Ciao a tutti,
oggi parliamo della polemica politica scattata ieri, ovvero lo scontro tra il ministro per le riforme Maria Elena Boschi e l’ANPI.
Il motivo dello scontro è dato da una frase che il ministro avrebbe detto intervistata da Lucia Annunziata, in cui avrebbe distinto tra partigiani veri e non.
Ovviamente le opposizioni, minoranza PD e media ci si sono buttati a nozze.
Ora, personalmente mi sono scocciato di disinformazioni, di semplificazioni, di falsità, di tifoserie e di polemiche create sul nulla. Vorrei che in questo paese si cominciasse a parlare nel merito delle cose.
Quindi, cosa ha detto Maria Elena? Semplicemente che anche se la dirigenza dell’ANPI nazionale ha dato la linea di appoggiare il no al referendum costituzionale, all’interno dell’associazione ci sono anche persone, tra cui partigiani che hanno combattuto la resistenza, che voteranno sì alla riforma.
Si può pensare ciò che si vuole del referendum, ma se si ha un po’ di onestà intellettuale, allora è evidente che il ministro non ha detto nulla di grave, ma una cosa semplice e vera e per riascoltare quanto ha detto basta andare su Rai replay.
Maria Elena Boschi ha evidenziato solo un dato di fatto: Che per evidenti ragioni anagrafiche, la maggioranza degli iscritti dell’ANPI non sono stati partigiani, ma sono appunto solo iscritti. E spesso chi ne fa parte non hanno neanche avuto parenti che hanno combattuto la resistenza.
E non lo dice un pericoloso sovversivo, ma il nipote di un partigiano, medaglia d’oro al valore.
Segnalo inoltre un interessante articolo di Pierluigi Battista sul Corriere della sera: http://www.corriere.it/opinioni/16_maggio_23/se-l-anpi-diventata-suoi-nipoti-4e262fe0-2032-11e6-9888-7852d885e0fc.shtml
Dico inoltre che sia l’ANPI che l’ARCI-di cui faccio parte-hanno compiuto un grandissimo errore nell’appoggiare il no al referendum. Innanzitutto perché non hanno coinvolto tutti i loro iscritti nella decisione, ma hanno semplicemente deciso a livello nazionale come dirigenza, in una stanza. In secondo luogo per un motivo semplice: Non dovevano prendere alcuna posizione, invece così dividono perché all’interno di entrambe, come giusto che sia, ci sono persone che hanno posizioni diverse.
Avrebbero dovuto lasciare piena libertà ai propri iscritti, invece stanno sbagliando tutto, come sbagliò lo SPI-CGIL nel 2013 quando diede indicazione di votare Cuperlo al congresso del PD. Errore pagato.
Anche questo credo che avrà effetto boomerang…
Ciao, alla prossima!