Mediostar Waterpolo Prato Interviews Project: Intervista a Giulia Bartolini
La ragazza è in viaggio verso gli USA e trova il tempo di rispondere alle domande che le avevo mandato qualche giorno prima. Avremmo potuto fare con più calma e aspettare che tornasse dal viaggio, ma ormai avevamo detto questa settimana e quindi abbiamo fatto così.
Giulia Bartolini, pratese, classe 1990, è l’attaccante di punta della Mediostar Waterpolo Prato, in cui porta la calottina numero 12, e questa stagione è stata la cannoniera della squadra, dimostrando di essere una delle migliori attaccanti italiane in circolazione.
– Quando hai iniziato a fare pallanuoto? Come ti è nata questa passione?
Ho iniziato a giocare a pallanuoto a 10 anni, qui a Prato, nella Futura. A quel tempo c’erano la serie C e le squadre miste. E’ stato un colpo di fulmine! Avevo praticato nuoto per alcuni anni, ma ho sempre preferito uno sport di squadra, così dopo un anno e mezzo di pallavolo, una mia amica mi portò con lei all’allenamento. Da lì è iniziato il mio amore per questo sport!
– Fai un bilancio della stagione di quest’anno.
Difficile fare un bilancio sulla stagione di quest’anno…sicuramente abbiamo migliorato la posizione in classifica rispetto allo scorso anno e questo è assolutamente positivo…rimane l’amaro in bocca perché sono convinta che avremmo meritato più di un quinto posto ma non siamo riuscite a dimostrarlo in acqua. La squadra è cresciuta tantissimo sia sotto il profilo mentale che tattico…e queste stagioni servono a tutti per capire che se si vuole vincere qualcosa è necessario fare “qualcosa di più”, me compresa.
– Tu hai vinto molto col Catania, cosa mi puoi raccontare di quell’esperienza?
Vincere uno scudetto e una Coppa Campioni “scendendo in acqua” con atlete e allenatrice medaglie d’oro olimpiche è qualcosa che ti cambia la vita, come persona e come atleta, così è stato per me…le ringrazio tutte per i valori che mi hanno trasmesso, la società per aver creduto in me, sono stati due anni bellissimi e allo stesso tempo difficili, in fondo ero una bambina di 16 anni. Non cambierei niente e rifarei tutto se questo è ciò che mi ha portato qui.
– Ad un certo punto della tua carriera e della tua vita, hai deciso di interrompere l’attività sportiva e di passare un periodo di tempo a lavorare negli USA. Cosa ti ha spinto a fare questa scelta? Cosa mi puoi dire di quell’esperienza? E’ un’esperienza di vita che consiglieresti?
Quella è stata un’altra scelta che mi ha cambiata…avevo bisogno di prendermi un periodo di stacco dalla pallanuoto e dall’ambiente che la circondava, avevo la necessità di rivedere e riallineare le priorità della mia vita, così, senza neanche pensarci troppo, sono partita per gli States. Esperienza incredibile, ho conosciuto moltissime persone di ogni cultura e parte del mondo, ho vissuto altre realtà, lavorato e imparato l’inglese a dovere. Grazie alla mia famiglia che mi ha permesso di poter rendere realtà un mio sogno nel cassetto! La consiglierei a tutti quelli che sono un po’ matti come me!
– Gli USA sono sicuramente un paese che ti piace, visto che ogni tanto ci ritorni. Cosa ti piace dell’america? E c’è qualcosa che non ti piace?
Ogni tanto torno a trovare i miei amici e a mantenere i giusti contatti, perché non ti nascondo che l’America mi piace in ogni suo pregio e difetto.
– Eri a lavorare negli USA, praticamente avevi cambiato vita. Cosa ti ha riportato a fare nuovamente pallanuoto in Italia, nella tua città, Prato?
Quello che mi ha riportato in Italia sono stati il cuore e la responsabilità. Mi mancava la mia famiglia e avevo ancora dei progetti da portare a termine che necessitavano della mia presenza. Così ritrovandomi a casa, era inevitabile non ributtarsi in piscina…però se devo dare veramente merito a qualcuno va sicuramente alle mie compagne di squadra…è grazie a loro che ho ritrovato la passione…sono speciali! Poi che dire, tornare a giocare per la tua città è sempre un’emozione particolare…
– Cosa fai oltre la pallanuoto?
Nella mia vita, oltre alla pallanuoto, lavoro alla New Washing, l’azienda di famiglia, è una lavanderia e tintoria industriale su capi d’abbigliamento…sto imparando il mestiere
– Tu come superiori hai fatto il liceo scientifico Copernico. E’ arcinota la rivalità tra quella scuola e il mio vecchio liceo, il Livi. Hai qualche ricordo curioso o carino di quel periodo e magari legato alla sfida tra le due scuole?
Sì, ho fatto il Copernico, ma solo per 2 anni perché poi mi sono trasferita a Catania e quando sono tornata a casa ho fatto la quinta al Cicognini. Diciamo che essendo sempre in acqua (a quel tempo giocavo a Firenze in serie A), in palestra o sui libri, non avevo molto tempo per seguire tutti quegli aspetti goliardici.
– Situazione sentimentale: Single/fidanzata?
Single.
– Ti senti più pratese o verniatta?
Da Vernio a Prato, da Catania a Firenze. Ogni città ha lasciato il suo segno!
– Lancia un appello ai pratesi affinché vi seguano
Pratesi, siamo belle, simpatiche e sempre in costume…beh, non potete non seguirci
– Parlami un po’ dell’evento che farete con ANT il 18 Giugno alle 16 allo stadio Lungobisenzio
Mi dispiace, ma non ho molte informazioni.
– Dopo, verso le 20-20:30, pensi che ce la farete a venire alla cena a Borgonuovo pro Dynamo Camp a cui vi ho invitato e a cui mi avevi detto che saresti venuta?
Per il 18 sera mi dispiace moltissimo non esserci, ma correrò la 10 Km della notturna di San Giovanni a Firenze…perché chi si ferma è perduto e correre mi piace!