha fatto altro.
Il futuro imminente della Francia: Macron o Le Pen?
Francia: è lo stato europeo su cui si stanno concentrando le attenzioni attuali. Il primo turno delle presidenziali ha visto il crollo del partito socialista dell’uscente Hollande ed una sconfitta dei gaullisti di Fillon. Il ballottaggio vede di fronte Marine Le Pen, con il Front National, il partito di estrema destra francese, che vuole un’uscita dall’euro e dall’UE, lo stop dell’immigrazione ed il ritorno della pena di morte; ed Emmanuel Macron, leader del movimento En Marche, ex socialista, europeista di stampo liberale che si propone anche di spingere per un’Europa federale.
UK tra Brexit e Miller
UK: La vittoria della brexit, oltre alle dimissioni di Cameron e all’avvento di Theresa May, hanno portato al tracollo del partito labourista, in crisi di identità, alla paradossale paralisi dell’UKIP che Farage ha abbandonato al suo destino, ma anche all’emergere di Gina Miller, avvocato, super europeista impegnata contro la Brexit, già definita “la Macron inglese” o “l’Obama donna”, che con la sua lista si appresta a candidarsi alle politiche, con l’obbiettivo di impedire ai Conservatori di ottenere con l’UE gli accordi che vogliono. Senza escludere di candidarsi direttamente per la presidenza.
La Renzistenza italiana
Italia: Parliamoci chiaro, con l’attuale frammentazione partitica ed un sistema elettorale che impedisce la governabilità, non vincerà nessuno e ci aspetta o lo stallo, o coalizioni brancaleone, o un nuovo governo di larghe intese. Ma avere un PD in forma con Matteo Renzi alla guida non è male, ed è un argine a Salvini e Grillo. Poi dovrebbe lanciarsi nella sfida europea, ma è un altro discorso.
L’eccezione tedesca
Germania: si tratta dell’unica eccezione in cui, soprattutto a causa della bassa disoccupazione e di un welfare ben fatto, lo schema tradizionale non è in crisi. La CDU della Merkel e l’SPD di Schultz la faranno da padroni anche questa volta, ed è un bene.
La scelta canadese
Oltre a ciò, va segnalato Trudeau in Canada, ormai diventato un personaggio internazionale.
Cos’altro ci aspetta in futuro?
Ovviamente si potrebbero prendere anche altri paesi, ma mi limito a questi.
Cosa ci aspetta nel futuro lo scopriremo solo a partire dai prossimi mesi. Personalmente auspico una vittoria di Macron e spero che ci si possa veramente muovere verso un’Europa federale. E voi?
Con questo è tutto, alla prossima!