Site icon Giorgio Mariotti

Caro Matteo io “mi fermo” qui

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Ciao a tutti e bentornati, questi giorni mi sono serviti per riflettere e vedere l’evolversi della situazione politica italiana e questo mi ha portato ad una riflessione, con decisioni conseguenti, che pongo alla vostra attenzione e che rivolgo direttamente all’ex presidente del consiglio ed attuale segretario del PD Matteo Renzi.

Io ho iniziato a seguire la politica da quando ero ancora un ragazzo, e ce l’ho nel sangue. Io mi ritengo personalmente un liberale di sinistra, ma, etichette a parte, per me contano le idee e le persone e su queste, da sempre baso i miei giudizi.

E senza prendere mai una tessera di partito. Perché, a differenza di mio nonno materno e di mio babbo, che hanno militato nel PCI, io non riesco a riconoscermi univocamente in un partito o a votare “per partito preso”…preferisco restare esterno, e dare una mano sulle cose che mi interessano, a prescindere da chi le porta avanti.

Per qualcuno di voi sarà un reato, ma io per la prima volta ho votato nel 2007, ancora minorenne, alle primarie del PD. Per Veltroni. Ed andai pure a vederlo in piazza del Duomo a Prato, durante la campagna delle politiche del 2008. Il mio apprezzamento per Veltroni era di 2 tipi, da un lato per l’operazione del partito a vocazione maggioritaria, dall’altro per le idee, che lo rendevano più vicino alle mie.

Diventato maggiorenne, per anni ho praticato la politica solo in modo “passivo”, tramite i social. E mi sono avvicinato ad IDV, in particolare a De Magistris, Sonia Alfano, Ferrandelli. Senza mai prendere alcuna tessera. Ma senza neanche mai votare solo per loro.

2009: Circoscrizionali->IDV. Europee->IDV, De Magistris, Alfano, Genchi. Provinciali->Lista IDV, Presidente Gestri. Comunali: voto disgiunto, lista IDV, Sindaco Milone, al ballottaggio ho annullato la scheda.

Nel settembre 2009 ho votato nuovamente alle primarie PD, per Franceschini…per gli stessi motivi che mi avevano portato a votare Veltroni.

2010: regionali: IDV, Presidente Rossi.

Poi progressivamente, per vari motivi, ho iniziato ad allontanarmi da IDV.

Ho guardato inizialmente con interesse al M5S, ma quando ho fatto una critica costruttiva sul blog, sono stato bannato ed ho capito che non era il cambiamento che diceva di essere.

Nel 2012, ho scoperto Matteo Renzi. Ed ho deciso di appoggiarlo non solo perché le sue idee erano molto più vicine alle mie di chiunque altro in precedenza, ma anche perché voleva mandare a casa la vecchia classe dirigente ed io volevo proprio quel cambiamento. Non solo, ma anche i metodi erano differenti…Abituato a politici che proponevano i propri programmi a scatola chiusa, o a rapidi click su singole decisioni, sentire qualcuno che voleva che ognuno gli mandasse le proprie di idee, era un grande passo avanti. E molte delle mie, come la proposta di riforma del copyright, sono state accolte, o totalmente o in parte.

Quindi, con un mio amico, ci siamo detti: questo vuol cambiare le cose. Dobbiamo dargli una mano attivamente, perché ha contro il sistema. Pertanto ci siamo informati ed abbiamo partecipato attivamente ai comitati delle primarie. E’ finita male e, a differenza di altri che dopo si sono tuffati nelle parlamentarie e nella campagna delle politiche del 2013, io me ne sono rimasto a casa e alle elezioni ho votato per il Centro Democratico…perché volevo assicurare il mio voto a Bersani, per me il meno peggio degli altri candidati, senza che finisse nei calderoni delle liste dei grandi partiti.

Alle primarie del PD del 2013, ho deciso di dare una mano a Matteo solo perché ho pensato che gli sarebbe stato utile per rottamare la classe dirigente del PD e magari poi arrivare a quella del paese.

Quello è stato un inizio di un percorso, che mi ha portato, oltre che a conoscere molte persone, ad entrare in un’associazione politico-culturale, Adesso Prato, e a fondarne una culturale, il Centro Studi Prato 2.0, a dare un contributo sempre più importante ed attivo nella politica, a tutti i livelli. Supportando tutto ciò che ho ritenuto giusto ed utile e proponendo le mie idee, talvolta ottenendo risultati. Ho firmato referendum proposti da partiti di colori molto diversi, dai Radicali, alla Lega. Ho dato una mano al PPE, al presidente Juncker, a Lara Comi, su alcune cose. E dato una mano al governo e al PD su altre.

Non sempre sono stato d’accordo su tutto, ed ho sempre fatto critiche costruttive al bisogno, perché sono fatto così, penso con la mia testa.

Qualcuno mi ha criticato perché in questi anni ho dato una mano, e sto continuando a dare una mano, al Circolo PD Borgonuovo-San Paolo. A questi vorrei dire: bene, mi dite chi altro c’è che lavora sul territorio? Il gruppo della sezione del PD che c’è nel mio quartiere, a differenza di molti altri, è attivo, e pur non avendo rappresentanti nelle istituzioni, è riuscito ad ottenere risultati importantissimi. Ed io sono fiero di aver contribuito e di contribuire a raggiungerli, senza tessera, ma con idee e passione.

Nel 2016, ho deciso di mettere la faccia ed dare il più possibile per la campagna sul referendum costituzionale, facendo il Coordinatore del comitato Borgonuovo-San Paolo che dice sì.

Nel mio quartiere e a Prato il risultato è stato positivo, ma a livello nazionale è andata male e Matteo Renzi si è dimesso da premier.

Io ho detto immediatamente che avrei puntato a laurearmi il prima possibile e poi lasciare il paese il prima possibile.

Nel mentre si è formato il governo Gentiloni, e Matteo Renzi, invece che lasciare tutto o, come gli ho proposto io, di non ricandidarsi alle politiche, ma puntare a cambiare l’UE per cambiare l’Italia, ha deciso di tentare di andare al voto il prima possibile, magari col Mattarellum, candidandosi come premier e senza primarie.

Si è gasato per il boom di iscrizioni al PD che c’è stato nei giorni/settimane scorse. Attenzione: guarda Matteo che non si tratta di gente nuova, folgorata sulla via di Damasco, ma di persone che ti hanno seguito in questi anni senza prendere la tessera del PD e venendo al massimo alla Leopolda, ma senza mai partecipare a niente, e che con la vittoria del No al referendum ha pensato che se si iscrive al PD forse può darti una mano. Certo, è positivo che ci sia gente che voglia dare una mano, ma dipende sempre dal come. A parer mio, i partiti dovrebbero smettere di guardare alla quantità degli iscritti, e andare sulla qualità. Si possono iscrivere 1000 persone, ma se sono attive solo 10, di cui 5 solo durante le elezioni (motivo di molte sconfitte), non serve a nulla.

In questi giorni mi è stato detto che fino a Febbraio 2017, chi vuole potrà iscriversi al PD 2016. Segno che probabilmente si vorrà limitare il congresso, che Matteo Renzi vuol tenere dopo le elezioni politiche, solo agli iscritti, o comunque dargli più peso.

Ho inoltre ascoltato con molto interesse il discorso che ha fatto Matteo all’assemblea. E sono giunto a queste conclusioni.

Io in questi anni, ho dato di tutto, togliendo anche tempo che avrei potuto usare per fare altre cose. Ho ottenuto dei risultati, ma che senso ha se poi non si riesce a cambiare significativamente a causa di un sistema ingessato e di un popolo che in maggioranza vota per tenersi le cose come sono perché se la fa addosso? Caro Matteo, perché dovrei rimanere in Italia? Per quanto riguarda la tessera del PD, ringrazio chi, più volte, mi ha chiesto di farla ma, non interessandomi ruoli politici e men che meno partitici, e non trovando più l’interesse che avevo prima per la politica nazionale, non penso di farla. Come non farò neanche quella di altri partiti o movimenti, ovviamente. Insomma, resterò coerente con me stesso e la mia ecletticità. Aiuto a tutti, leale con tutti, fedele a nessuno.

Come dite? Che forse non potrò votare al congresso? Pazienza. Al momento non ci sono congressi né altro all’orizzonte, ma non mi preme l’idea di votare per la segreteria di un partito. Anzi, trovo giusto che lo facciano gli addetti ai lavori.

Ma non solo, dico di più: non penso di andare a votare alle politiche. Perché non mi ritrovo nel sistema parlamentare. A me di scegliere il singolo deputato o senatore, non me ne frega niente. Del voto alla lista, ancora meno. Fatemi scegliere il presidente del consiglio. Inoltre a questo giro non rivincerà nessuno, con nessuna legge elettorale. Allora, caro Matteo, perché dovrei andare a votare o, peggio, dare mano in campagna elettorale, se tanto poi non vincerà nessuno?

Scusami Matteo, ma preferisco dedicare un po’ di tempo alla sfida che mi sono lanciato di rilanciare il circolo ARCI Borgonuovo.

Questo vuol dire che lascerò la politica attiva? No. A livello di quartiere e a livello cittadino continuerò a contribuire come ho fatto fino ad oggi. E voglio andare a Bruxelles, cercare gente trasversale che voglia cambiare l’UE. Provarci. Ma a livello nazionale, se si tratterà di salutare qualcuno o di proporre qualche idea, ok, ma campagne elettorali e voti no.

Ma soprattutto, punterò dritto ad arrivare a laurearmi e a trovare il lavoro che voglio per iniziare, il prima possibile.

Con questo è tutto, a presto!

Selfie artistico di Matteo Renzi col sottoscritto

 

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